Lettere – Il Master and back non fa per il PD

Mentre in Regione Liguria si approvava il progetto di legge Master and Back, proposto dal giovane candidato alle Segreteria regionale del PD, era il compleanno di mio figlio piccolo, lo chiamo ancora così, da sentimentalona. Lui è ad Edimburgo in Erasmus per un anno, laurea triennale in Ingegneria Meccanica, appena conseguita e 22 anni appena compiuti.
Pensavo a lui quando leggevo la proposta di istituire borse di studio di stage all’estero per giovani laureati con il proposito di farli tornare per inserirli in aziende liguri. A lui, che mi ha detto un anno fa: “Devo andare, mamma, voglio parlare meglio l’inglese e poi non so se riuscirò a trovar lavoro a Genova, quand’avrò finito”.


Eh sì, perché non riusciamo a dare certezze, neppure a chi s’impegna, studia o lavora, mettendocela tutta, pure noi genitori, così felici alla cerimonia di laurea: un’ombra fugace la intravvedevi soltanto nei nostri sguardi.
La nostra invecchiata città intanto sceglie in autunno di parlare del nuovo stadio per Genova, l’appassionante tema che impazza da Palazzo dopo il tormentone estivo del Lido, altro che spazi produttivi. Si vive di spot, in campagna elettorale permanente. Poco importa se le prospettive per le nuove generazioni son fumose più che in altre parti d’Italia. E’ un tema importante certo, buono per i comizi, i convegni, anche il Pd ligure, in questi giorni impegnato nelle Primarie, ne parla. Ragiona di futuro, di diritti, di lavoro; e di giovani ne ragiona tanto, anche se pare tutto compreso dai suoi tormenti interiori, lotte intestine in verità e con un occhio alle prossime elezioni regionali.
Si gioca a “Tu con chi stai? Di che mozione sei?” in un tour ballerino che sconcerta sempre più.
E se i simpatizzanti sono logorati da questa corrida, quasi quanto da Berlusconi, pazienza.
I giovani comunque non se li fa mancare il PD, i panda della situazione li inserisce nei Direttivi, nei Coordinamenti. E li spedisce a tenere testa ai big, ai confronti fra mozioni, se ne fa un vanto. Tranne poi ometterli o inserirli a piè di lista nelle liste alle Primarie per il 25 ottobre, com’e successo nel Levante ad un giovane Coordinatore, anni 25, e non solo a lui: brillante laureato in Giurisprudenza, prossimo dottorato, serio, che ci ha messo l’anima per amalgamare le anime varie – a volte spocchiose – del Circolo, margheritini, ds e tutto il resto. I vecchi noti e no però hanno sgomitato, la giovanilità è un handicap e lui che ha disquisito così sagacemente per la sua mozione con tanti senior, neppure c’è nelle liste. “Non è stato nominato”, si risponde. Nominato da chi? E consultare gli iscritti interessati alla mozione nel Circolo? Ci hanno stressato con sedute infinite su regole e regolamenti, mentre fuori succedeva di tutto e noi delegati a fare il circolo Pick wick.
Complimenti al PD del futuro. Allo sbandieramento dello strumento-Primarie e del progetto–utopia per formare finalmente nuove classi dirigenti. Alle critiche feroci sulle liste bloccate oggi come due anni fa, ma che stanno facendo comodo ai soliti di sempre, parenti annessi.
Finita l’ora del dilettante e delle illusioni, pure se qualche giovane c’è, di figura. Delittuoso però deludere i giovani che s’impegnano, specie in politica di questi tempi.
(Bianca Vergati)