Categoria: ESTERI

  • OLI 427: ESTERI – Voci dalla stampa internazionale

    Il capo religioso di Al-Azhar (Egitto) si rifiuta di dichiarare l’infedeltà dell’ISIS. http://www.almasryalyoum.com/news/details/617771

    La violazione dei diritti umani negli USA secondo la Cina.
    China.org, 26 giugno 2015: “Testo integrale del rapporto cinese sulla situazione dei diritti umani negli Stati Uniti nel 2014”. Due visioni da due angoli diversi. Che dio ci protegga da tutti gli imperi e violatori dei diritti umani.
    http://www.china.org.cn/china/2015-06/26/content_35914526.htm

    Se Israele scommette sull’Isis
    “Famiglia Cristiana”, 23 giugno 2015: “Anche con la guerra in Siria alle porte del Golan, e con il rischio che Al Nusra, l’Isis e le altre formazioni del terrorismo islamico prendano sempre più piede, Israele non ha cambiato strategia. Al contrario, ha semmai stretto ancor più i legami con l’Arabia Saudita, che delle formazioni armate che operano in Siria è stata a lungo ispiratrice e finanziatrice”. http://www.famigliacristiana.it/blogpost/se-israele-scommette-sull-isis.aspx

    “I campi di battaglia di domani: le guerre USA in Africa”, nuovo libro di Nick Turse.
    “AllAfrica”, 7 maggio 2015: “Dal lancio di AFRICOM (comando militare USA in Africa), l’instabilità è aumentata in Africa. Dalla guerra in corso in Somalia, alla disgregazione della Repubblica del Sudan, alla successiva guerra civile nella Repubblica di recente creazione del Sud Sudan, alla guerra contro i cosiddetti estremisti islamici in Nigeria, Niger, Mali, Camerun e Ciad, questi sviluppi hanno alimentato il militarismo di Washington nel continente.”
    http://allafrica.com/stories/201505112664.html

    2013: Finché permane la guerra siriana, non c’è alcuna minaccia per Israele 
    New York Times, 6 settembre 2013: “Lasciate che le due parti rimangano vive, che insanguinino fino alla morte: questo è il pensiero strategico qui. Finché rimane così, non c’è vera minaccia dalla Siria””. http://www.nytimes.com/2013/09/06/world/middleeast/israel-backs-limited-strike-against-syria.html?_r=2

    Pandora TV, marzo 2015: Intervento integrale di Sahra Wagenknecht (Die Linke) al Bundestag il 19 marzo 2015. Sottotitoli in italiano. La leader dell’opposizione tedesca Sahra Wagenknecht critica le politiche filo-atlantismo e di rigore della Merkel e le ingerenze USA in Europa.
    http://www.pandoratv.it/?p=3104

    Coloni israeliani bruciano la chiesa della Moltiplicazione dei pani e dei pesci.
    Famiglia Cristiana, 19 giugno 2015: “Sono quelli che i palestinesi chiamano “coloni”, gli israeliani che vivono negli insediamenti. E proprio dagli insediamenti escono i vandali che dal 2009, come testimonia l’organizzazione israeliana “Rabbini per i diritti umani”, hanno attaccato e devastato 43 luoghi di culto cristiani o musulmani.” “Allo stesso modo, però, sarebbe da sciocchi non notare che quasi mai i responsabili sono stati identificati, catturati e processati. Il che è comunque un po’ strano, in un Paese che ha un imponente ed efficiente apparato di sicurezza e di polizia.”
    http://www.famigliacristiana.it/blogpost/le-chiese-bruciano-i-vandali-ridono.aspx

    RT, 23 giugno 2015: Sinistra tedesca sull’imperialismo americano
    http://francais.rt.com/international/3568-lex-president-spd–limperialisme

    Il silenzio del premio Nobel sul genocidio di Rohingya equivale alla complicità”
    The Independent, 23 maggio 2015: “In un genocidio il silenzio è complicità, ed è così con Aung San Suu Kyi e la disperata comunità Rohingya in Bermania. La persecuzione in corso da parte del governo birmano dei Rohingya ha raggiunto, negli ultimi due anni, un livello così insostenibile che i Rohingya si trovano ad affrontare solo due opzioni, o rimanere e rischiare l’annientamento o la fuga. L’attuale esodo di coloro che chiedono asilo è solo una manifestazione di genocidio “. “Una volta Aung San Suu Kyi aveva tenuto un enorme capitale morale e politico e ha avuto la possibilità di sfidare il razzismo vile e l’islamofobia che caratterizza il discorso politico e sociale birmano. Molti attivisti birmani per i diritti umani ed i loro seguaci avrebbero potuto ascoltare, imparato e iniziato a mettere in discussione il razzismo istituzionalizzato che incide negativamente su tutti i birmani. Questo non è mai stato nell’agenda politica di Aung San Suu Kyi”.
    http://www.independent.co.uk/voices/comment/aung-san-suu-kyis-silence-on-the-genocide-of-rohingya-muslims-is-tantamount-to-complicity-10264497.html

    “La Roccaforte di Hezbollah”
    “Spesso è definito dai media occidentali come una “Roccaforte di Hezbollah”, il quartiere Sud di Beirut è in realtà solo un quartiere normale operaio densamente popolato dove il partito di Hezbollah è popolare.” “Ora quello che ho trovato interessante è che Hezbollah aveva anche costituito un’impresa di costruzione dopo la fine della guerra del 2006, quando le bombe israeliane avevano raso al suolo un intero quartiere e ha lasciato circa 20.000 persone senza casa. E nel processo di ricostruzione, l’impresa di Hezbollah” Wa’ad” (promessa) ha anche bollato il suo logo sulle barricate di cemento. Una differenza importante è che Solidere, costituita dal miliardario precedente primo ministro libanese, ha trasformato la Beirut vecchia in un parco giochi di lusso per ricchi, cancellando gran parte del precedente tessuto sociale dal reddito misto del centro della città, mentre Waad di Hezbollah ha ricostruito il quartiere per le famiglie della classe operaia che vivevano lì e li ha incoraggiati di ritornarci”. http://www.beirutreport.com/2015/06/held-by-hezbollah.html

