Mese: Marzo 2009

  • VERSANTE LIGURE



    POCO MA INSICURO

    Più ognun si è corazzato

    più dubbi lui s’inferse

    più il credo fu blindato

    più nei “chissà!” si perse:

    fondò poi il comitato

    chiamato “Gronda, forse”.



  • 8 marzo – Il corpo delle donne

    Quest’anno l’8 marzo è trascorso all’insegna degli stupri. Non donne che riempiono pagine ed affollano piazze per suggerire una trasformazione del mondo, ma pagine riempite da notizie di cronaca, statistiche, dichiarazioni, con le donne in difensiva contro una violenza materiale, ideologica e politica che le accerchia e le inchioda ad una condizione che si vorrebbe immutabile: una violenza che, indipendentemente dalle forme in cui si esprime, si basa sul considerare il corpo della donna un mero oggetto.

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  • Porto – La difficile rotta verso la trasparenza

    Perché è così difficile farsi una opinione a proposito del porto di Genova? E perché è difficile vista la massa di articoli che sulla stampa quotidiana compaiono quasi giornalmente a proposito di questa materia? E quali sono le ragioni di contrasto tra i vari gruppi di interesse e relativi gruppi professionali che operano in porto? E sarà vero quanto per l’ennesima volta ha annunciato Repubblica (4 marzo ’09) che “L’intesa non è più un miraggio” e che addirittura è “a portata di mano” (8 marzo ’09)? E perché è stato necessario che fosse il prefetto a convocare settimanalmente, da soli o a gruppi, i rappresentanti delle categorie portuali (Compagnie, Sindacati, Autorità portuale, Terminalisti e altre operanti in porto) per sapere cosa pensavano?

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  • Migranti – Liguria ultima per “integrazione”

    E’ ufficiale: nessuno in Italia accoglie a braccia aperte la massa di migranti che riempiono sempre più i nostri cantieri e le nostre case: nel migliore dei casi sono sopportati come un male necessario. Sono questi i sentimenti del nostro paese su cui ha scavato il sesto rapporto del Cnel (Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro www.cnel.it) che misura l’indice di integrazione degli immigrati in Italia. Stabilito che gli immigrati sono in generale poco graditi – si legge nel rapporto – quali sono le regioni e le province italiane che hanno verso di loro un atteggiamento costruttivo? Che ne facilitano l’integrazione con misure diverse (assistenza sanitaria, politiche abitative, scolastiche e simili)?

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  • Anziani – Voci del limbo

    Sarà bene attrezzarsi. Nella regione con il più alto indice di anziani in Italia (Secolo XIX, 3 marzo) l’esistenza dei vecchi incombe spesso come evento meteorologico in un ambito familiare. Accade che nell’equilibrio perfetto di un quotidiano ritmato da piccoli acciacchi, visite, telefonate, l’anziano – lentamente – diventi più anziano. I mesi invernali lo piegano e cose normali – in passate stagioni – non lo sono più. Superare l’inverno a casa può diventare un miracolo che si rinnova di anno in anno.

