Quorum elettorale e quorum rossoblu

Cani al guinzaglio e bambini rossoblu hanno festeggiato insieme ai loro padri o padroni il Genoa in serie A sabato sera. De Ferrari la piazza, gremita come non mai di centomila urla, fischi e facce tatuate. Tutto permesso: bandiere ai pali della luce, lenzuola, petardi, birre, docce nella fontana. La città consegnata per una festa che i tifosi hanno atteso dieci anni.


Genova che risorge con i suoi tifosi con una convinzione per la quale il lucido distacco di spettatore appare offensivo quasi indegno. Tale è la forza. Una forza che obbliga la politica, i sostenitori dei referendum, chiunque scriva e ascolti con attenzione a cercare l’errore, l’anello mancante, ciò che spinge il cittadino all’euforia della serie A e lo astiene dalla scelta politica con un’indifferenza ingenua e colpevole.
Non sempre è così, ma De Ferrari sabato sera rimandava il ricordo di altre De Ferrari piene solo a metà pronte ad accogliere i tifosi del lavoro, della pace, della scuola, della partecipazione civile. Senza squadra, senza punte, senza allenatori, senza quorum.
(Giulia Parodi)