    “16 cose che potrebbe farti condannare a morte in Arabia Saudita
    Vocativ, 18 giugno 2015: “L’Arabia Saudita ha decapitato 100 persone quest’anno. Alcuni dei reati non sono nemmeno reati da carcere negli Stati Uniti.”
    http://www.vocativ.com/underworld/crime/saudi-arabia-execution-beheading/

    Israele sostiene che la guerra contro Gaza è stata una “guerra morale”
    The Guardian, 14 giugno 2015: “Israele ha rivendicato che l’operazione dell’esercito israeliano a Gaza la scorsa estate è stata una guerra morale, difensiva svolta in conformità del diritto internazionale”. “Secondo l’esercito israeliano sono stati uccisi 2.125 palestinesi durante la guerra di due mesi, 761 di loro, o 36%, erano civili non coinvolti, tra cui 369 bambini e 284 donne. I dati delle Nazioni Unite sono di gran lunga superiori, con almeno 1.483 civili uccisi (su un totale di 2.205), di cui 521 sono bambini e 283 sono donne.” http://www.theguardian.com/world/2015/jun/14/israel-defends-gaza-conflict-as-moral-war

    (a cura di Saleh Zaghloul – immagine di Guido Rosato)

  • OLI 422: ESTERI – ISIS, Religione e barbarie

    Ihttp://www.al-akhbar.com/node/227147.

    l professore americano di origine libanese Asad Abukhalil, che insegna scienze politiche all’Università della California, ha scritto un articolo sul libanese al-Akhbar, il 28 febbraio 2015, sulle barbarie dell’ISIS e del rapporto tra barbarie e religione,

    In seguito alcuni stralci dell’articolo tradotti dall’arabo:
    “Stigmatizzazione di terrorismo una religione è ingiusto perché rende la religione responsabile dei comportamenti delle persone, poche o molti chi siano. Il terrore e la brutalità non sono sinonimi di religione, anche se laici e atei desiderano attribuire ogni terrorismo ed ogni brutalità alla religione.
    Questo non significa che la religione (ogni religione) non sia necessariamente responsabile di quanto le viene attribuito, come nel caso del papato, la più alta autorità della religione cristiana, che è stato responsabile dell’indizione ufficiale delle Crociate, di aver terrorizzato le donne in nome della “guerra contro le streghe” o della repressione delle minoranze. Questo non vale per l’Islam per la semplice ragione che è il governatore a sottomettere il sacerdote alla propria autorità. Il Gran Mufti saudita (o quello di Al-Azhar) non è altro che uno strumento nella mano del tiranno, il quale è legato più al colonialismo che alla religione. Il caso iraniano è diverso perché il sacerdote ha sottomesso il governatore alla propria autorità (non tutte le autorità religiose scite del mondo sono d’accordo).” (…)
    “Una volta, nel 1993, ho detto ad una giornalista del “New York Times”, che mi ha chiesto della folle copertura della prima esplosione “al World Trade Center nel 1993”: non intendo negare l’accusa di terrorismo nei confronti di alcuni musulmani, al contrario, i musulmani hanno tra di loro, come tutti i popoli e i fedeli di tutte le religioni, un certo numero di criminali, terroristi e malfattori, senza che la responsabilità  dei comportamenti di criminali, terroristi e stupidi musulmani sia attribuita alla religione islamica, alla cultura araba o alla storia della regione.” (…)
    “Ci sono più modi per studiare la brutalità dell’ISIS. In primo luogo, il fenomeno può essere studiato mettendolo in un contesto politico e storico contemporaneo. Questo è ciò che ha fatto Robert Pape, nel suo libro Volere la morte per vincere sul fenomeno degli attentati suicidi contemporanei, arrivando alla conclusione che essi non sono legati ad una sola religione o ad una sola fede, che diversi popoli con differenti dottrine (compresa quella della sinistra atea) hanno compiuto atti come questi con un motivo comune: sbarazzarsi dell’occupazione straniera.
    In secondo luogo, il fenomeno può essere collocato nel proprio contesto regionale contemporaneo, senza immergersi nella storia profonda. La brutalità dell’ISIS o di altre organizzazioni può essere riferita alle organizzazioni terroristiche contemporanee. La nascita delle milizie armate nella nostra regione è avvenuta negli anni trenta del secolo scorso per mano delle milizie sioniste (non erano musulmane).

    I sionisti israeliani erano i veri pionieri nell’introdurre nella regione modelli di brutalità e terrorismo che la nostra regione non aveva mai conosciuto prima. Le bande sioniste sono state le prime ad aver fatto ricorso ai seguenti atti di brutalità terroristica: 1) lanciare bombe nei caffè (la prima volta a Jaffa nel 17 Marzo 1937). 2) lanciare bombe a bordo dei bus (la prima volta in agosto-settembre del 1937 indiverse parti della Palestina). 3) lanciare bombe nei mercati popolari (la prima volta nel luglio 1937 aHaifa). 4) far esplodere gli alberghi (la prima volta nel 22 luglio 1946 a Gerusalemme). 5) fare esplodere le ambasciate (la prima volta in 1 ottobre 1946 a Roma). 6) usare le ambulanze come auto bomba (la prima volta il 31 ottobre 1946 a Petah Tikva). 7) mettere esplosivo nei pacchi postali (la prima volata in giugno 1947 contro obiettivi britannici).”
    (traduzione a cura di Saleh Zaghloul) 
  • OLI 421 – ESTERI – Voci dalla stampa internazionale

