Dopo l’omicidio di un ragazzo egiziano e i disordini che ne sono seguiti ora a Milano si invocano i rastrellamenti, si fanno fiaccolate del Pdl: tutti cittadini, come dice il candidato della Lega a governatore in Piemonte, che chiedono tutela per i propri diritti. Ma chi governa quel territorio da quindici anni? Ora si scopre che ci sono quartieri-ghetto, scuole a “maggioranza” straniera, lavori rubati agli italiani: luoghi comuni e mezze verità che la crisi economica ha portato allo scoperto in Italia come in tutta Europa.
Mese: Febbraio 2010
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Europa – Il registro pubblico delle lamentele
L’Europa ha i suoi vantaggi, questa volta invece che dalla fredda ed efficiente Commissione di Bruxelles, più ancora che dal Parlamento di Strasburgo, la notizia che potrebbe cambiare qualcosa di intoccabile in Italia arriva dritta dritta dal Portogallo, però – scandalo! – non da una testata giornalistica ma da una amica portoghese scandalizzata di un nostro pronto soccorso.
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Trasporti – Sogno svizzero
Premettiamo: la Svizzera è ricca. Zurigo è tra le città il cui livello di benessere è tra i più alti del mondo. La modernizzazione del loro sistema di trasporti è iniziata nel 1930 e non si è più interrotta. Non si possono fare confronti. Una visita a Zurigo è fuorviante, disturbante, sconsigliabile per un utente AMT: il contraccolpo al ritorno è troppo pesante.
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Ex libris – Il piccolo Lutring di Luciana Lanzarotti
Suona strano, però anche oggi puoi partecipare ad un incontro pubblico a Genova ed ascoltare un professore rivendicare con veemenza all’uditorio “sono terrone”. Puoi ancora incontrare una donna diretta da Milano a Loano che ricorda ai casuali compagni di carrozza il suo primo viaggio in treno. Una famiglia intera in movimento da Lampedusa a Milano, per lavoro, e come comitato di accoglienza un bel “terroni” al quale oppone impegno quotidiano sul lavoro, silenzio dignitoso e talvolta due parole ben dette. Si oppone, non si opponeva. Il comitato sembra non essersi sciolto.
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Città – Il rimpianto dei poveri per un mercatino controverso
Ore 8,15, Caricamento, sull’autobus n.1 in attesa di partenza.
Dietro a me, due pensionati chiacchierano, brusio di sottofondo per me che sto leggendo il giornale. Poi, all’improvviso, alcune parole suscitano la mia attenzione e mi metto ad ascoltare.
I due parlano del controverso mercatino abusivo dell’usato che da ormai qualche anno occupa i portici di Sottoripa e la terra di nessuno di fronte all’expo, nelle ore clandestine della mattina prima che i negozi aprano o la domenica pomeriggio, tra le auto parcheggiate.
Un mercatino di povere cose, che alcuni dicono rubate, ma che più probabilmente sono state sottratte ai depositi “Staccapanni” della Caritas o alle isole ecologiche dove naufragano i relitti del consumismo e dell’obsolescenza precoce.
Un mercatino gestito e frequentato soprattutto da immigrati, che da anni è nel mirino dei fautori del “decoro urbano” i quali, alla fine, hanno avuto la meglio. -
Migranti – Via Padova arriva da lontano
Via Padova a Milano del 2010 mi ricorda il centro storico di Genova del luglio 1993. Quei problemi Genova li ha superati aprendo ai migranti, ai loro diritti ed alla loro integrazione. Le giunte Sansa e Pericu operarono con intelligenza e determinazione fortemente sostenuti dall’allora arcivescovo di Genova Tettamanzi, dal sindacato confederale e dalle associazioni laiche e religiose. Sulle politiche abitative, ad esempio, il Comune di Genova ha dato il diritto all’iscrizione nelle graduatorie agli immigrati regolari molto prima della legge nazionale. Sul diritto al voto amministrativo la delibera del consiglio comunale di Genova è stata cancellata dal governo nazionale. I migranti si sentivano riconosciuti e rispettati, Genova iniziava ad essere anche la loro città. Milano è stata governata da un sindaco leghista Formentini, dal 1993 al 1997, da un sindaco di Forza Italia Albertini, fino al 2006, da un sindaco di Forza Italia, Letizia Moratti, fino ad oggi. La Regione Lombardia, dal 1995 ad oggi, è governata da Formigoni, Forza Italia. Dal 1993, il paese è stato governato per circa il 70% del tempo da Forza Italia, Alleanza Nazionale e Lega.
