Acquasola/2. Dal comma malandrino alle condanne in tribunale

Nella delibera – una trentina di cartelle – votata in consiglio comunale il 28 settembre scorso si trovano riassunte le ragioni che hanno spinto il Comune a concedere alla Sistema Parcheggi la costruzione del park Acquasola. Ci sono anche i pareri delle principali istituzioni competenti e le risposte alle obiezioni ricevute.


Un inno alla trasparenza dove però il cittadino non trova risposta alla domanda principale: qual è il motivo o la giustificazione addotta per costruire un altro posteggio “a scorrimento” in città?
A leggere il testo sembrerebbe che la delibera approvata il 28 settembre scorso discenda direttamente da decisioni prese circa 15 anni fa , in particolare il 17 maggio del 1990 quando Comune e Sistema parcheggi avevano stipulato la convenzione regolatrice del rapporto di concessione di 6 autoparcheggi tra cui quello della “spianata Acquasola” (gli altri: p. della Vittoria, p. Kennedy, largo s. M. dei Servi, p. Palermo, p. Paolo da Novi). Il primo doveva essere quello in p. Paolo da Novi ma di fronte all’opposizione dei locali, il Comune aveva deciso di soprassedere concordando con Sistema Parcheggi la costruzione del park (oggi esistente) in piazza della Vittoria.
In verità, poco tempo prima, il 12 marzo 1990, il Consiglio comunale aveva già approvato una delibera (n° 201) molto importante perché il disciplinare allegato conteneva (art. 1 c.5) una clausola malandrina che prevedeva la rinegoziazione dell’accordo qualora si fossero verificate determinate condizioni. Grazie alla clausola, concordata – come accertò l’inchiesta giudiziaria – tra l’assessore all’urbanistica di allora e il rappresentante della Sistema Parcheggi furono commessi reati di vario tipo: tangenti, modifiche di destinazione, ritardi dei lavori, omissioni di controlli dovuti ecc. Reati, dal Tribunale di Genova sanzionati con la condanna di vari soggetti (sentenza del 26 gennaio 1995), che coinvolsero le due amministrazioni che seguirono la giunta Campart: Giunta Merlo (2 agosto 1990 – 3 dicembre 1992, vice-sindaco Burlando e Giunta Burlando (3 dicembre 1992 – 19 maggio 1993). Per gli scandali seguiti a queste e ad altre analoghe vicende avvenute in città l’amministrazione comunale passò ad un commissario prefettizio (Stelo) dal 27 maggio 1993 al 5 dicembre 1993 fino a quando, dopo nuove elezioni, fu eletto sindaco Sansa (1993-1997).
(Manlio Calegari)