Categoria: 181

  • VERSANTE LIGURE


    MOZZARELLE VOLANTI

    La bufala inquinata
    il Bel Paese umilia:
    non quella diossinata
    ma quella che in Italia
    ha forma di cordata
    che vuole l’Alitalia.



    Capocordata

  • G8/1 – Tortura, un marchio su Genova 2001

    Quando nel 2001 a Bolzaneto uomini e donne della legge hanno mortificato, violentato e torturato era passato solo un anno dalla approvazione a Bruxelles della “Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea”. L’articolo 4 della Carta recita “Nessuno può essere sottoposto a tortura, né a trattamenti inumani o degradanti”. Il catalogo compilato dai magistrati genovesi circa i fatti avvenuti nella caserma di Bolzaneto e le notizie che ne ha dato la stampa non lasciano dubbi: a Bolzaneto la tortura c’è stata, non casuale ma programmata e di gruppo.

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  • G8/2 – Quei mandanti politici non tanto misteriosi

    Che l’Avvocatura dello Stato sia stata autorizzata a presentare pubbliche scuse al processo G8 in corso a Genova, per le torture (anche se il codice le chiama diversamente) avvenute nella caserma-prigione di Bolzaneto, è un segnale che qualcosa si muove. Così almeno viene letto da chi vuol credere ostinatamente nelle istituzioni, dopo la lunga sequenza di fatti che fanno perdere ogni fiducia: basti pensare non solo all’impunità assicurata (è ormai prossima la prescrizione dei reati), ma alle promozioni che hanno premiato tutti, nessuno escluso, i funzionari responsabili di tante efferatezze.

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  • Saltimbanchi – Nuove elezioni nuova casacca

    E così anche Genova ha avuto i suoi bravi De Gregorio, pronti all’ultimo momento ad assicurarsi un seggio al Parlamento saltando su una barca diversa da quella grazie alla quale avevano avuto i voti per entrare in Regione. Sarebbe curioso sapere che cosa ne pensano i loro elettori…
    Uno è quel Giovanni Paladini, un tempo della Margherita, la cui figura abbiamo visto campeggiare a grandezza naturale, ora in jeans, ora in completo azzurro – così il messaggio delle sue possibilità trasformiste era più che chiaro – nella campagna di una tornata elettorale della Regione. L’altro è tale Rosario Monteleone, già noto alle cronache genovesi per aver ostacolato con protervia – e non si è capito con quale diritto – l’elezione del presidente Repetto alla Provincia. Costui quatto quatto, all’ultimo momento, con un bel salto pirotecnico si è catapultato sul trenino di Casini ottenendo in lista uno dei posti che con questa stronzata di legge elettorale potrebbe fornirgli l’elezione.
    Entrambi fanno professione rigorosa di devozione alla famiglia, alla Chiesa e a tanti altri valori della tradizione. Pare già di vederli arringare i loro, nei prossimi giorni, in zona Matteotti e aggirarsi con occhio di riguardo e scrutatore attorno all’Episcopio…
    (Giovanni Meriana)

  • Aree Cornigliano – Distripark: risorsa o mito fasullo?

    Sembrava che a Genova la lezione fosse stata capita: non più Fiumara, le aree strategiche vanno destinate al porto. Anche le aree liberate dall’Ilva, a parte gli interventi pubblici di riqualificazione urbana a Cornigliano, dovevano servire alle “funzioni logistico-portuali”, ovvero al distripark, un’area attrezzata per la manipolazione delle merci in transito portuale, per l’assemblaggio dei componenti dei prodotti finiti, per il loro smistamento verso le destinazioni finali.

