Amianto – Incompatibilita’ ambientale difendere l’ambiente?

Tra pochi giorni il Consiglio Superiore della Magistratura dirà se il sostituto Procuratore presso la Procura della Repubblica della Spezia, dottor Rodolfo Attinà, potrà continuare a convivere con i suoi colleghi del Palazzo. Attinà è il magistrato che alla Spezia si è occupato delle questioni penalmente rilevanti in tema di ambiente e territorio.


In tempi recenti il suo nome è entrato in cronaca per aver disposto per tre volte il sequestro cautelativo della cava di pietre verdi di Rocchetta Vara(SP) e del frantoio del Senato di Lerici(SP), area dove queste pietre venivano successivamente frantumate. I sequestri sono stati ordinati dopo che le analisi sui prodotti finiti, i terreni e i fanghi delle aree relative, avevano fornito ampie prove di una concentrazione di amianto largamente superiore ad ogni norma.
Le decisioni del magistrato Attinà hanno ricevuto significativi riconoscimenti da parte delle popolazioni minacciate nella loro salute e di tutti quei cittadini che ritengono che la salute e la verità sui fatti facciano parte del buon governo. Purtroppo, per Attinà e per noi, il buon governo, anche se da tutti auspicato, ha molti nemici che spesso non amano mostrare il volto. Tra questi può capitare che siano gli imprenditori che hanno a cuore solo il loro profitto e se ne fregano di quelli che mandano al cimitero, funzionari pubblici che ostacolano la ricerca della verità o fanno carte false per occultare le bugie, tutori del diritto che dicono “beh, non esageriamo”, pubblici amministratori che di fronte al problema alzano gli occhi al cielo. Tutti costoro aspettano – a volte cercano – che succeda qualcosa o venga qualcuno che gli tolga le castagne dal fuoco.
Nel caso di Attinà è successo che il Tribunale del riesame della Spezia ha per tre volte rigettato le sue istanze, sostenendo che le cinque analisi condotte sui materiali incriminati – in realtà ventinove! – erano meno attendibili di quelle fornite dalla difesa dell’impresa denunciata. Attinà ha ritenuto di difendere il suo operato denunciando a sua volta il giudice estensore delle sentenze del Tribunale del riesame. Ma a Torino, foro competente per le controversie delle procure liguri, l’accusa di “falso ideologico” invocata da Attinà è stata giudicata “reato inesistente”. Il seguito è stato inevitabile: contro Attinà è stato aperto un fascicolo per “incompatibilità ambientale”. Tanto per fargli capire che chi esagera con la incompatibilità ambientale delle pietre verdi, dell’amianto e dell’esposizione al mesotelioma, rischia a sua volta di essere giudicato “incompatibile” al punto che di lui deve occuparsi il Consiglio superiore della Magistratura. Da parte loro i cittadin i delle zone interessate hanno raccolto in una petizione a difesa del magistrato, oltre 2100 adesioni.
Anche loro incompatibili?
(Manlio Calegari)