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  • L’elmo di Scidone

    “Il prefetto bacchetta Scidone” è il titolo di un articolo di Repubblica del 7 marzo che riporta le dichiarazioni del Prefetto Anna Maria Cancellieri per cui “la polizia non ha bisogno di regali e nemmeno di elemosine”.
    Forse perché Genova attraversa una crisi economica e per questo è sospetta di disordini sociali, tutte le questioni calde degli ultimi mesi sono passate sul tavolo del prefetto. Dall’annosa questione della gestione dei servizi del porto alla tutela della sicurezza del lavoro, dalla verifica dell’”accordo di programma” firmato nel 2005 tra le istituzioni pubbliche, sindacati e Ilva ai “problemi dei pensionati dell’amianto”. E’ una anomalia cittadina che il prefetto Cancellieri -che non ama l’esposizione mediatica – ha interpretato e interpreta con discrezione. Infatti, con discrezione, ha invitato l’assessore comunale alla sicurezza, che ha proposto di destinare una cifra consistente (300 mila euro) alla questura locale per acquistare scooter, computer, etilometri, torce tascabili, macchine fotografiche (Repubblica, 6 marzo), a lasciar perdere non essendo questo compito del Comune.
    Domanda inevitabile: chi autorizza l’assessore Scidone a spendere soldi dei cittadini per scimmiottare – come chiosava Enzo Costa in un suo recente “Lanternino” (“Dell’elmo di Scidone”, Repubblica, 16 febbraio) – la politica della destra? Qualche mese fa sulla Repubblica Don Farinella criticava aspramente il fatto che non si riusciva a mantenere a livello quantomeno decoroso i servizi sociali del Comune, che non bastava più dire che non ci sono soldi. Don Farinella suggeriva al Sindaco, nel caso di non poter rispondere alle sempre più drammatiche richieste di assistenza, di portare la chiave di Tursi in tribunale per impossibilità amministrativa. Prima di farlo – aggiungiamo – può cercare di impedire che i pochi soldi di cui dispone il Comune vengano utilizzati impropriamente.
    (lettera firmata)

  • VERSANTE LIGURE



    PREDE RATIONEM

    Sospetti criminali

    di non padane bande

    clochard troppo stanziali

    persone poco linde

    passanti e anche cinghiali:

    vari trofei per ronde.



  • Sicurezza – Ronde domestiche per le donne?

    Si definisce come femminicidio “ogni pratica sociale violenta fisicamente o psicologicamente, che attenta all’integrità, allo sviluppo psicofisico, alla salute, alla libertà o alla vita delle donne, col fine di annientarne l’identità attraverso l’assoggettamento fisico o psicologico, fino alla sottomissione o alla morte della vittima nei casi peggiori”
    La Casa delle donne ha pubblicato a novembre 2008 un documento dal titolo eloquente: “La mattanza. Femminicidio: ricerca sulla stampa italiana nell’anno 2007” (*). Sono stati esaminati tutti i 126 casi di omicidio di donne, dagli undici anni in su, compiuti per motivi misogini o sessisti dal gennaio 2007 al gennaio 2008.

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  • Università – Affari immobiliari sospetti

    Se volete mettere mano al tetto di casa vostra lasciate perdere l’azienda estrattiva “Cave di Yarm”. Il loro sito – raggiungibile dalla rete – è muto, non interessato a possibili clienti. E’ perché la società, dal 2004, ha chiuso bottega e le sue quote sono state trasferite ad una società anonima svizzera la Configeim che al momento è in liquidazione. Insomma Yarm è sparita ma anche prima di volatilizzarsi se ne sapeva poco e niente salvo che si occupava solo di affari importanti e quindi riservati, molto riservati. Come ha scritto Repubblica l’11 febbraio scorso: “Affari sospetti, bufera sull’Università”. La bufera abbattutasi sull’Università dipende dal fatto che nel 2001 l’Università ha comprato dalla Yarm non sabbia o tegole ma un intero palazzo, il prestigioso edificio di corso Andrea Podestà, ex sede dell’Eridania divenuto in seguito all’acquisto sede della facoltà universitaria di “Scienze della comunicazione”.

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  • Infortuni – Se i rumeni diventano una notizia di nicchia

    È un fatto: se si scorre la stampa locale di questi ultimi mesi la parola romeno o rumeno ricorre molte volte nei titoli e nei testi degli articoli, associata a: razzismo, stupri, mendicanti, baraccopoli, criminali, clonazione di bancomat, xenofobia… con la debita eccezione di “elezioni europee” (i rumeni infatti potranno votare come noi: sono europei).
    Ma per sentire parlare di rumeni, lavoro e infortuni bisogna andarsi a leggere “Metropoli” del 7 dicembre 2008, il supplemento domenicale di Repubblica dedicato alla immigrazione. Una notizia di nicchia, evidentemente, affidata ad un foglio che è difficile vedere esposto nelle edicole.

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