Categoria: 206

  • VERSANTE LIGURE



    SOCIAL(ISMO) REALE

    “Brioches, se non c’è pane!”

    regale è il mio amarcord

    (memorie ho un po’ balzane)

    per il Premier col fard

    che ha la soluzione:

    “Non soldi, social card!”


    Niente casa, scuole, occupazione.
    Per tutto il resto c’è SOCIALCARD!


  • Costituzione – “Senza uguaglianza la democrazia è un regime”

    Non necessariamente un regime “fascista” o “dispotico” che sono aggettivi che spesso si accompagnano alla parola regime. Ma pur sempre un “regime”, cioè un sistema che affossa la democrazia. La tesi di Gustavo Zagrebelsky su Repubblica di 26 novembre 2008 è che oggi in Italia ci sono molti segni dell’affermarsi di un regime. Deviazioni e illegalità giudicate accidentali o momentanee, e per questo quotidianamente sottovalutate (o, peggio, condivise, magari con la riserva che si tratti di fatti temporanei), costituiscono l’accumulo progressivo – “che prima o poi farà massa”- dei materiali del nuovo regime che sta prendendo corpo nel nostro paese. Quando tutti potranno vedere chiaramente di quale regime si tratti, allora, scrive Z., “sarà troppo tardi”.

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  • Partecipazione – Gli inutili nomi degli assenti

    Ma perché continuano a mettere i loro nomi su brochures, programmi ed inviti? L’aspettativa è che siano un richiamo? Che, vedendoli, venga più gente?
    Mi faccio questa domanda alla inaugurazione della mostra “Voci e volti di donne del ponente dal dopoguerra ad oggi” a Sestri Ponente, e mi rispondo che, forse, sarebbe meglio soprassedere: infatti gli assessori previsti, sistematicamente, non si fanno vedere e le persone arrivano, in realtà, grazie alla rete di rapporti, relazioni e interessi che traccia la strada da casa loro al luogo dove si svolge l’evento.
    La mostra, inaugurata lo scorso 24 ottobre a Cornigliano, e dal 28 novembre alla Manifattura Tabacchi di Sestri, ha visto molto popolo partecipare ai suoi eventi (dibattiti, proiezioni di video e di film, rappresentazioni teatrali). Nessuna traccia invece della giunta comunale che attraverso Margini, Ranieri, Vincenzi doveva essere presente a vari appuntamenti. Unica presenza istituzionale attenta e costante quella del presidente della Circoscrizione Medio Ponente.

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  • Centro storico – La difficile arte della partecipazione

    Gli incontri dei “liberi cittadini della Maddalena” narrano la fatica di reinventare la politica e la partecipazione. Nessuna storia collettiva alle spalle a garantire a priori un terreno comune, nessuna struttura con le sue regole codificate ad indirizzare e proteggere il confronto, nessun ruolo di direzione formalmente riconosciuto e assegnato a gratificare e sostenere chi si assume il compito di pilotare il gruppo verso direzioni, obiettivi, risultati.
    Le persone raccolte ora in un locale ora in un altro della zona saranno una trentina, e sono unificate solo dal territorio in cui vivono, ciascuno ci vive in modo diverso, le domande che il territorio pone sono complesse, le risposte possibili tutt’altro che univoche.

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  • Rotary – I turisti per caso del centro storico

    Sabato 29 novembre. Per il dodicesimo convegno del Rotary di Genova, “I buchi neri del centro storico, le nuove etnie, la sicurezza, il Ghetto”, Auditorium di palazzo Rosso, tutti presenti: Prefetto, presidente della Circoscrizione, assessori, studiosi, tecnici. In sala una situazione surreale. Da una parte, le analisi, le considerazioni, i progetti illustrati dalla numerosa e qualificata schiera di oratori, dall’altra, un pubblico rigorosamente genovese e rotariano, molto, molto anziano che col centro storico aveva, al più, il rapporto di un turista per caso.
    I “veri” abitanti della zona non erano stati previsti. Solo alcuni dei “liberi cittadini della Maddalena”, saputo per caso del convegno, avevano inviato un piccolo gruppo esplorativo.

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  • Ilva – Taranto e diossina: una lettera da Bruxelles

    Qualche settimana fa sono rimasto colpito leggendo dall’articolo sul sito del Corriere della Sera di Carlo Vulpio, «A 13 anni ha il tumore da fumo. “E’ la diossina”», dalla gravità della situazione a Taranto, di cui si è occupato in diverse occasioni anche “Il Salvagente”. Vulpio si chiedeva se Bruxelles era al corrente che Taranto fosse la città più inquinata d’Italia e dell’Europa occidentale per i veleni delle industrie. Ho deciso quindi di chiederlo direttamente ai diretti interessati, interrogando la Commissione Europea sulla questione.
    La risposta, che riporto qui di seguito è riassunta nel titolo di questo post, e conferma ancora una volta come troppo spesso chi ci amministra faccia i conti senza l’oste, “dimenticando” che esistono norme comunitarie da cui (FORTUNATAMENTE) non si può scappare!
    (Andrea D’Ambra, giornalista, Presidente dell’Associazione di Consumatori “Generazione Attiva”, http://dambra.wordpress.com/)

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  • Nascondo il viso per difendere mio padre

    Sono nata in Eritrea da una famiglia benestante. Maggiore di sei figli, a 18 anni sono dovuta partire per il centro di addestramento di Sawa, obbligata al servizio militare, come tutti i giovani del mio paese. Pensavo sarebbe durato un anno, ma dopo cinque ero ancora lì, senza vedere la mia famiglia e assistendo a molte ingiustizie, soprattutto verso le donne come me. La mia opposizione ai maltrattamenti è stata punita più volte, quindi alla prima occasione favorevole sono scappata e sono arrivata a Khartum, in Sudan.
    Lì ho cercato una lontana parente, in Italia da tanti anni, che purtroppo non ha potuto aiutarmi ad entrare regolarmente in Italia. Allora mi sono decisa ad attraversare il deserto del Sahara per cercare di arrivare in Libia.
    Al momento della partenza non pensavo che sarei stata testimone e protagonista di episodi drammatici.

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