Categoria: LE CARTOLINE DI OLI

  • LE CARTOLINE DI OLI: Croazia, mare ecocompatibile

    La costa croata è una miriade di isole, insenature e calette, ma arrivare a fare un bagno in quell’acqua meravigliosa è spesso arduo se non impossibile. Le spiagge sono rarissime e il litorale è un susseguirsi di scogli puntuti. Così ogni tanto, vicino ai centri abitati o comunque frequentati dai turisti sono state costruite alcune piattaforme in pietra e cemento, giusto la larghezza di una sdraio, a volte più ampie, per ospitare docce e buffe cabine tonde colorate ad uso comune.
    Tutti vi possono accedere liberamente, prendere il sole, sostare, passeggiare in libertà, mentre alle spalle ci sono magari piste ciclabili all’ombra di pinete soprastanti.
    Se a prima vista si può restare interdetti o scandalizzati per questi interventi di cementificazione, percorrendo la costa, ci si rende conto che le spiaggette artificiali sono davvero un infinitesimo a fronte delle frastagliature infinite.
     In realtà per un Paese che vive praticamente di solo turismo balneare tali interventi paiono tutto sommato rispettosi , certamente più di quanto si vede sui litorali italiani, assediati da case, stabilimenti balneari, chioschi pièd dans l’eau: là tamerici profumate lambiscono le passerelle artificiali e tanti sono i bagnanti che godono della loro ombra, qui in Italia paesaggi con spiagge (e in primis libere) a ridosso di boschi lussureggianti sono ormai davvero una rarità, se non ricordi sbiaditi.
    (Bianca Vergati)
  • CARTOLINE DI OLI: Festa Democratica – Dammi Letta

    L’ultimo avamposto del passato resiste deserto sotto il ponte della sopraelevata: è il chiosco del quotidiano l’Unità.
    L’evoluzione della Festa, negli anni, ha registrato continue svolte a destra, partendo dal nome – Unità appunto, mal tollerato dagli ex democristiani, ma rivendicato oggi come baluardo di larghe pacificazioni – per affondare sui contenuti, sino a quello che viene dato oggi a simpatizzanti ed elettori del Pd, un partito che è tutto e il contrario di tutto, dove tutto può accadere ma che ha chiuso definitivamente con la propria componente di sinistra.
    A testimoniare i diritti, per salvare il salvabile, il ministro Cécile Kienge, la faccia migliore e più autentica di questa festa di governo, alla quale bisognerà prima o poi offrire fatti concreti con leggi vere, votate, applicabili, per essere credibili.
    Il resto lo difende Enrico Letta, alla Festa Democratica Nazionale il 30 agosto a Genova, davanti ad una numerosa platea di anziani militanti, entusiasti e tolleranti con i dirigenti del Pd solo come i pazienti genitori sanno esserlo con i figli.
     Di riforma costituzionale e modifica di Camera e Senato parla il nipote di Gianni Letta che prospetta un’unica Camera che faccia le leggi e che dia la fiducia, con la metà del numero di parlamentari di oggi, un Senato composto esclusivamente da rappresentanti dei sindaci e delle regioni, non persone nuovamente elette, ma come Marco Doria o Claudio Burlando… persone, dice il primo ministro, che controllino dal punto “di vista del federalismo” che cosa fanno parlamento e governo. Il tutto annaffiato da