    Miti sull’ISIS
    17 febbraio 2015 il  Juan Cole dissipa efficaciamente alcuni miti sull’Isis. http://www.juancole.com/2015/02/todays-about-daesh.html

    Gli abusi sessuali da parte di un Imam in Illinois (USA) sono in prima pagina.
    New York Times, 16 febbraio 2015. 
    http://www.nytimes.com/2015/02/16/us/sexual-assault-suit-against-illinois-imam-highlights-a-communitys-divisions.html?ref=todayspaper&_r=1

    A caccia dell’arma climatica
    The Guardian, 15 febbraio 2015: “Uno scienziato americano ha espresso la preoccupazione che i servizi di intelligence stiano finanziando una ricerca sul cambiamento climatico per sapere se le nuove tecnologie potrebbero essere usate come armi potenziali. Alan Robock, un climatologo presso la Rutgers University nel New Jersey”. http://www.theguardian.com/environment/2015/feb/15/spy-agencies-fund-climate-research-weather-weapon-claim

    Usare il clima come arma
    The Independent, 15 febbraio 2015: “Un esperto scienziato americato ha affermato che il governo degli Stati Uniti ha utilizzato il clima in modo ostile, citando l’azione di spargere nuvole durante la guerra del Vietnam (..). Ha anche dichiarato che la CIA aveva seminato nubi su Cuba “per far piovere e rovinare il raccolto dello zucchero”. http://www.independent.co.uk/news/science/spy-agencies-could-be-funding-geoengineering-research-in-pursuit-of-weaponising-the-weather-scientists-claims-10047544.html

    Human Rights Watch / Israele 
    Human Rights Watch, 17 febbraio 2015: “La sentenza della Corte Suprema Israeliana sulla richiesta di un risarcimento danni per la morte di Rachel Corrie invia un messaggio pericoloso alle forze armate israeliane che possono sfuggire alla responsabilità per le azioni illecite, ha detto, oggi, Human Rights Watch.”
     http://www.hrw.org/news/2015/02/17/israel-dangerous-ruling-rachel-corrie-case

    Hollywood e la politica
    The Intercept, 13 febbraio 2015: “La polemica di quest’anno su film e storia ha portato a una scrollata di spalle sprezzante da parte dei critici culturali che stancamente ci dice che i film sono solo film e che non si dovrebbe prendere a cuore la loro lettura della verità e godersi solamente lo spettacolo.” “Hanno ragione, Hollywood non è una aula scolastica, il problema, tuttavia, è che i film (..) possono plasmare la nostra comprensione degli eventi politici”. https://firstlook.org/theintercept/2015/02/13/why-hollywoods-war-stories-need-to-be-true/

    (a cura di Saleh Zaghloul – immagine di Guido Rosato)

  • OLI 398: LAVORO – Storie dall’altro mondo

    Eccola qui Saretta! Nella foto presenta una collana di duemila anni fa, che verrà poi battuta all’asta per migliaia di sterline e lei, Sara, farà da liaison per gli acquirenti presenti e via telefono.
    Un bel traguardo per questa ragazza che aveva studiato arte, sperando in qualche modo di restare vicina a quel mondo.
    E pensare che vi lavora da pochi mesi, dopo la laurea a giugno 2013, aveva passato l’estate a Londra, lavorando in una casa di numismatica e in autunno era già a Edimburgo (vedi Oli 392 ) presso una auction house, che ha quasi due secoli di vita, specializzata in arte antica, rilevata da due business men che hanno saputo cogliere il momento, ovvero che di ricchezza, ce n’è in giro parecchia, a fronte di tanta crisi.
    Sara lavora e ancora studia al dipartimento di arti orientali, settore che aveva già esplorato all’Università, frequenta un corso di cinese perché oggi i migliori acquirenti sono i nuovi imprenditori cinesi, che comprano tutto ed in particolare oggetti d’arte cinese, pezzi della loro storia, che pare vogliano riportarsi a casa a tutti i costi, non badano al prezzo.
    Se vai a Pechino trovi il quartiere del protettorato francese, vi sono passati gli inglesi, i tedeschi e via via nei secoli un po’ di Cina ha varcato i mari, è finita in bella mostra nelle boiserie dell’Occidente. Imperatori, mandarini, guardie rosse hanno scompigliato popoli e facce, identità perdute che i nuovi ricchi cinesi stanno cercando di ricomporre, comprandosi arte di casa loro a prescindere.
    Persino ad Antiqua, mostra dell’antiquariato in Fiera a Genova, svoltasi alla fine di gennaio, hanno fatto capolino occhi a mandorla, che fotografavano il pezzo e poi tornavano pagando senza batter ciglio anche cifre importanti, raccontano soddisfatti gli operatori.
     Dunque Sara imparerà il mandarino e dopo avere dedicato ogni anno un po’ delle vacanze estive a fare stage anche gratuiti presso case d’aste  e musei a Milano, ad Anversa, a Edimburgo, mantenendosi con i lavoretti dell’inverno, ospitata dagli amici dell’Erasmus qua e là, ora ha iniziato a presenziare alle aste. E’ una ragazza in gamba, media alta negli studi e grande determinazione in tutto, è vero, però, è in un Paese dove, se dimostri talento e impegno, ti “buttano nella mischia” da subito, non ti fanno fare anni di anticamera, insomma ti danno fiducia, anche se sei giovane e alle prime armi.
    In Italia raramente avviene così, altrove puoi arrivare invece là dove ti porta il cuore ed è questo il rammarico più grande che dovremmo avere oggi per la nostra gioventù, negare loro una chance.
    (Bianca Vergati)

