Categoria: 175

  • VERSANTE LIGURE


    CHE CAVALIERE!

    Sconfitto, avea promesso

    di opporsi a Tursi rosso

    ma adesso ha un chiodo fisso:

    “Se posso a Roma passo!”.

    Così, dà a Marta addosso

    e implora Silvio, Musso.



    IL COMMUSSO VIAGGIATORE

  • 194 – A difendere le donne ci pensa Ferrara

    Qualche giorno fa a “Prima pagina” (rassegna stampa di Radio3) la segnalazione di una ascoltatrice: Giuliano Ferrara, intervistato al TG1, aveva affermato che negli ultimi trent’anni si è verificato un miliardo di aborti. Nessun riferimento al ambito geografico a cui si riferiva questo numero apocalittico.
    La signora si chiedeva: che modo è questo di fare informazione? Da un lato c’è un giornalista (Ferrara) che usa strumentalmente un indimostrabile dato mondiale giocando sull’ambiguità del contesto, con l’evidente intento di spaventare ed influenzare irriflessive anime italiane, dall’altro, cosa almeno altrettanto grave, un altro giornalista (Gianni Riotta) che non ha sentito il dovere di una precisazione. Per fare informazione, aggiungeva l’ascoltatrice, non basta mettere un microfono in mano ad una persona famosa. Il conduttore di Prima Pagina del momento (Renzo Foa, direttore di Liberal) svicola e risponde di non poter esprimere giudizi sui propri colleghi. Ecco, nel breve arco di un minuto e mezzo, una bella sintesi della nostra informazione malata.

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  • Cultura – Non c’è solamente la pittura del ‘600

    E’ probabile che al Lavoro si aspettassero di più dalla provocazione di Paolo Lingua su Repubblica del 13 gennaio ’08. “A Genova la cultura va a morire”.
    Malgrado le produzioni culturali degli ultimi anni, ha scritto Lingua, Genova resta lontana dalle ambizioni del futuro spesso evocato: città tecnologica, Politecnico, Terzo valico ecc. Abbarbicata da sempre al medesimo progetto cucinato in tutte le salse: la pittura e l’arte a Genova tra la fine del XVI e il XVIII secolo. Cari genovesi, cari amministratori e specialmente cara sindaco, ha chiesto Lingua, perché non vi date una smossa?

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  • Enti pubblici/1 – Il conflitto d’interesse voluto dalla legge

    La legge 84/94 (“Riordino della legislazione in materia portuale”, governo Ciampi) che rimpiazzava il precedente modello organizzativo basato su porti interamente pubblici con un modello liberalizzato (che avrebbe dovuto garantire la concorrenza tra privati) fu ricevuta con entusiasmo da ampi settori politici ed economici. Ma l’euforia è durata poco perché presto si sono presentate distorsioni e conflitti tra i diversi soggetti che operavano nel settore (Authority, operatori pubblici e privati, enti pubblici, Regione, Comune) con una interminabile sequela di polemiche, dilatazioni smisurate dei tempi decisionali, ricorsi giudiziari, commissariamenti ecc.) tanto che gli stessi soggetti che avevano promosso la legge hanno cominciato a chiederne una profonda modifica.

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  • Enti pubblici/2 – Ingegneria finanziaria e politica notarile

    Cosa immobilizza un’efficace amministrazione esponendola a possibili gravi errori?
    Una risposta l’ha data l’ex sindaco Giuseppe Pericu nel libretto “Genova nuova. La città e il mutamento” (Donzelli editore, 2007, euro 15,00) scritto insieme ad Alberto Leiss. Sostiene che “il rispetto della legge rappresenta anche un obbligo morale ineludibile […] I grandi interventi in città fatti per il G8 e nel 2004, le operazioni di alienazione del patrimonio, i processi di riorganizzazione e le conseguente esternalizzazioni, si sono svolte senza conseguenze negative sotto il profilo del rispetto delle leggi vigenti. Rispettare la legge non significa tuttavia sviluppare le sole attività che la legge espressamente autorizza… Esistono spazi nell’ambito della più generale capacità di operare anche nella sfera del diritto privato, in cui l’attività si estrinseca certamente nel rispetto della legge, ma a volte anche in assenza di una specifica preventiva previsione n ormativa”. Gli esempi concreti per l’azione del Comune di Genova, scrive l’ex sindaco, sono molti: “sicuramente di particolare significato è stata la gestione esternalizzata del patrimonio, oppure la stipula di accordi con altri soggetti pubblici e privati”. L’amministratore che si limitasse ad operare solo dando concreta attuazione a quanto previsto dalle leggi – conclude Pericu – avrebbe ben limitati spazi di attività (p. 103) (Repubblica, 11 febbraio 2008).

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  • Costume – Dal body painting al tanga e al velo

    Un amico straniero, architetto, è recentemente venuto in Italia per partecipare al “MADE Expo – Milano Architettura Design Edilizia”, una esposizione che si è svolta a Milano tra il 5 e il 9 febbraio e che ha attirato moltissimi visitatori da tutto il mondo. Quel che racconta, però, attiene più alla sociologia e alla cultura che alla edilizia e all’architettura. In ogni stand – dice – ci sono come di consueto graziose ragazze che “fanno figura”. Ma la novità che lo ha colpito è stata lo stile – abbigliamento e modo di porsi – che si è fatto sessualmente molto esplicito ed aggressivo.

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  • “Mani sporche” – La gran voglia di pulizia

    C’è voluto un tomo di novecento e più pagine (“Mani sporche” di Gianni Barbacetto, Peter Gomez e Marco Travaglio, edizioni Chiarelettere, euro 19,60), per raccontare come dal 2001 al 2007 la politica corrotta si è mangiata la seconda repubblica. Non è vero che si tratta di una storia nota: se il volume ha assunto le dimensioni che ha, è proprio perché i giornali (non parliamo poi dei tg) l’hanno raccontata solo parzialmente, quando non l’hanno glissata del tutto. Pongono rimedio gli autori con un sapiente lavoro di restauro della memoria, capace di restituirci nella sua eloquente sequenza il film dell’intreccio politica-affari e dell’indecente reazione del potere per fermare in tutti i modi le inchieste della magistratura.

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