    una solida legge elettorale, affinché accada come in Francia e Spagna che quando si vota poi si governa, per quattro o cinque anni. L’estero, è evidente, non viene citato per altre cose – conflitto di interessi, leggi ad personam, sentenze della magistratura – altrimenti le larghe intese si stringerebbero attorno al collo del primo ministro che ancora non sa e non può sapere che fine farà il suo governo. Il resto è un inno alla moderazione, al sacrificio e alla pacatezza in una situazione straordinaria di larghe intese che Letta dice di guidare nell’ottica di un progetto paese che vedrà in futuro la vittoria dell’area riformista.
    Alla Festa di Genova va in onda la difesa d’ufficio di riforma dell’Imu e di Service Tax in nome dell’equità e della progressività, in nome del federalismo – ma non era caro alla Lega? – e dell’autonomia dei Comuni sulla base del principio vedo, pago, voto elemento essenziale del rapporto tra cittadino e sindaco, attraverso il quale il governo si deresponsabilizza totalmente, accollando sadicamente sulle spalle dei sindaci italiani tutte le responsibilità di scelte fiscali indispensabili per far funzionare le città.
    Sarà la componente cattolica del primo ministro ad averlo condotto in un sentiero degno di Ponzio Pilato?
    L’Europa si affaccia alla festa nazionale del Pd con la presenza dei segretari del Partito Socialista Francese Désir e del Partito Socialista Operaio Spagnolo Rubalcaba. Ma si affaccia soltanto, per rimanere incomprensibile a molti militanti, perché nessuno, alla festa nazionale del Pd, traduce i loro lunghi discorsi.
    C’è chi tra gli interventi dei due segretari stranieri coglie un “compagno Letta” e scoppia in una risata.
    Letta comunista?
    A sinistra si è liberata una prateria.
    ( Giovanna Profumo – foto dell’autrice)

  • CARTOLINE DI OLI: Arezzo, in arte donne

    23 agosto 2013: Una giornata ad Arezzo: oltre al tuffo nel passato, alle emozioni che questa città trasmette, così come le ha provate Roberto Benigni per averla scelta come ambientazione per il film La vita è bella, con gioia e con sorpresa i miei occhi non smettono di ammirare delle opere di arte contemporanea che si aprono davanti a vie, piazze e logge, siti storici che ho immortalato con la mia macchina fotografica. Si tratta dell’edizione 2013 di “Icastica Art Events”, cioè arte del rappresentare la realtà, quest’anno protagonista l’arte al femminile (www.icastica.it ),
    manifestazione dell’espressività visiva attuale in oltre 20 luoghi tra siti storici per un percorso di oltre 4 Km. Il premio Icastica è la “Chimera”, simbolo della città di Arezzo ed è stato assegnata come Premio della Giuria a Kaarina Kaikkonnen, Finlandia: nelle sue opere gli oggetti si animano e ci parlano di storie, di persone, di lei; evocano fragilità, ma anche speranza e rigenerazione “Andare e venire”

    (Angela Brancati – immagini dell’autrice)

  • LE CARTOLINE DI OLI: Partecipate – assemblea contro le privatizzazioni

    PRIVATIZZAZIONE DEI BENI COMUNI

    In attesa della discussione in Consiglio Comunale  del 10 settembre 2013
    ……..
    Comitato genovese acqua bene comune, Comitato genovese gestione corretta rifiuti,  Comitato genovese No debito, Attac Genova, Comitato genovese per una nuova finanza pubblica e sociale, Movimento No Tav Terzo Valico Valpolcevera e Valverde, Amici del Parco di Villa Rosazza,  Medici per l’Ambiente, Voce di S. Teodoro, Coordinamento Comitati no gronda,  Confederazione Unitaria di Base, Confederazione Cobas, Medicina Democratica…

    INVITANO 

    CITTADINI, COMITATI, ASSOCIAZIONI, SINDACATI, 
    LAVORATORI DI AMIU, AMT, ASTER, FARMACIE COMUNALI, BAGNI 
    E I GRUPPI CONSILIARI DEL COMUNE DI GENOVA

    all’ASSEMBLEA Pubblica 
    di
    MARTEDI’ 3 SETTEMBRE, H. 17.30 
     presso CIRCOLO CAP,  via ALBERTAZZI 9r (davanti caserma VV.FF.) 
  • LE CARTOLINE DI OLI – F35 Vuoi un’ala? Vuoi una ruota? Vuoi il casco del pilota?