  • OLI 395: ESTERI – Voci dalla stampa internazionale

    Negare il genocidio degli armeni non è reato
    Reuters, 17 dicembre 2013: “Negare che le uccisioni di massa degli armeni nella Turchia ottomana nel 1915 erano un genocidio non è un reato penale, così ha stabilito la Corte di giustizia europea Martedì” in un caso riguardante la Svizzera.
    http://www.reuters.com/article/2013/12/17/us-switzerland-turkey-genocide-idUSBRE9BG0O820131217

    I reddito negli Stati Uniti
    The Economist, 14 dicembre 2013: “Tra il 1979 e il 2007 i redditi più alti dei lavoratori americani (1%) sono cresciuti del 275%, secondo il Congressional Budget Office. Quelli più bassi (20%) sono aumentati del 18%.”
    http://www.economist.com/news/united-states/21591616-americas-minimum-wage-debate-has-rolled-round-again-raising-floor?frsc=dg%7Ca

    Magia e stregoneria nel Bahrain
    Gulf Daily News, 11 dicembre 2013: “Ho studiato a scuola per 12 anni e ha lavorato come insegnante per 15 anni, ma non son mai imbattuto in qualsiasi argomento che affronta la magia o stregoneria, questo significa che il governo non riesce a sensibilizzare l’opinione pubblica”. http://www.gulf-daily-news.com/NewsDetails.aspx?storyid=366619

    Siria: è scomparsa una leader pacifista della protesta, sospettati i ribelli islamici
    Il Washington Post, 10 dicembre 2013, riporta il commento di Rami Nakhla, rifugiato politico siriano negli USA che, oggi, lavora all’U.S. Institute of Peace di Washington: “Il sequestro di Razan è stato come uno schiaffo in faccia, abbiamo bisogno di svegliarsi e riconoscere ciò che è diventato questo conflitto. E’ diventato una guerra settaria regionale, un gigante mostro sanguinario nascosto dietro le nostre legittime richieste di democrazia”. http://www.washingtonpost.com/world/middle_east/peaceful-protest-leader-in-syria-disappears-islamist-rebels-suspected-of-role/2013/12/10/8d1e3364-61d0-11e3-a7b4-4a75ebc432ab_story.html

    Roger Waters (Pink Floyd): musica, arte, cultura e diritti umani
    CounterPunch, 06 dicembre 2013, intervista Roger Waters: “La situazione in Israele/Palestina, con l’occupazione, la pulizia etnica e il regime israeliano di apartheid razzista sistematico non è accettabile. E’ sbagliato che un artista vada a suonare in un paese che occupa terre altrui e li opprime come fa Israele. Dovrebbe dire di no. Non avrei suonato per il governo di Vichy nella Francia occupata durante la Seconda Guerra Mondiale, non avrei suonato a Berlino durante lo stesso periodo. Molte persone l’hanno fatto. C’erano molte persone che affermavano che l’oppressione degli ebrei non stava accadendo dal 1933 fino al 1946. Quindi questo non è un scenario nuovo. Solo che questa volta è il popolo palestinese ad essere ucciso. E’ dovere di ogni essere umano pensante chiedersi: “Cosa posso fare?”
    http://www.counterpunch.org/2013/12/06/an-interview-with-pink-floyds-roger-waters/

    Attivista saudita condannata a frustate e prigione
    Reuters e Yahoo News: “Un giudice saudita ha condannato un attivista politico a 300 frustate e quattro anni di carcere per aver chiesto una monarchia costituzionale in Arabia Saudita”. http://ca.news.yahoo.com/saudi-activist-sentenced-lashes-prison-rights-group-162310752.html

    E’ morto Colin Wilson, autore di “The Outsider”
    Il New York Times, 13 dicembre 2013: “Il sentimento di Sartre era che la vita è priva di senso, che tutto è puro caso, che la vita è una passione inutile”, ha detto il signor Wilson al Toronto Star nel 1998. “La mia sensazione di base è sempre stata il contrario, che l’umanità è sull’orlo di un salto evolutivo a uno stadio superiore.”
    http://www.nytimes.com/2013/12/13/books/colin-wilson-author-of-the-outsider-dies-at-82.html?pagewanted=2&ref=todayspaper

    Yemen: Drone USA uccide almeno 13 persone che andavano ad una festa di nozze
    Yahoo News, 12 dicembre 2013: “I missili sparati da un drone statunitense hanno sbattuto contro un convoglio di veicoli che viaggiava verso una festa di nozze nel centro dello Yemen, giovedì, uccidendo almeno 13 persone, ha detto un funzionari della sicurezza yemenita.” http://news.yahoo.com/officials-us-drone-strike-kills-13-yemen-200318605.html

    La democrazia in Iraq
    Il Washington Post, 07 dicembre 2013: “Al-Qaeda controlla il 40 per cento della zona desertica della provincia di Anbar, ha detto Sabah Karhout, il presidente del Consiglio provinciale di Anbar.” http://www.washingtonpost.com/world/middle_east/next-door-to-syria-an-al-qaeda-linked-group-is-also-gaining-ground-in-iraq/2013/12/07/ca9dfd4a-5e16-11e3-bc56-c6ca94801fac_print.html

    USA: Gli scienziati del Congresso americano.
    Il Washington Post, 04 dicembre 2013: “Il rappresentante repubblicano Ralph M. Hall (R-Tex.), l’emerito presidente della commissione, ha chiesto al panello: “Pensi che ci sia vita là fuori, ci stanno studiando e cosa pensano di New York City?”
    http://www.washingtonpost.com/national/health-science/house-panel-ponders-extraterrestrial-life/2013/12/04/4496c3f6-5d05-11e3-95c2-13623eb2b0e1_story.html

