Mese: Giugno 2005

  • Scuola Tg. Se il ritmo frenetico nasconde il vuoto

    “Quest’anno lo facciamo noi”: così gli studenti del Majorana, dopo aver sezionato spot e programmi TV, dopo aver indagato sui gusti televisivi di ragazzi e genitori, si sono cimentati con scalette, notizie e ritmi, realizzando, dai titoli di testa ai servizi, un TG.
    Noi “grandi” abbiamo scoperto che analizzare gli strumenti del comunicare, apprendere l’”abc” del nesso significante-significato nell’uso dell’immagine, sono armi rivoluzionarie per combattere Golia e la sua fabbrica del consenso.

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  • Documento di libera espressione

    Il volantino che segue è stato trovato affisso nella zona di san Vincenzo
    nella notte tra il 12 e il 13 maggio 2005.

    Siamo un gruppo di residenti (tra cui alcune mamme di bambini dell’asilo) che vuol civilmente far conoscere quello che pensa sulla ristrutturazione dell’asilo Tollot.

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  • Referendum/1. La gelida intransigenza dei signor “astengo”

    Li ho incontrati. I Signori “Astengo”. Non pensavo in questa fase referendaria di individuarne il genotipo. Incrociavo più facilmente cittadini colti dall’incertezza, dalla disinformazione, dal non saper che dire, e infine dal “perché proprio io? Ma che c’entro?!”. L’astensione diventava conseguenza, non lucido calcolo per evitare il quorum.

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  • Referendum/2. La disparità Rai tra si e no

    Il TG2 delle 20.30 (2 giugno) informa sulla manifestazione dei radicali a Roma. Battaglia di numeri e, conseguentemente, di quorum. Il ministro Pisanu rassicura: anche gli italiani all’estero potranno votare per il referendum, “E i 9000 soldati?” si domanda Coscioni, loro, voteranno?

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  • Referendum/3. Google nella rete confessionale

    Incrocio per la seconda o terza volta lo spot televisivo del governo che informa su uno dei quesiti referendari della legge 40. Si tratta di quello relativo alla ricerca clinica e sperimentale sugli embrioni, e per la seconda o terza volta resto perplessa.

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  • Censura Rai. Se il pope benedice la pulizia etnica

    Pochi l’avranno notata, forse, ma la manipolazione compiuta dal TgUno delle 13,30 di venerdì 3 giugno, merita una citazione. Preceduto dal fatidico annuncio, “e ora vi mostriamo un documento di eccezionale drammaticità”, va in onda un filmato sulla mattanza etnica di Srebrenica: si vedono alcuni prigionieri musulmani, tutti giovani, ragazzi, condotti in un bosco con le mani legate ed eliminati a colpi di mitra da boia con la divisa dell’esercito serbo.

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  • Ustica. Scomparsa una vittima del segreto di stato

    E’ brevemente tornata alle luci della ribalta – causa il suo decesso – la figura di Aldo Davanzali, imprenditore e presidente della società cui apparteneva il DC 9 abbattuto ad Ustica: letteralmente rovinato – su tutti i piani – dalla ragion di Stato che ha imposto la versione dello Stato Maggiore dell’Aeronautica, essersi trattato cioè – fuor d’ogni dubbio (e d’ogni logica) – di un cedimento strutturale, e non di un missile “amico”, come tutti sanno.

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  • Il Secolo XIX/1. Un giornale pieno di leggerezza

    Che cosa succede al Decimono? Uscito in questi giorni, «“Il Secolo XIX”. Un giornale e una città 1886-2004» (Ombretta Freschi, Laterza, euro 24), è un vasto lavoro di ricerca che, come osserva Valerio Castronovo nella prefazione, è “ricco di annotazioni illuminanti”. Quattrocentodieci pagine utili per sapere del passato, ma non per capire cosa accade e sta accadendo (forse anche cosa accadrà) al vecchio Decimonono.

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  • Il Secolo XIX/2. Le donne che fastidio in redazione

    Il cambio è stato traumatico anche all’interno e “l’esterno” molto spesso non riesce a leggere che cosa accade dentro ai mezzi di informazione nei momenti in cui cambiano i direttori e gli assetti dirigenziali. Il lavoro di Ombretta Freschi ci aiuta, ma solo in parte, a decifrare che cosa accade nella redazione del Decimonono.
    Il nuovo corso del Decimonono mosse i primi passi già nell’epoca Di Rosa.

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  • Cornigliano. Verità, mezze verità e bugie sull’acciaio

    Il 17 febbraio 2005, a un mese e mezzo dal voto che lo incoronerà, i quotidiani locali annunciavano che Burlando aveva un suo progetto per Cornigliano. A giorni lo avrebbe presentato alla città. L’idea era semplice: “più spazio a Riva”. E’ precisamente quello che si sente al teatro Modena scelto da Burlando per calare l’asso. Così i quotidiani del 22 febbraio: “Burlando ridisegna l’acciaio. Claudio Riva: E’ un’ottima idea”.

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