    L’Italia sta acquistando 130 aerei militari f 35.
    Il costo sarà di 15 miliardi di euro (senza contare i costi di manutenzione.)
    • Sono aerei da bombardamento, potenzialmente capaci di trasportare ordigni nucleari. L’Italia non dovrebbe possederne alcuno, perché la Costituzione vieta la guerra di aggressione (e questi aerei non servono certamente a difendere il suolo dell’Italia); e perché ha firmato il trattato di non proliferazione nucleare.
    • Il Canada ha già rinunciato ad acquistarli per la loro inaffidabilità tecnica; nessuna penale è a carico di chi decida di rinunciare all’acquisto.
    • Un tenace movimento di opposizione cerca di impedire questa spesa immorale ed insensata. Il parlamento vota una blanda ed ambigua mozione che subordina ogni ulteriore acquisto ad una discussione parlamentare; ma il presidente della Repubblica Napolitano riunisce il Consiglio Supremo di difesa ed esautora il parlamento.
    • I favorevoli all’acquisto, tra le altre motivazioni, accampano quella dei posti di lavoro che la costruzione degli aerei in corso a Cameri, (Novara) creerebbe. E’ facile rispondere loro che un’analoga spesa nell’istruzione, nell’arte e nel sociale creerebbe altrettanti o più posti di lavoro, in maniera eticamente più accettabile. Abbiamo deciso di rendere “visibile” l’insensatezza di questa spesa e di solidarizzare con le iniziative in programma in questi giorni a Cameri.
    Mercoledì 17 luglio consegneremo simbolicamente ad altrettanti enti ed associazioni “un pezzo” di f35: per esempio un’ala (5 milioni di euro), la fusoliera (10 milioni di euro), il radar ( 10 milioni di euro), il casco del pilota (430 000 euro), il propulsore (30 milioni di euro); siamo certi che ne faranno buon uso. A riceverlo, saranno lavoratori/ trici e rappresentanti degli enti interessati. Gli orari che seguono hanno valore indicativo, e potranno subire variazioni che comunicheremo tempestivamente:
    Ore 13.30: consegna di “un pezzo di f 35” all’ospedale Gaslini (appuntamento di fronte all’ingresso principale, via Gerolamo Gaslini) • Ore 14.30: consegna di “un pezzo di f 35” all’ospedale San Martino, all’IST ed alle facoltà scientifiche dell’università ( appuntamento di fronte al Pronto Soccorso dell’ospedale)
     • Ore 15.30: un pezzo al teatro dell’Archivolto ( appuntamento di fronte all’Archivolto, piazza Gustavo Modena 3)
     • Ore 16.30: un pezzo ciascuno a realtà di volontariato e di solidarietà che operano in centro storico: Centro antiviolenza di salita Mascherona, ambulatorio internazionale Città aperta, comunità di San Benedetto ed altre. ApPuntamento presso l’ambulatorio di Città aperta, vico del duca 37 
    Ore 17.00: un pezzo ad Emergency, ed un pezzo alla consulta per l’handicap. Appuntamento presso l’info point di Emergency, sottopasso della metropolitana piazza De Ferrari
    Ore 17.30: un pezzo al teatro Carlo Felice ed uno ai vigili del fuoco. Appuntamento di fronte al teatro Carlo Felice La manifestazione si concluderà dalle 18 alle 19 sui gradini del palazzo ducale con la 581° Ora in silenzio per la pace”,http://www.orainsilenzioperlapace.org/ durante la quale verranno illustrate ai passanti le motivazioni dell’iniziativa.
    Coordinamento genovese NO F 35

  • LE CARTOLINE DI OLI

    La newsletter Oli sarà in ferie fino a fine settembre, ma potrà capitare a qualcuno di voler condividere un’immagine, un’esperienza, una testimonianza, o qualsiasi spunto di riflessione in cui si è imbattuto durante l’estate.
    Per questo abbiamo pensato di proporre anche quest’anno la rubrica estiva “Le cartoline di Oli” che inizieremo a pubblicare, senza alcuna periodicità, seguendo le occasioni che via via si presenteranno.
    Chi lo desiderasse potrà inviare le proprie cartoline all’indirizzo mail della redazione.
    Con i nostri auguri, 
    (La Redazione – immagine di Guido Rosato)