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  • Acciaierie – Dalle bande stagnate all’indice infortuni

    Su Repubblica del 26 marzo il paginone dedicato all’Ilva col titolo “Cornigliano, a qualcuno piace freddo” pare fatto apposta per scaldare i cuori di entusiasmo e speranza. “L’accordo di programma resiste”, dice fiduciosamente il sottotitolo, e l’articolo prosegue con suggestive descrizioni dei lavori in corso: “Una gru gialla si muove sopra la vasca appena completata che conterrà fino a 300 tonnellate di zinco … la ruggine sparisce per fare spazio alla vernice blu … gli impianti sono stati progettati con valutazione di impatto ambientale…”.
    Le cifre degli investimenti vengono puntigliosamente allineate insieme alle previsioni produttive a regime che guardano al 2010. Il quadro si completa con gli ottimi dati sull’andamento infortunistico: dal 2003 al 2007 si è passati da una frequenza di 202 infortuni ogni milione di ore lavorate a 86,5: più che un dimezzamento.

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  • Islam – Conta la cultura più che il velo

    “La festa della donna con il velo islamico” è il titolo con il quale il Secolo XIX, del 10 marzo, riferisce della giornata celebrata al Porto Antico dalle donne arabe che fanno riferimento all’associazione La Palma. La cronaca riferisce di una bella festa, con dolci e musica, della partecipazione attiva delle donne genovesi che sono compagne di lavoro, mamme di compagni di scuola e vicine di casa, e delle parole delle donne arabe di Genova che sottolineano l’importanza del velo: ” Il velo nel giorno della festa della donna? Cosa c’è di strano? E’ una cultura nostra, è una nostra identità, è una raccomandazione di Dio”, ” non tolgo il velo perché se lo facessi sarebbe togliermi la fede”.

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  • “Diario di scuola” – Pennac, l’ex somaro fattosi scrittore

    “Nessun avvenire. Bambini che non diventeranno. Bambini che fanno cadere le braccia. Alle elementari, alle medie, poi al liceo, ci credevo anch’io, vero come l’oro, a questa esistenza senza avvenire”. Ecco un breve capoverso dell’ultimo libro di Daniel Pennac “Diario di scuola” (ed. Feltrinelli euro 16). Lenimento per maestri, pedagoghi, genitori affranti e studenti.
    Qui il creatore del “capro espiatorio” Benjamin Malussène parla della sua infanzia di “somaro” e della sua professione di insegnante. La metamorfosi è narrata attraverso le tappe dell’adolescenza nelle quali l’aver incontrato tre o quattro insegnanti speciali gli ha cambiato letteralmente – è il caso di dirlo?- il futuro.

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  • 300 milioni di benservito a Mastella

    Gentile OLI, non è facile orientarsi nella massa di notizie che ogni giorno ci piovono sulla testa. Così quando ho letto su Repubblica del 26 marzo scorso che all’ex ministro Mastella, avendo deciso di non ricandidarsi alle elezioni, toccava un assegno di 300 mila euro “per il suo reinserimento nella vita sociale” ho pensato alla solita bufala. L’attività di parlamentare come la più dura delle lavorazioni nocive; altro che minatore o animista o peggio: no – mi son detta – è uno scherzo.

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  • Sulle colline liguri nuova ondata di cemento

    Lettere al Secolo XIX, 29 marzo 2008
    Vorrei sottolineare la gravità della nuova onda speculativa che sta colpendo la regione. Il fenomeno si sta rivolgendo verso la prima collina (la costa ha già dato). Da Ponente (Alassio, per esempio) a Levante (Casarza Ligure, Zoagli) è tutto un fiorire di case con annessi box e giardino. Le colline intorno ai centri abitati sono un pullulare insopportabile di gru e reti arancioni. Una nuova cementificazione ancor più subdola perché non figlia dell’abuso ma della cosiddetta “pianificazione”.
    Evidentemente si è deciso che in Liguria debba essere applicato il concetto di città diffusa con buona pace del consumo di suolo e acqua, dell’irreparabile danno paesistico e, non ultimo, dei tradizionali profili edificatori collinari. Il nuovo miraggio del ligure medio pare essere quello di possedere la casetta sulla prima collina lontano dalla confusione e dall’inquinamento delle nostre cittadine. Peccato che in questo modo il problema non si risolve ma lo si sposta, aggravandolo.
    (Riccardo Lertora, Genova)