    Israele/Palestina: “negoziati di pace”
    Il New York Times, 05 dicembre 2013: “Dall’inizio dell’ultimo round di negoziati, Israele ha demolito 159 case palestinesi, uccisi 23 palestinesi ed è andato avanti nella costruzione di 5.992 nuovi appartamenti nelle colonie in Cisgiordania.” “Mr. Erekat (il capo negoziatore palestinese) ha detto in occasione della Giornata delle Nazioni Unite di solidarietà con i palestinesi: “Io sono il negoziatore più svantaggiato nella storia del mondo, non ho nessun esercito, nessuna marina, nessuna forza aerea, nessuna frontiera, non ho economia.” http://www.nytimes.com/2013/12/05/world/middleeast/us-stepping-up-role-will-present-west-bank-security-proposal-to-israel.html?ref=todayspaper

    Siria: Diplomatico USA dobbiamo riprendere i rapporti con Assad
    Il New York Times, 04 dicembre 2013: “Dobbiamo iniziare a parlare di nuovo con il regime di Assad” su controterrorismo e altre questioni di interesse comune, ha detto Ryan C. Crocker, un diplomatico veterano che ha servito in Siria, Iraq e Afghanistan. “Deve essere fatto molto, molto tranquillamente. Per quanto Assad può essere un male non lo è quanto lo sono i jihadisti che avrebbero preso il sopravento in sua assenza.” http://www.nytimes.com/2013/12/04/world/middleeast/jihadist-groups-gain-in-turmoil-across-middle-east.html?ref=todayspaper&_r=1&

    (Saleh Zaghloul)

  • OLI 395: TEATROGIORNALE – Bomba sexy

    Brendon entra in ufficio.
    -Ciambella e caffè?
    Chiede Jim alzandosi dalla sua postazione.
    – Ho bisogno di caffeina e ho finito il turno. Tu a che ora smonti?
    – Smonto alle 9. Risponde Brendon sedendosi davanti agli schermi.
    – La ciambella prendimela alla crema.
     Aggiunge Brendon con un sorriso, ha la faccia sbarbata e i denti bianchi.
    -Io ti offro la colazione ma stasera tu ti sdebiti con una birra.
    Dice Jim uscendo; Jim è un ragazzo dalle spalle incredibilmente larghe, così larghe che stona nella sala di controllo dei droni, uno così dovrebbe essere là fuori a combattere ma suo fratello è morto sei mesi fa e sua madre non si merita due medaglie al valore.
    Brendon sbadiglia, ieri sera ha letto di nuovo fino a tardi, prende le cuffie e se le mette sulle orecchie.
    – Inizia il gioco.
    Inserisce la password, si sgranchisce le dita e prende in mano il joystick.

      Un movimiento sensual (sensual) 
    Un movimiento muy sexy (sexy) 
    Un movimiento muy sexy (sexy) 

    Una ventina di ragazzi con le braccia sulla testa muovono il bacino all’unisono.
    Al Saqr, con la sua maglietta rossa e il cappello da baseball, fa lo scemo mentre alle sue spalle brillano delle luci a led azzurre.
    Oggi si sposa sua sorella e lui è al settimo cielo perché non dovrà più vederla al mattino con il suo palandrano nero che si aggira come un fantasma: “…e non guardami mentre mi metto il velo, e non portare gli amici in casa, e…” sua sorella ha una voce stridula e ha la lingua più biforcuta di tutta la Radaa: spia alla mamma quando lui mangia lo zibibbo di nascosto, anche quando si è comprato una futa nuova è andata a dirlo. “ Ma erano yer miei, guadagnati aiutando lo zio Saleem… e poi tutti i miei amici avevano un futa a scacchi indonesiana”.
    Al Saqr salta piegandosi in avanti e sculetta proprio in faccia a quell’arpia di sua sorella Tahani.
    Tahani, vestita di rosa, giallo e nero, alza gli occhi al cielo e sussurra qualcosa all’orecchio della cugina, ridono. Suo marito è vicino a lei, i pantaloni bianchi, la giacca bordata in oro, un pugnale a kriss nella cintura.
    – Chissà perché non va a ballare?
    Chiede la cugina a Tahani indicandole il marito, la sposa si gira senza risponderle: “ Mancare di rispetto così a mio marito,” pensa “indicandolo addirittura! Se mia cugina non si dà una regolata nessuno la vorrà sposare. Lui non balla perché è un uomo serio, non un frivolo come Al Saqr, almeno credo.”
    Lui si gira e la guarda e lei abbassa gli occhi. “ Meno male che ho il velo,” pensa “non bisogna arrossire davanti al proprio marito.”
    Passano i vassoi con le foglie di qat e il tè zuccherato, i Kalašnikov sparano in aria in segno di augurio, il cielo è di un azzurro abbagliante e le case si stagliano sull’orizzonte come merletti.

    Y las mujeres lo bailan así, así, así, así 
    Todo el mundo una mano en la cabeza 
    una mano en la cabeza un movimiento sexy 
    un movimiento sexy 

    Tahani si annoda tra le dita il sotto vestito a farfalla, largo e leggero. “Stasera sarò una donna e poi sarò una mamma” pensa e nuovamente alza gli occhi sul marito. “Non è brutto” decide e sorride tra sé e sé.

    Para bailar esto es una                         (Bomba
    para gozar esto es una                        (Bomba
    Todas las mujeres lo bailan               (Bomba) 
    Todas los hombres lo bailan             (Bomba) 
    Todas las radios lo ponen                (Bomba
    Las discotecas lo ponen                  (Bomba
    Toda la gente lo baila                   (Bomba

    Jim è tornato con la ciambella alla crema e il caffè nella tazza di carta, li ha posati sul tavolino e ha atteso che Brendon si sfilasse le cuffie esultando.
    – Eh vai!
    -Quanti ne hai fatti secchi?
    – 17!
    – Grande!
    – Un campione!
    – Tutti armati?
    – Parliamo di Al qaeda, cocco!

