Categoria: 232

  • Versante Ligure



    PAPI DI ESCORT
    E DI GOVERNO

    “Corteo vacuo e immorale
    con di edonismo scopi!”
    “Osceno carnevale
    che scandalizza i pupi!”
    (al Gay Pride la morale
    la fanno i sottoPapi).
    (che squallido) Finale.



  • Rom – Lettera aperta all’assessore Scidone

    Capisco che nei momenti di paura, di insicurezza economica lo zingaro diventi facilmente un capro espiatorio.
    In Italia, come in tutti i Paesi civili, si è colpevoli per ciò che si commette e non per l’appartenenza etnica. Se anche un solo rom non rubasse lei deve difenderlo da possibili pregiudizi perché le sue sono le parole delle Istituzioni Democratiche che lei rappresenta. Cosa direbbe se un cittadino di Castelvolturno fosse discriminato su base pregiudiziale “perché in quella zona c’è la camorra”?
    Prendo tuttavia atto delle parole che lei usa per definire genericamente i rom che viaggiano in camper: “gente che sparge liquami per terra, stende i panni tra i pali della luce e che dove arriva fa aumentare i furti.”

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  • Genova pride – The sound of silence

    Il silenzio tombale che, tra una raffica e l’altra di applausi, si è fatto in Piazza De Ferrari al nome di Burlando, quando Vladimir Luxuria lo ha ringraziato, lui assente, per il sostegno finanziario dato al Pride, dovrebbe essere ascoltato con molta attenzione dall’interessato, perché in quel silenzio c’era tutta l’immensa distanza che lo separava da quella piazza.
    Lo ha tenuto lontano un improrogabile impegno familiare. Peccato, perché la presenza personale, il mettere il proprio corpo, la propria faccia, a contatto con altri corpi e facce è un messaggio politico inequivocabile.

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  • Diritti – Non li reclama più nessuno?


    “A dire il vero, li avevo ereditati… Vede, non ero ancora nata che i grandi d’Europa già ne discutevano, i diritti li ho ricevuti fatti e impacchettati, come la collana di perle della nonna, e forse li davo per scontati.”
    “Cara signorina, scusi se la interrompo, doveva stare più attenta. La distrazione, sulle cose serie, proprio non la concepisco. Posso capire perdere un ombrello, un cappellino…Ma i diritti! Vabbè, lasciamo stare… Continuiamo la lista?”
    “D’accordo. Ma mi tolga una curiosità: sono l’unica che s’è accorta di averli persi?”
    “Credo di no, signorina, ma ultimamente i diritti non li reclama più nessuno.”

    9)Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (1948): art. 6. Ogni individuo ha diritto, in ogni luogo, al riconoscimento della sua personalità giuridica.
    10) art. 13. Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio paese.

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  • Diritti – Quelli dei migranti e quelli delle donne

    Il 3 giugno, il presidente della Camera Gianfranco Fini ha detto alla Comunità di Sant’Egidio, sua ospite a Montecitorio che “I figli degli immigrati nati in Italia che frequentano le scuole è giusto che abbiano la cittadinanza”.
    Secondo “Generazione 2”, associazione dei figli degli immigrati nati in Italia, la cittadinanza è il problema prioritario.
    Quando questi ragazzi scoprono che non avere la cittadinanza li priva di una serie di diritti e servizi riservati ai cittadini italiani, si sentono fortemente discriminati e ne sono profondamente colpiti.

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  • Migranti – Soggiorno e occupazione: un legame da sciogliere

    Quando un lavoratore immigrato perde il lavoro e non ne trova un altro entro sei mesi perde il permesso di soggiorno col risultato che l’immigrato resta in Italia da irregolare o da “clandestino” come alcuni usano dire. Questo legame tra contratto di lavoro e permesso di soggiorno è auto lesivo: non danneggia solo gli immigrati, ma gli stessi interessi italiani.
    La sospensione del rapporto lavoro/permesso in questa fase di crisi è stata sollecitata sia dai sindacati (in particolare dalla CGIL), sia dalle associazioni dei datori di lavoro interessati a ripartire, finita la crisi, con lavoratori già formati professionalmente e che conoscono la lingua e il sistema italiano.

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  • San Giovanni – Le tradizioni pagane che dispiacciono alla curia

    150Il 23 giugno passo da Piazza Matteotti alla ricerca della festa di San Giovanni ma, al posto della grande festa passionale che ricordavo, trovo una piazza distratta, una musica fuori contesto e un vicesindaco un po’ malinconico in attesa di accendere un fuocherello piccolo piccolo: a distanza sembrava che nemmeno lo avessero preparato, il falò.
    Degli anni passati, quelli dal 2003 al 2007, non ricordavo solo il sontuoso rogo circondato da danze, con al centro colei che doveva essere bruciata, la sensuale e perfida Erodiade, ma tutto quello che aveva preceduto l’acme finale: visite guidate nei luoghi a vario titolo legati a San Giovanni, installazioni, attori e artisti di strada per letture, proiezioni cinematografiche, animazioni e brevi azioni sceniche a ripetizione, l’intreccio col Festival della poesia e la caccia al tesoro: chi la vinceva avrebbe acceso il rogo finale.

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  • Internet – Dal 1948 una legge per il web

    A volte sembra che chi fa le leggi che regolano internet, usi internet solo per scaricare la posta, o più facilmente paghi qualcuno perché si occupi di questa laboriosa faccenda. Il risultato è che ogni normativa che tenti di regolamentare internet è destinata a non funzionare, a essere disattesa, o semplicemente a essere ritirata. Perché è stata scritta da chi internet non lo conosce e che cerca, ciecamente, di applicare norme e criteri nati altrove e che non funzionano su internet.

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  • Lettere – Oregina quartiere senza muri

    Il nostro quartiere (Lagaccio) e quelli adiacenti sono stati, in questi mesi, oggetto di grande attenzione da parte dei mass media e dei “politici” a seguito della decisione della Amministrazione Comunale di edificare, sul nostro territorio, un luogo di culto destinato alla comunità Musulmana.
    Diversamente da chi ha costituito “contro-comitati” e dai partiti che se ne sono serviti a fini elettorali (Lega, AN, e partiti della maggioranza della Circoscrizione Centro-Est), abbiamo invece costituito una rete di 25 Associazioni presenti da anni (alcune da decenni) sul territorio per formulare una proposta che non fosse di rifiuto ma semmai di integrazione, non disgiunta però da una proposta complessiva di riqualificazione urbanistica e culturale del territorio.

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  • Lettere – Da Genovese a clandestino

    A causa della crisi, tra la fine del 2008 e tutt’oggi almeno tremila lavoratrici e lavoratori migranti hanno perso il lavoro nei settori della cantieristica navale, delle costruzioni, dei servizi e del terziario.
    Questi lavoratori regolari spesso non hanno accesso ad ammortizzatori sociali, e a causa della Bossi Fini vanno seriamente incontro alla perdita del permesso di soggiorno. Alcune questure, compresa Genova, interpretando in maniera intelligente la norma che prevede la concessione di un permesso per attesa occupazione “non inferiore a sei mesi” finora hanno evitato che la situazione precipitasse.

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