Banchieri-filosofi. Guai a prendersela con chi conta

Lo ha dichiarato una prima volta qualche tempo fa e lo ha confermato in una recente intervista, segno che si tratta di un concetto forte, un pilastro del suo pensiero: “Guai alla comunità che se la prende coi cittadini più ricchi”, disse la prima volta; mentre ora ha completato il discorso ribadendo: “Che guaio se si dà addosso alle istituzioni”.


Dove, per istituzioni, il presidente e a.d. della Cassa di risparmio genovese, Giovanni Berneschi, intende il sistema creditizio (in primis il governatore di Bankitalia, Fazio), ma anche il sistema di potere locale facente capo al presidente della Fondazione Carige, Lorenzelli, ora per meriti di Opus Dei anche presidente del Gaslini.
Dal momento che Berneschi, stando alla stessa intervista sul Lavoro-Repubblica, sarebbe uno degli uomini che più contano in città, meritano attenzione le sue parole, a cominciare dall’invito a non combinare guai prendendosela troppo con chi ha le leve di comando; in soldoni, ragazzini non fate casino, lasciateci lavorare, affermazione nel solco di un’altra frase celebre di un big ligure, secondo il quale la cosa più grave della recente crisi ai vertici del porto, sarebbe il fatto che la polemica sia finita sui giornali. Dal momento che certe cose si sbrigano meglio nelle sagrestie di partito. Con tanti saluti per la trasparenza.
Di Berneschi lasciano preoccupati anche le drastiche prognosi sull’economia ligure: tira solo il mattone, non c’è futuro per l’industria, neanche per quella high tech; l’unica possibilità di sviluppo sta nelle seconde case, nei porti e nei porticcioli, con relativa vendita di banchine e spiagge di berlusconiana memoria. Sarà magari colpa dell’11 settembre, dell’euro, del trend o dello scarso spirito d’intrapresa degli imprenditori locali. Ma siamo proprio sicuri che quel ruolo così poco dinamico, nient’affatto stimolante, dell’istituto bancario principe della città, non dia il suo contributo alla deprecata stagnazione?
Camillo Arcuri