Lettere – Da un magistrato militante al ministro-ingegnere

Il ministro Castelli blocca la rogatoria richiesta dal PM Armando Spataro per interrogare negli Usa i 22 agenti della Cia accusati del rapimento a Milano di un imam perché Spataro sarebbe “un magistrato militante” (22 novembre).
Signor Ministro, lo confesso, ho militato. Ma non sono pentito, anzi; ero a Piazza San Giovanni contro la Cirami, ai Forum sociali europei di Firenze e di Parigi, alle manifestazioni per la pace e al Circo massimo con la CGIL per difendere l’art. 18. Ho persino votato alle primarie dell’Unione. E qualche volta, si immagini, mi sono trovato addirittura in compagnia di Spataro.


Signor Ministro, lo ammetto, continuo a militare. Proprio stamattina ho firmato in Cassazione la richiesta di referendum che vuole impedire la promulgazione della riforma in-costituzionale che a Lei, signor Ministro, sta tanto a cuore. E devo confessarLe che l’ho fatto con piacere e che lo rifarei mille volte.
Signor Ministro, La rassicuro, militerò ancora, anche se Lei ha detto che ciascuno è libero di fare ciò che vuole ma poi deve accettarne le conseguenze. Quali conseguenze? Controllerà anche le mie requisitorie? Auguri e buon divertimento!
Militerò per quelle colleghe e quei colleghi – specie i più giovani – che Lei vuole intimidire con la Sua riforma dell’ordinamento giudiziario, per i tanti magistrati che Lei ha inteso controllare con ispezioni strumentali e per chi è stato offeso con manifestazioni (si ricorda quella di Verona contro il Procuratore Papalia?) a dir poco sconcertanti. Lo farò per difendere la Costituzione e l’autogoverno e non avrò ripensamenti, posso assicurarglielo.
Egregio Ingegnere, sono passati più di quattro anni dalla Sua nomina, ma Lei continua a non distinguere un provvedimento emesso da un Ufficio giudiziario della Repubblica dalle opinioni personali, del tutto legittime e su ben diversi argomenti, di un collega. A questo punto non so cosa consigliarLe.
Però esamini pure le carte, Signor Ministro, le legga. Spesso sono noiose ma qualcosa forse si può imparare.
Saluti, e buona lettura.
(Ignazio Patrone, segretario generale di Magistratura democratica)