Mese: Giugno 2005

  • Inchieste. La vita non è solo marketing

    “Non so se avete presente il piacevole imbarazzo di trovarsi seduti al tavolino di un bar di piazza Soziglia, circondati da una mezza dozzina di ragazze di origine colombiana, tutte straordinariamente carnose e così poco vestite. Sonia, Karla, Paola, Teresa, Luz, Myriam, equamente divise tra bianche, nere e mulatte: saranno poi veri nomi? Che importa. Di sicuro c’è che lavorano nelle cosiddette “alcove” che circondano via Garibaldi”. Da La Repubblica – Il Lavoro di sabato 21 maggio, di Massimo Calandri.

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  • Bandiere blu. Se 12 spiagge pulite vi sembran tante

    E’ stupefacente l’entusiasmo che ha riscosso tra gli addetti ai lavori la notizia pubblicata dai quotidiani locali del 20 maggio ’05: “In Liguria sventolano 12 bandiere blu… record di spiagge ok e mare pulito”. E ancora: “Se l’Italia sale ai vertici europei per qualità del mare e dei servizi turistici, la Liguria fa un bel gruppo di sorpassi e s’invola solitaria (sic!) sul podio più alto in Italia”.

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  • Bandiera nera. Il mare pattumiera fatale ai delfini

    Un piccolo esercito di subacquei e cittadini amanti del mare, si ritrova sulle spiagge della Liguria, a fine maggio, per dare una ripulita ai fondali marini e agli arenili trasformati in discarica. Sorge spontanea la domanda: chi sporca e butta in mare tutti questi rifiuti?

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  • La ricerca dell’anima del Carlo Felice

    Ancora una volta Ottone (la Repubblica il Lavoro del 4/6/2005) mette il dito in una delle tante piaghe della nostra città: l’orchestra comunale. Non lo fa, come altri, chiedendo il licenziamento di tutti gli orchestrali o il ricorso ad orchestre in tournèe. Percepisce invece i segni d’inquietudine e d’insofferenza nelle recenti dimissioni dei due primi violini. “Cose che succedono quando l’anima non c’è”.

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  • Referendum/1. L’alibi della complessità promuove l’ignoranza

    Potete sottoporre per posta elettronica i quesiti referendari a una prova di leggibilità secondo l’indice Gulpease (www.eulogos.net/it/censor). Troverete che i risultati, per tutti i quattro quesiti, sono simili: l’indice oscilla tra 35 e 40. Significa che in quanto a leggibilità, i quesiti sono difficili per chi ha il diploma superiore, molto difficili per chi ha la licenza media, e quasi incomprensibili per chi ha soltanto la licenza elementare.

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  • Referendum/2. Prove di stato autoritario

    E’ vero che le questioni poste dal referendum sono complesse e delicate. Ma a questo punto, e grazie al dibattito promosso da pochi mezzi di informazione e da molte associazioni veicolate soprattutto da Internet, i suoi termini sono chiari e documentati. Ne segnaliamo solo alcuni. Eminenti esponenti della comunità medica e scientifica hanno più volte e in più sedi dimostrato che la legge 40:
    proibisce la ricerca scientifica sulle cellule staminali, ossia la strada finora più promettente per la sconfitta di malattie gravissime come il morbo di Parkinson e quello di Alzhaimer, il cancro, il diabete, la sclerosi;

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  • Referendum 3

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    Esempio di propaganda astensionista (dal sito del Comitato per la legge 40, http://www.comitatoscienzaevita.it): proprio vero che il buon gusto non è di tutti.

  • Tangenti. Chi deve controllare i supercontrollori?

    Sopravvivono solo le pellacce, bofonchiava il solito cinico scorrendo le colonne delle necrologie: un susseguirsi di inconsolabili elogi per le preclare virtù delle rimpiante, integerrime, meravigliose persone passate a miglior vita. Qualcosa del genere viene da pensare leggendo le cronache genovesi, il giorno dopo il ritorno di tangentopoli, con tre alti dirigenti pubblici messi agli arresti (nella propria casa), accusati di corruzione.

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  • Sanità/1. Perchè gli infermieri rifiutano gli ospedali

    Sono un tossico della cronaca. E’ l’unico rimedio contro l’orgasmo ideologico. Il solo capace di mettere in discussione la presunzione dell’esperienza o il desiderio di sintesi. Come succede quando i fatti (di cronaca) oltre a fare a pugni con i nostri pregiudizi, confliggono tra loro. Prendete la notizia comparsa sui quotidiani locali del 21 maggio ’05: “Al concorso per infermieri professionali si è presentata la metà dei candidati che avevano presentato la domanda e tra i dodici che hanno completato le prove e sono stati dichiarati idonei cinque di loro hanno già fatto sapere alla direzione di Villa Scassi che rinunceranno all’assunzione”.

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  • Sanità/2. Da migliaia di candidati ai concorsi deserti

    Chiedo lumi infine a Galeno. Vero agente all’Avana della nostra NL, lui con queste notizie ci va a nozze, le conosce dall’interno…
    Sul finire degli anni 90, presso la ASL 3 di Genova – spiega – fu bandito un concorso per 10 posti di infermiere professionale. Non che ne servissero solo 10; 10 era un numero messo lì per giustificare il concorso, selezionare un tot di infermieri e avere una graduatoria, da cui attingere per le necessità dei due o tre anni successivi. Duemilacinquecento domande.

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