     Pero este cuento se acaba, acaba, acaba acaba, acaba, acábalo 


     Da LaRepubblica.it: Yemen, drone Usa colpisce corteo nuziale: 17 morti

    (Arianna Musso)

  • OLI 394: ESTERI – Voci dalla stampa internazionale

    Nelson Mandela: citazioni
    CommonDreams elenca alcune citazioni di Nelson Mandela poco diffuse dai media principali:
    – “Quando gli Stati Uniti d’America o la Gran Bretagna svolgono le elezioni non chiedono osservatori provenienti dall’Africa o dall’Asia, ma quando abbiamo gli elezioni vogliono gli osservatori.”
    – “Si dice che nessuno conosce veramente una nazione fino a quando non è stato all’interno delle sue carceri. Una nazione non dovrebbe essere giudicata dal modo in cui tratta i suoi primi cittadini ma i suoi ultimi”.
    – “Superare la povertà non è un compito di carità, è un atto di giustizia. Come la schiavitù e l’apartheid, la povertà non è naturale. E’ prodotta dall’uomo e può essere superata e sradicata dalle azioni degli esseri umani.”
    – “Sappiamo troppo bene che la nostra libertà è incompleta senza la libertà dei palestinesi.”
    – “Nessuna singola persona può liberare un paese. Si può liberare un paese solo se agisci in un collettivo.”
    – “Se c’è un paese che ha commesso atrocità indicibili nel mondo sono gli Stati Uniti d’America. Essi non si preoccupano degli esseri umani.”
     https://www.commondreams.org/headline/2013/12/06-0

    Nelson Mandela: Reagan e il regime dell’apartheid
    McClatchyDC: “Possiamo abbandonare un paese che si è schierato con noi in ogni guerra che abbiamo combattuto, un paese strategicamente essenziale per il mondo libero?” Domanda Reagan in un’intervista alla CBS del 1981. L’amministrazione Reagan ha invitato gli alti funzionari della sicurezza sudafricana negli Stati Uniti, violando un embargo delle Nazioni Unite. Gli Stati Uniti hanno posto il veto ad una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu che avrebbe imposto sanzioni economiche a Pretoria. Reagan aveva anche iscritto Mandela nella lista internazionale dei terroristi degli Stati Uniti” http://www.mcclatchydc.com/2013/12/06/210943/in-ronald-reagan-era-mandela-was.html

    Nelson Mandela: cancellato nel 2008 dalla lista USA dei terroristi internazionali
    CNN: “L’ex presidente sudafricano Nelson Mandela sarà rimosso da una lista dell’anti terrorismo degli Stati Uniti nel quadro di un disegno di legge che il presidente Bush ha firmato Martedì 1 luglio 2008.” http://edition.cnn.com/2008/WORLD/africa/07/01/mandela.watch/

    Nelson Mandela: lacrime di coccodrillo
    SpyGhana: “Non era Israele uno dei più potenti amici dell’apartheid del Sud Africa? Mandela era “un uomo di visione”, “il padre della sua nazione”, “un uomo umile”, “un combattente per la libertà” quando lo Stato di Israele sosteneva solidamente del Sud Africa? Ronald Reagan, l’America e l’Occidente, in generale, vedevano Mandela come “un combattente per la libertà”? Il libro di Jimmy Carter “Palestine: Peace Not Apartheid” parla, direttamente o indirettamente, di questa relazione tra l’apartheid del Sud Africa e lo Stato di Israele?” http://www.spyghana.com/nelson-mandela-death-stop-shedding-crocodile-tears-part-l/

    Nelson Mandela: la riabilitazione
    CounterPunch: “Mandela ha trascorso gran parte della sua vita adulta trattato come un “terrorista”. Bisognava premiare il suo lungo cammino per la libertà e la fine del regime di apartheid razziale del Sud Africa. Mandela fu riabilitato in un “statista” in cambio della rapida trasformazione del Sud Africa in un avamposto del neoliberismo, privilegiando il genere di apartheid economico che molti di noi in occidente ne stanno, ora, subendo una forte dose.”
    http://www.counterpunch.org/2013/12/06/mandela-a-dissenting-opinion/

    (Saleh Zaghloul)

  • OLI 394: ESTERI – Tutto era di Ben Ali

    Centro di Sfax

    [Ho vissuto in Tunisia per alcuni mesi. Quello che riporto sono degli stralci di discorsi che mi hanno fatto varie persone tunisine in riferimento alla situazione politica nel loro paese. Le persone, maschi o femmine e di diverse estrazioni sociali, riportavano tutte una visione omogenea della realtà anche se non credo del tutto veritiera. Per chi non lo sapesse Ben Ali fu il presidente della Tunisia dal 1987, deposto nel 2011 con la rivoluzione dei gelsomini.]

    Uscivi di casa, andavi a prenderti un caffè al bar e davi i soldi a Ben Ali: perché la produzione del caffè era monopolio suo o della sua famiglia.
    Prendevi la macchina, andavi a fare benzina e davi i soldi a Ben Ali: perché le aziende che estraevano petrolio erano tutte sue o della sua famiglia.
    Ti accendevi una sigaretta e davi i soldi a Ben Ali; chiamavi tua moglie e davi i soldi a Ben Ali, perché le compagnie telefoniche erano tutte sue o della sua famiglia.
    Qualunque cosa facessi davi soldi a Ben Ali.