  • LE CARTOLINE DI OLI

    La newsletter Oli sarà in ferie fino a fine settembre, ma potrà capitare a qualcuno di voler condividere un’immagine, un’esperienza, una testimonianza, o qualsiasi spunto di riflessione in cui si è imbattuto durante l’estate.
    Per questo abbiamo pensato di proporre anche quest’anno la rubrica estiva “Le cartoline di Oli”che inizieremo a pubblicare, senza alcuna periodicità, seguendo le occasioni che via via si presenteranno.
    Chi lo desiderasse potrà inviare le proprie cartoline all’indirizzo mail della redazione.
    Con i nostri auguri,
    (La Redazione – immagine di Guido Rosato)

  • CARTOLINE DI OLI: “Se non ora quando” spiega la corsa sui tacchi

    Ci è stato segnalato che alcune persone hanno cercato di commentare la Cartolina di Oli DONNE: “Se non ora quando” inciampa nei tacchi , ma il sistema non ha permesso di inserire i post.
    Ci scusiamo per il disguido invitando tutti/e coloro desiderosi di farlo ad inviare i propri commenti all’indirizzo olinews1@gmail.com Sarà nostra cura provvedere ad inserirli.
    Di seguito trovate il comunicato stampa di Se non ora quando che spiega le ragioni dell’iniziativa.
    (La Redazione)

  • LE CARTOLINE 2012: IMMIGRAZIONE – Regolarizzazione o condono

    L’articolo di Tito Boeri “Il condono e gli immigrati”, pubblicato da La Repubblica (11 settembre) è molto interessante. Ha ragione Boeri quando scrive che la sanatoria, più che una regolarizzazione per gli immigrati, è un condono contributivo (e fiscale) e che “rischia di offrire un messaggio ai datori di lavoro che in questo momento non pare certo opportuno: è possibile farla franca perché tanto, prima o poi, ci sarà un nuovo condono”. La regolarizzazione infatti doveva essere per gli immigrati (circa un milione), non per chi li aveva fatti lavorare in nero: andava rilasciato un permesso di soggiorno per tutti coloro che non avessero commesso reati gravi.
    Boeri fa una giusta critica delle politiche migratorie degli ultimi dieci anni ma il fallimento in materia è almeno ventennale. Vede soltanto i misfatti del centrodestra e della legge Bossi-Fini di dieci anni fa, ma non quelli del centrosinistra e della legge Turco-Napolitano (1998). La doppia ipocrisia di cui scrive Boeri è infatti alla base di entrambe le leggi. La terza ipocrisia, non citata nell’articolo, è invece la principale, quella di pretendere di poter impedire gli ingressi irregolari e, di fronte all’ingresso irregolare di centinaia di migliaia di immigrati, di trasformarli in soggetti (oggetti) senza diritti, esposti al lavoro nero e ad ogni ricatto (secondo le leggi del centrosinistra) e addirittura perseguibili del reato di clandestinità (secondo il centro destra).
    La discontinuità auspicata da Boeri dovrebbe iniziare da una revisione di tutta la politica degli ingressi e la soluzione non è certamente quella della politica degli ingressi selettivi, di immigrati qualificati o culturalmente più vicini a noi, ma quella di rendere semplicemente possibili gli ingressi regolari, almeno quelli di cui il paese ha bisogno. Dall’altra parte non basta la cancellazione del reato di clandestinità, ma occorre una forte politica di regolarizzazione permanente di tutti i presenti sul territorio nazionale. Civiltà, democrazia, libertà, trasparenza, legalità e lavoro regolare contrastano fortemente con la presenza di persone irregolari prive di alcun diritto.
    Boeri scrive del “contratto di soggiorno che vincola la presenza regolare al fatto di avere un lavoro, al termine del quale bisogna tornare a casa se non si trova lavoro entro sei mesi”. In verità questa norma non esiste più: è stata modificata dalla riforma Fornero.
    Infine, sono necessarie riforme politiche e culturali: diritto al voto, cittadinanza, rispetto e valorizzazione delle diversità culturali e religiose. L’assenza totale della rappresentanza e del punto di vista degli immigrati non ha aiutato chi deve disegnare e governare le politiche migratorie. La rappresentanza politica e sociale degli immigrati non avviene tramite associazioni e comunità immigrate non rappresentative o attraverso quelle definite da Sergio Romani “nomenklature composte da persone ambiziose che aspirano a servirsi dei loro connazionali per diventare gli interlocutori accreditati delle autorità”. La rappresentanza non si realizza con le consulte ed i consiglieri aggiunti senza diritto di voto o attraverso personaggi assimilati, incuranti e addirittura irrispettosi delle loro origini e diversità culturali. La rappresentanza dovrebbe avvenire attraverso la partecipazione di tutte le persone immigrate allo stesso processo politico e sociale dei cittadini italiani esercitando pari diritti politici, a partire da quello del voto, ed attraverso la loro vera ed effettiva partecipazione e rappresentanza nelle varie istituzioni dello Stato e della società (parlamento, consigli comunali e regionali, partiti, associazioni, sindacati, ordini professionali, ecc).
    (Saleh Zagholul – foto di Giovanna Profumo)

