Categoria: 202

  • VERSANTE LIGURE



    LIETA NOVELLA

    Musso è per la Moschea
    ciò felice mi lascia:
    spegne xenofobia
    odio e indotta angoscia
    e in più (splendida idea)
    così la destra sfascia.



    Meccartismo


  • Gelmini – Studenti in piazza e scheletri nell’armadio

    I quotidiani scrivono da settimane della protesta contro la riforma Gelmini. Dopo anni di buio le manifestazioni studentesche hanno contribuito ad accendere i riflettori su ogni settore della scuola, a cominciare da quella primaria. Maestre, bambini, genitori hanno unito le loro ragioni a quelle degli studenti. Lo stesso hanno fatto i ricercatori e la popolazione dei precari. Nel movimento degli studenti si sono affacciati anche docenti e rettori universitari, quelli almeno che hanno finalmente capito che rischiano di assistere in tempi brevi alla smobilitazione delle università dove insegnano e che governano. Si sa già quando avverrà: tra l’inverno e la primavera del 2010 buona parte delle università dovranno dichiarare lo stato di insolvenza ed essere commissariate (Repubblica 30 ottobre “Il funerale dell’università”).

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  • Università – La nuova stagione dell’Albergo dei poveri

    “Non è una maledizione, è solo un’ operazione che va fatta per bene… Finora per l’ Università è stato un fardello operosissimo. E’ assurdo che per problemi di inagibilità e sicurezza debbano essere rifatti i lavori nella parte già restaurata”. Così diceva a Repubblica, l’8 agosto 2008, il rettore appena eletto Giacomo Deferrari a proposito del recupero dell’Albergo dei Poveri. E due mesi dopo (Repubblica 27 ottobre) aggiungeva: “L’Albergo dei Poveri? Non è un peso per l’Università, ma una formidabile risorsa”.

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  • Immigrati – La Questura ama i bambini

    La Questura di Genova ama tanto i bambini (immigrati) che li vuole conoscere, di persona, uno per uno, anche se, magari, questa conoscenza comporta qualche disagio (per il bambino). Ma cosa non si farebbe per un caldo contatto umano…
    Dunque questa è la storia di Hassna, cittadina marocchina regolarmente residente a Genova da più di cinque anni e quindi in condizione di poter richiedere la “carta di soggiorno” permanente.

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  • Albaro – Tra tsunami e restyling

    Onda Anomala, che fortuna! Nello sconquasso che ha prodotto il tempo in questi giorni sulla costa genovese ci sarà qualcuno che gioisce: i fautori del Progetto Nuovo Lido in corso Italia. L’Imprenditore proponente domenica mattina 2 novembre, si aggirava con l’aria niente affatto costernata tra le macerie dello stabilimento, sbofonchiando al telefonino, sorridendo sotto i baffi. Chi avrà chiamato? Bertolaso forse, che dovendo venire in Liguria, con corsia preferenziale prenderà atto del disastro. Anche il Comune esaminerà d’urgenza il tutto? Si potrebbe ipotizzare di sì.

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  • Precariato – Volti e diritti sconosciuti di chi fa le notizie

    28 ottobre, Teatro della Gioventù: un gruppo eterogeneo di giornalisti precari, tra i 20 ed i 40 anni, riuniti per un’occasione informale, la proiezione del docu-fiction “Non ancora” di Giada Campus. L’argomento è la vita grama dei precari, incarnata dalla vicenda di una giovane coppia, lei giornalista in cerca di affermazione, disposta anche a partire per il Libano per affrancarsi dalla meschinità del suo lavoro quotidiano, lui ricercatore universitario depresso, in attesa di un concorso che non arriva mai. L’assenza di prospettive sul piano lavorativo si ripercuote sulla vita privata, e la coppia finirà per sfaldarsi, schiacciata da delusioni e sconfitte quotidiane.

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  • Genova – Dentro le crisi ad occhi chiusi

    Nell’ambito della Mostra “Ragazze di fabbrica – voci e volti di donne del Ponente dal dopoguerra ad oggi”, al Centro Civico di Cornigliano, si è parlato di società, crisi e mutamenti. L’occasione, la tavola rotonda organizzata il 29 ottobre, che ha avuto come relatori i sociologi Paolo Arvati e Giuliano Carlini, Elsa Weldeghiorgis, Rosalie Seck e Michela Tassistro. Il titolo, “La crisi della città industriale: lavoro, società e migrazioni”. Gli interventi hanno toccato il passato produttivo della città, il suo presente, le inquietudini rispetto alle prospettive future, con il leit motiv ricorrente di una città cieca nel riconoscere, una generazione dopo l’altra, il proprio presente.

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  • Festival della scienza – La “verità” secondo Galimberti

    “Platone non ha un particolare risentimento nei confronti del corpo. Semplicemente non è un luogo idoneo per pensare un pensiero oggettivo”. E ancora: “Cosa fa un bambino con un pennarello? Scrive, succhia, o lo caccia in un occhio al fratello. Questo genera ansia, in un mondo dove tutto deve essere determinato, che vuol dire terminato in un significato. Per un folle la porta che indichiamo può significare l’accesso all’inferno. Per me è una semplice porta”. “Platone i poeti li mette fuori perché non tengono fede alla determinazione del linguaggio. E con loro i sacerdoti, i retori, i sofisti perché ottengono il consenso su base emotiva”.
    Chi ancora crede che i genovesi se ne stiano acquattati a casa senza stimoli doveva essere a Palazzo ducale la sera del 30 ottobre. Il Maggior Consiglio è pieno persone.

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