    La moglie di Ben Ali, la quale è raccontata sia come la figlia del generale in capo sia come una parrucchiera e a volte entrambe le cose contemporaneamente, aveva la fissa per le scarpe, ne possedeva di tutte le fogge: con i tacchi, senza tacchi, incastonate di diamanti.
    La moglie di Ben Ali voleva prendere il posto di Ben Ali e si faceva vedere sempre in televisione.
    Quando la moglie di Ben Ali è scappata si è portata via metà del tesoro di stato (in lingotti d’oro) nascosto nelle valigie.

    E’ furbo Ben Ali.
    Ben Ali era il portiere di Bourguiba ma quando Bourguiba ( il presidente dell’indipendenza e fondatore dello stato tunisino moderno) si ammalò lui diventò i suoi occhi e il suo braccio. E quando la sua voce è diventata troppo debole, Ben Ali parlò al posto suo. Il popolo pensava di ascoltare Bourguiba attraverso la voce di Ben Ali ma era Ben Ali che parlava.
    Quando l’eroe della rivoluzione è morto per tutti i tunisini Ben Ali era già il volto e la voce dello stato.

    La famiglia d Ben Ali e quella della moglie hanno organizzato la Tunisia come se fosse la loro azienda e i cittadini tunisini fossero i loro schiavi.

    Ma si stava meglio.
    Il latte costava tre volte di meno. Il pane costava la metà.
    La polizia se la chiamavi veniva, ora la polizia ha paura ad intervenire. La polizia pensa solo a chiederti soldi.
    Prima se pensavi che qualche negoziante ti stesse fregando chiamavi la polizia e questa prima lo picchiava e poi controllava.
    Nessuno ti fregava perché tutti avevano paura.
    Quando c’era Ben Ali una donna poteva camminare senza paura nel centro di Tunisi e non c’era la spazzatura abbandonata ovunque.
    Ora nessuno vuole più lavorare, prima tutti lavoravano perché avevano paura ora che hanno la libertà nessuno vuole fare nulla.

    Con la rivoluzione tutto è peggiorato ma adesso deve avvenire una nuova rivoluzione.
    Gli esponenti di Ennhada (movimento della rinascita, partito filo islamista ora al governo in coalizione) sono tutti pazzi perché hanno passato troppi anni in prigione.
    Quelli di Ennhada  non capiscono più nulla a furia di pregare.
    Quelli di Ennhada stanno riscrivendo la costituzione tunisina.
    Quelli di Ennhada vogliono che le donne vadano in giro con il bourqa ma lo sanno tutti che in Arabia Saudita le donne vanno in discoteca e sotto il bourqa sono tutte truccate e bevono.

    Alla fine con Ben Ali si stava meglio.

    Ho incontrato in nave un signore tunisino che vive in Francia, una persona colta e distinta che mi ha confidato la paura che Ben Ali, o le persone a lui vicine, si stiano organizzando per presentarsi alle prossime elezioni. Questo signore ha concluso che il problema della politica in Tunisia è un problema culturale e fino a quando non si creerà un’alternativa culturale e ideologica ad Ennhada e a Ben Ali le rivoluzioni potranno solo peggiorare le cose.

    L’articolo è stato aggiornato al 17 dicembre 2013.

    (Arianna Musso)

  • OLI 391: ESTERI – Voci dalla stampa internazionale

    Affinità tra l’antifemminismo israeliano e quello saudita
    Il giornale israeliano Haaretz del 14 novembre 2013 dice che un “importante rabbino israeliano” ha sentenziato che “le donne non devono guidare”.
    Bambini di tutto il mondo unitevi
    Lindsay Abrams su Saloon del 15 novembre scrive di lavoro agricolo minorile negli USA: “Bambini di 12 anni stanno lavorando – e morendo – nelle fattorie americane.” La legge non tutela i giovani lavoratori e la loro sicurezza: ” è inoltre legale che un bambino di 12 anni possa lavorare 70 ore settimanali in un campo di tabacco.”
    Il Sunday Times rivela un piano israeliano-Sauduta di colpire l’Iran
    Il Sunday Times dice che “il Mossad israeliano sta lavorando con funzionari sauditi su un piano di emergenza per un eventuale attacco contro l’Iran se il suo programma nucleare non fosse significativamente frenato in un accordo che potrebbe essere firmato a Ginevra questa settimana.” Molte ormai le affinità tra Arabia Saudita e Israele.
    “L’Arabia Saudita è il paese più accusato di diffondere il settarismo”
    Nell’ultimo numero di European Council on Foreign Relations, Fatima Ayub, esplora il fenomeno del settarismo nel Golfo e spiega come i governi della regione coltivano e manipolano le agende settarie per perseguire obiettivi politici strategici.
    Sciacalli nelle Filippine
    CSMONITOR del 13 novembre 2013 dice che: “la devastazione provocata dal tifone Haiyan – arrivato sulla scia di un terremoto micidiale in un’altra parte del paese – potrebbe favorire una grande presenza militare degli Stati Uniti, ora non solo meno desiderabile, ma addirittura auspicabile.” http://www.csmonitor.com/World/Security-Watch/2013/1113/US-military-footprint-on-Philippines-could-grow-after-typhoon-Haiyan-video
    Jehadisti occidentali
    “Ho visto ceceni, norvegesi, belgi e persino uno che diceva di essere somalo che parlava con un stretto accento di Bermingham. Questi combattenti vengono da ogni posto. Secondo gli analisi del controterrorismo gli occidentali sono circa il 10% dei combattenti stranieri in Siria. Gli ufficiali europei ed americani hanno lanciato l’allarme sull’aumento del numero dei loro cittadini che partecipano al combattimento.”  http://world.time.com/2013/11/14/jihad-for-beginners-westerners-fighting-with-al-qaeda-in-syria/
    Diplomatico saudita a Londra avrebbe schiavizzato le sue domestiche
    L’articolo di London Evening Standard del 13 novembre 2013 dice che “Un diplomatico saudita e la moglie avrebbero costretto due donne a lavorare in condizioni di schiavitù nella loro casa di Londra.” Il diplomatico saudita trattava le due lavoratici domestiche in base alla legge saudita sul lavoro dei migranti dove vige il cosiddetto “kefala system” in base al quale i datori di lavoro sauditi (anche in Qatar) controllano totalmente i loro dipendenti. Vedi articolo su OLI 390.
    Giustizia razzista negli USA: la popolazione carceraria
    “Al 2000, il 3 per cento della popolazione degli Stati Uniti è stato rinchiuso in carcere o è stato in libertà vigilata, un tasso senza precedenti in tutto il mondo. Michelle Alexander, autore di The New Jim Crow, ha dimostrato che questa tendenza colpisce in modo sproporzionato le persone di colore (il Dipartimento di Giustizia ha stimato che un terzo degli uomini neri e quasi un quinto degli uomini Latini nati nel 2001 andranno in carcere nel corso della loro vita), e rafforza la disuguaglianza razziale esistente in tutta la società degli Stati Uniti”. A che serve avere un presidente nero? Cosa sta facendo esattamente Obama?
    Un ribelle siriano decapitato per errore dagli stessi ribelli
    Il New York Times del 16 novembre dice che i ribelli siriani vicini ad al Qaeda hanno tagliato la testa di un oppositore del regime siriano per errore pensando fosse sciita.
    Il traffico internazionale di jehadisti
    La CNN dice che “è straordinario osservare questo volume di traffico internazionali da paesi dove Al Qaeda ha una confermata e consistente presenza verso uno stato membro della NATO”. “Viaggiare attraverso la Turchia è diventato così facile e confortevole che è il percorso preferito dei jehadisti.” “Ci sono persone che arrivano da Olanda, Germania e persino dal Perù” ha detto affermando che il numero delle reclute europee alla jihad sta superando quelle arabe.” 
    (Saleh Zaghloul)
  • OLI 390: ESTERI – Voci dalla stampa internazionale