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Lettere – Cercando una via di fuga
Mah! A leggere i giornali e a guardare la poca televisione indipendente viene voglia di cercare una ponziopilatesca via di fuga. Casi su casi di poliziotti che ricattano politici, di politici a dir poco censurabili, di funzionari corruttibili e corrotti dagli imprenditori nei settori più delicati (sanità, bonifiche, ricostruzioni, smaltimento rifiuti), di business sempre più illeciti; a contorno di una funzione pubblica massacrata, servizi inefficaci, stretta sui contratti e le pensioni, degrado quotidiano, machismo sempre più apertamente praticato, conservatorume fariseo dilagante, inettitudine trionfante, menefreghismo generalizzato, populismo vincente: sembra una poesia del fu Accademico d’Italia F.T. Marinetti (oppure assomiglia tanto all’Italia “passatista” di allora quella di oggi). Io il mio piano di fuga non l’ho trovato; anche perché non c’è, come mi sono accorto!
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Versante Ligure
Ministro della Finzione Pubblica
Vespa, “Vita in diretta”,
se ci fosse, da Zurlì:
di sé riempie ogni scaletta,
schiuma in video tutto il dì.
Presto gusterai Brunetta
pure al Meteo ed in 3D.

Enzo Costa
email: enzo@enzocosta.net; http://lanterninoenzocosta.blogspot.com
Illustrazione di Aglaja
email: aglaja@fastwebnet.it; http://proveaglaja.blogspot.com
Una proposta
Giorgio Bergami collabora da diversi mesi con OLI. Qualche tempo fa ci disse che per la newsletter, più che creare la galleria di un solo fotografo sarebbe stato interessante sollecitare i contributi fotografici dei lettori, moltiplicando così le possibilità di sguardo sulla realtà che ci circonda.
Il sentiero da seguire è quello tracciato dalle stesse fotografie di Bergami: qualunque cosa è “fotografabile”, anche una pagina di giornale, ma una immagine deve saper raccontare qualcosa, mentre la “bella” foto che insegue una estetica fine a se stessa spesso non ha nulla da dire.
Giorgio Bergami, oltre ad inviare le sue immagini, visionerà le fotografie che i lettori di OLI ci invieranno e ne curerà la pubblicazione.
Qualche indicazione per chi vorrà collaborare:
– formato: risoluzione 72 dpi. Larghezza: 450 pixel
– didascalia: indispensabile mettere la data della immagine, la situazione o l’evento a cui si riferisce. E’ possibile un breve commento.
– invio: spedire le foto a newsletter-oli@olinews.itInformazione – Le dighe crollano in silenzio
“Gilgel Gibe, chi era costui?”. E’ un fiume in Etiopia, le cui acque sono sfruttate per la produzione di elettricità. E’ anche il nome di un progetto internazionale, il Gilgel Gibe II, al quale ha preso parte l’Italia con la realizzazione di un tunnel di 26 km per sfruttare una seconda volta le acque del bacino di scarico della diga e produrre altra energia elettrica più a valle, una buona idea di base dal punto di vista fisico, meno per l’impatto ambientale derivante. E’ anche il nome di una serie di attività oscure, come spesso lo sono quelle che muovono milioni di euro. Ed è ancora il nome di un fiore all’occhiello della cooperazione italiana, con il ministro Frattini a raccogliere standing ovations il giorno dell’inaugurazione (1*), il 13 gennaio 2010.
Infine, è il nome di una mancanza sui giornali, di un articolo mai pubblicato, se non da Peacereporter (2*): il tunnel si è rotto dopo appena 2 settimane dalla sua inaugurazione, un vero record. Ma è un fatto che non deve fare notizia. Il risultato della ricerca in internet espone solo gli scandali, i comunicati stampa, il sito della Cooperazione Italiana dove si leggono i numeri: 220 milioni di euro sui 373 totali del costo, affidati alla società italiana Salini (3*).
Sul sito del costruttore (4*) si trova una spiegazione tecnica che cerca in qualche modo di informare che è stato per colpa di un “fornello”, ovvero una rottura a forma di pozzo inclinato, la causa dell’intasamento del tunnel per 15 km su 26 totali. Il tunnel era in fase di test. In test? Ma non era stato inaugurato?
Non è possibile dare un giudizio di merito sull’evento ma i numerosi scandali intorno a questo progetto (5*) lasciano spazio a spiegazioni politiche che ricadono poi inevitabilmente sulle scelte tecniche e progettuali, oltre che costruttive. Ad esempio, il sito del costruttore parla di una consegna avvenuta con 6 mesi di anticipo, mentre quello della cooperazione riporta che avrebbe dovuto essere operativo già nel 2008. Di certo in questa faccenda resta solo il fornello della stampa italiana su questo avvenimento.
1* http://www.salini.it/index.php/italian/content/show_news/21
2* http://it.peacereporter.net/articolo/20052/220+milioni+di+euro+in+fumo
3* http://www.itacaddis.org/italy/index.cfm?fuseaction=basic_pages.lang&page_name=70&lang=fr
4* http://www.salini.it/index.php/italian/content/show_news/22
5* http://assets.survival-international.org/documents/76/L_Affare_Gilgel_Gibe_CRBM_It_2.pdf
– http://vids.myspace.com/index.cfm?fuseaction=vids.individual&videoid=102217547
– http://www.ethiopianreview.com/content/12529