  • LE CARTOLINE 2012: ISLAM – Piazze arabe, tra cinema e ragioni storiche

    Sulla questione del film contro il profeta musulmano Mohammad, che ha innescato le proteste in vari paesi arabi e islamici, la versione inglese del giornale egiziano al-Ahram  ha scritto, riferendosi alle due facce del partito dei Fratelli Musulmani al governo in Egitto: “Mentre manifestanti egiziani combattevano le forze di sicurezza davanti all’ambasciata americana giovedì mattina, un altro braccio di ferro era in corso – questa volta nel cyberspazio. L’account ufficiale dei Fratelli Musulmani in lingua inglese Twitter @Ikwanweb pubblicava un messaggio dal vicecapo del partito, Khairat El-Shater che si diceva “sollevato in quanto nessuno del personale dell’ambasciata al Cairo si fosse fatto male” e auspicava che le relazioni tra USA e Egitto potessero superare questi eventi. Questo tweet di riconciliazione, però, è stato pubblicato mentre l’account ufficiale dei Fratelli Musulmani in lingua araba e il suo sito ufficiale stavano entrambi lodando le proteste – organizzate contro il film prodotto negli Stati Uniti giudicato diffamatorio verso l’Islam – e convocando un corteo da un milione di uomini venerdì 14 settembre. Un articolo in lingua araba sul sito della Fratellanza aveva come titolo: “La rivolta degli egiziani per difendere il Profeta”. Notata la contraddizione, l’ambasciata statunitense al Cairo ha twittato a sua volta una risposta piccante: “Grazie. A proposito, hai controllato i tuoi feed in arabo? Spero che tu sappia che leggiamo anche quelli”.
    Il professore di scienze politiche all’Universita di California Asaad abu Khalil ha scritto sul suo blog:
    “ 1 – I salafiti in Egitto non sono stati sconvolti dalle occupazioni degli Stati Uniti, né dal sostegno degli Stati Uniti all’aggressione israeliana, né dalla sponsorizzazione degli Stati Uniti delle dittature di Sadat e Mubarak, ma da una ripugnante e fanatica pellicola su Internet.
    2 – Guai ad una nazione che si arrabbia e si infiamma a causa di un odioso e fanatico film su Internet invece di arrabbiarsi ed infiammarsi a causa dell’occupazione, dei bombardamenti, delle disuguaglianze e del furto delle risorse naturali. Mi aveva sempre addolorato che i musulmani si sentissero offesi più per l’incendio nella Moschea di Al-Aqsa che per l’occupazione della Palestina. Guai alla nazione che si comporta come un critico cinematografico invece di essere una forza di resistenza all’occupazione israeliana.
    3 – Sono stato (tra i pochi) che hanno criticato l’intervento degli Stati Uniti in Libia: allora avevo scritto che gli Stati Uniti stavano ripetendo la scena di un film già visto in Afghanistan. Un film in cui i fanatici che in precedenza erano armati e sostenuti dagli Stati Uniti si rivoltavano contro. I salafiti in Libia stanno usando armi che sono state fornite loro dalla NATO, e sono sicuro che sentiremo parlare di loro nei mesi e negli anni a venire.”
    Asaad abu Kahlil aveva visto giusto.
    (Saleh Zaghoul)