Politica – In assenza di progetti resta solo la magia

A quanti genovesi sta a cuore l’annosa questione delle moto sulle corsie gialle? Si tratta davvero di una priorità?
A quanti genovesi è invisa la moschea?
Finita l’era di Bush e alla luce del nuovo corso illuminato, nel quale lo stesso Obama ha deciso di rivolgersi direttamente all’Iran per ricucire la trama lisa dei rapporti diplomatici con il Medio Oriente, può la città del G8 avere come argomento ancora da dibattere l’edificazione di un luogo di culto?
Chi fa male questa città? E chi va davvero ascoltato?


La politica cittadina vista da qui è fatta di sequenze senza montaggio. In ascolto di tutti e nessuno. Confusa ed euforica per le troppe priorità in agenda. Incapace di agire con autorevolezza e di scegliere sulla base del mandato dei propri elettori. Consapevolmente, si prende atto del proprio terrore se questi enti pubblici fossero amministrati dalla destra, riconoscendo alla Liguria e a questa città la bandiera di roccaforte inespugnata. Ma altrettanto consapevolmente va detto che questo non è il territorio di Asterix ed Obelix. E che di pozioni magiche, fino ad oggi, non se ne vede l’ombra. Ma chi vede la politica da qui crede che tutto possa cambiare, e che in quella corsia gialla possa transitare il meglio che la città offre, e che il tempo speso per far passare da quella corsia le moto, possa essere speso in progetti per le scuole, per gli anziani, per la viabilità di tutti, per l’ambiente e il lavoro. E se questi progetti ci sono e se qualcosa si sta facendo, sarebbe gradito ne parlassero i giornali, con la stessa forza e lo stesso spazio con il quale scrivono del resto. Se tutto è fermo – non sia mai – è il tempo delle pozioni magiche, con la speranza che la sinistra trovi la ricetta e si tuffi dentro la pentola.
(Giovanna Profumo)