    L’antisemitismo di MTV canale cristiano libanese.
    Incredibile volgarità della MTV che non solo diffonde una storia assurda e profondamente stupida alla quale non potrebbe credere nessuna persona sana di mente, ma aggiunge anche un disgustoso antisemitismo. In base a queste sciocchezze Livni, ministro degli esteri israeliano, svela di aver fatto sesso con due negoziatori palestinesi e “che la religione ebraica permette alle donne ebree di fare sesso con i nemici per ottenere importanti informazioni”.
    http://mtv.com.lb/en/News/271113

    La disonestà e la furbizia del sito Foreign Policy.

    Per tutta la giornata il titolo di questo articolo è stato “E’ stato Bashshar Al Assad ad uccidere Arafat?”. Eppure, l’articolo non ne parla affatto. La redazione di Foreign Policy ha solo voluto scagionare Israele e così ha inserito il titolo in modo da spostare la colpa. In serata, improvvisamente, l’articolo ha avuto un nuovo titolo. Qui i link ai due titoli dello stesso articolo.
    http://www.foreignpolicy.com/articles/2013/11/08/a_martyr_unmartyred_yasser_arafat_last_days https://www.facebook.com/foreign.policy.magazine/posts/10153505237130347

    Razzismo del sottosegretario di Stato USA nei confronti del popolo iraniano.
    “La sottosegretaria di Stato USA Wendy Sherman è stata criticato dai media estremisti iraniani per avere affermato che l’inganno è parte del DNA degli iraniani, nonostante la chiara volontà del governo iraniano di ignorarlo.” Non dovrebbero forse indignarsi tutti di fronte a tale palese razzismo e non soltanto gli estremisti iraniani?

    I capelli dei neri.
    La prima pagina sul Washington Post del 6 novembre 2013 è stata quasi interamente dedicata ai capelli dei membri della famiglia nera del nuovo sindaco di New York. Giornalismo di grande spessore!!!!!
    http://www.washingtonpost.com/lifestyle/style/new-yorks-incoming-first-family-says-it-all-with-their-hair/2013/11/06/e01ab558-4702-11e3-a196-3544a03c2351_story.html

    Essere musulmane/i in Canada.
    “Il portavoce Adil Charkaoui ha detto che sempre più donne rimangono a casa per paura. “Oggi le donne musulmane che indossano veli hanno paura di uscire pubblicamente e di camminare da sole in parchi, autobus, metropolitane, centri commerciali. Quindi questo è ora veramente pericoloso”, ha detto Charkaoui.”

    Squadra della morte in Afghanistan.
    “Il 16 febbraio, uno studente di nome Nasratullah è stato trovato sotto un ponte con la gola tagliata. Due giorni dopo, la sua famiglia ha sostenuto che era stato portato via dai Berretti Verdi. Ci sono state manifestazioni di massa in Wardak e Karzai ha chiesto alla squadra americana delle forze speciali di lasciare il paese. Ad aprile la squadra se ne andata e la gente del posto ha iniziato a trovare dei corpi sepolti al di fuori della base americana a Nerkh appartenenti a di 10 uomini scomparsi.”
    http://www.rollingstone.com/feature/a-team-killings-afghanistan-special-forces

    “Israele si oppone ai colloqui con l’Iran”.
    Era un titolo della prima pagina del Washington Post di qualche giorno fa: “Israele si oppone ai colloqui con l’Iran”. Un piccolo paese straniero che si oppone ai colloqui tra gli Stati Uniti e un altro paese. Nemmeno il Regno Unito avrebbe osato parlare così. E la cosa peggiore è che Obama ha subito chiamato Netanyahu per giustificare i colloqui tra Stati Uniti e Iran. Se non fosse vero sarebbe da non credersi.