Mese: Aprile 2010

  • Servizi pubblici – Ora illegale

    Una delle cose che lascia trasparire la distanza percorsa da un computer che arriva dalla Cina, è che alla sua prima accensione ti trovi di fronte l’ora del paese di partenza. Fino a che i sistemi operativi non si sono evoluti potendo approfittare della connessione a internet per reimpostare l’ora in modo autonomo, il compito era delegato al tecnico. E allora cosa c’era di più comodo che rinunciare a cercare il cellulare fino chissà dove e guardare fuori dalla finestra l’orologio pubblico, una delle poche cose antiche ancora funzionanti del nostro Comune, l’orgoglio delle visite al centro storico per amici e turisti.

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  • Scuola – La Don Milani ricorda Carlo Mereta

    A un anno dalla scomparsa la scuola media Don Milani di Genova lo ha ricordato.
    E’ successo lunedì 12 aprile, nell’atrio dell’istituto che, terminate le lezioni pomeridiane, era pieno di adulti e ragazzi. Chi con un frammento, chi con un percorso, chi con una vita condivisa con Carlo Mereta, professore di lettere.
    E se spesso capita, durante le rievocazioni, di essere colti da quel senso di vuota banalità che le può imprigionare, in questo caso, in quell’atrio, si poteva sentire l’autentico affetto che ognuno provava per lui.

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  • Teatro – Agnese dolce agnese

    Si muove lentamente Agnese. Bloccata dagli anni e dalla casa vicina al bosco, nella quale vive lontana dalla gente. Si muove costretta in una bolla di ricordi fissati nel tempo, dolorosamente nitidi negli anni. Per nulla sfuocati. Agnese arriva in scena accompagnata dalle cose che abitano il suo quotidiano: la terra da curare, il bucato da stendere, un tavolo dove mangiare. E una solitudine che difende la sua vecchiaia ma le piega l’anima. Le luci di scena si spengono e si accendono su di lei portando lo spettatore in un’esistenza dove ogni giorno è uguale all’altro. Agnese è una donna di campagna. Della sua solitudine si parla in paese, di questo suo stare ostinatamente segregata in casa, ed è proprio in paese che viene segnalata ad un giovane di città in cerca di occupazione. Forse sì, lì c’è bisogno di braccia giovani, abili al lavoro. Il ragazzo in quella casa viene ruvidamente accolto: un materasso in cucina e la legna da spaccare. Il giovane è gentile. Lavora molto. La sua pazienza si svela in un sorriso aperto. Ma di tagliare l’erba grama lui non vuol sapere e nemmeno di mangiare cibo proveniente dall’uccisione di altri esseri viventi. Lui non può potare gli alberi. E quando lei lo invita a cenare il piatto pieno rimane intatto, allontanato con un gesto.

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  • Parole degli occhi – Prospettive

    a cura di Giorgio Bergami
    Prospettive



    © foto: Giorgio Bergami


  • Lettere – La voce di una donna sulla Ru486

    Oltre il rumore della politica, la voce di una donna. Mi imbatto in questo articolo di IGN (adnkronos) che porta alla superficie alcune verità sulla Ru486, che scompaiono dietro ai muri delle ideologie e delle convenienze: http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Aborto-la-testimonianza-Con-la-Ru486-nessuno-sconto-sulla-sofferenza_225582559.html
    (Stefano De Pietro)

  • Lettere – Tassista de-genere

    Qualche giorno fa sono andato in trasferta. Visto che il Volabus di AMT Genova-Aeroporto effettua una corsa all’ora (http://www.amt.genova.it/orari/Orario4.asp?Linea=VLB&Gg=29&Mm=3&Aa=2010&giorno=1&codserv=I0110), per evitare di mettersi in moto circa due ore prima della partenza dell’aereo, si è praticamente costretti ad utilizzare un taxi.

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  • Lettere – Leggendo i risultati delle elezioni

    Dunque non ha perso lucidità, nonostante l’età, il “nostro” Eugenio Scalfari. Vien da pensare invece che la lucidità l’abbiano persa giornalisti, commentatori politici ed esponenti dei partiti.

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