Lettere – Una risposta

Gentilissima Lettrice,
posso informarLa di quanto segue:
La Giunta del Comune di Genova nella seduta del 18/12/09 ha approvato la “Pianificazione del litorale del Levante: criteri per la riqualificazione”, con riferimento a:
– Indirizzi Pianificazione, deliberato in data 13/01/09 dal Comune di Genova
– Variante di salvaguardia costiera della Regione Liguria del 10/7/09. DGR n.940
– Piano Territoriale della Costa, approvato con DCR n.64 del 19/12/2000.
Le citazioni di legge nel caso si volesse controllare sui siti istituzionali.


Per il Ponente si dovrebbe, per ora, far riferimento agli Indirizzi di Pianificazione. Nella delibera succitata s’individuano 12 ambiti costieri, da Nervi alla Foce, corredata pure da specifici studi sul depuratore di Quinto-Bagnara.
L’Amministrazione, con una valutazione sull’intero litorale e sugli effetti per la città a livello ambientale, sociale ed economico, introduce tra l’altro il concetto di demolire la barriera visiva dei volumi esistenti tra mare e terra, rinaturalizzando le presenze edilizie, con l’eliminazione di aree cementificate ed impermeabili e l’utilizzo di materiali ecocompatibili; inoltre sottolinea la necessità d’inserire nelle aree litoranee nuovi spazi ed accessi pubblici.
Non solo, si esprime la volontà di eliminare le rendite di posizione sulla costa: peccato che non si chiarisca con quale metodologia. E quali vincoli concreti si pongano. Ambiziosi gli Obiettivi Generali da salutare più che positivamente, ma quando si va nello specifico di ogni zona/ambito le linee guida perdono valenza, divenendo talvolta ambigue e non applicabili nello specifico.
In sostanza credo che, pur esprimendosi il Comune con intenti più che apprezzabili, nella realtà la pianificazione pare avere vistosi limiti di efficacia d’attuazione perché ad esempio sarà estremamente difficile procedere con la verifica e l’eventuale alienazione di concessione: associazioni varie, privati, enti sportivi, ecc., ciascuno avrà le sue ragioni e il suo padrino.
Tirare giù precari, fatiscenti od orridi manufatti in cemento, sarà ancora più dura: figurarsi levar spazio agli stabilimenti per far spiagge libere!
A tutto ciò si aggiunga che tutte le concessioni agli stabilimenti balneari sono state prorogate fino al 2015, data in cui l’Unione europea esige che le concessioni debbano essere (finalmente) messe a gara.
Nel decreto Milleproroghe, in discussione in questi giorni, vi è pure un emendamento presentato dal senatore ligure Franco Orsi (quello delle legge sulla caccia tutto l’anno), che propone una proroga ventennale: pare che su 2mila concessioni, 900 siano in Liguria. Una bella lobby. A Lei capire quanto potrà cambiare la situazione del nostro mare, nonostante la Regione Liguria abbia fatto, a mio giudizio, una buona legge sulla disciplina della costa e degli arenili pubblici, vedi L.R. del 4/7/2008 n.22. Ma i comuni vanno a ruota libera e la Regione demanda: vedi le 9 righe espresse sulla questione Lido, come si può leggere sulle delibere delle Varianti proposte in merito. In generale sarebbe necessario proporre che se non si vincolerà il rinnovo della concessione alla riqualificazione, imponendo accessi e battigia liberi, non se ne verrà a capo.
Le spiagge libere di altre regioni europee possiamo scordarcele.
(Bianca Vergati)