Cemento – Il Comune in contropiede sul promontorio di Quarto

Si avvicinano i 150 anni dell’Unità d’Italia e intorno allo scoglio dei Mille c’è un gran fermento, ma non si tratta dei preparativi per i festeggiamenti. Alle sue spalle si affaccia silenzioso il promontorio a picco sul mare: lassù c’è un cimitero abbandonato degli anni ’50, la chiacchiera lo vuole (nostalgicamente) ex garibaldino, ora lo chiamano il gattile.
E’ qui che si consuma un’altra disputa fra i cittadini e il Comune, che vorrebbe riqualificare con strade e ponti tutta la zona, piazzale della ferrovia compreso.
Il Comune viene preso in contropiede: si aspettava battaglia sulla trasformazione di Nostra Signora del Cenacolo, un vecchio convento immerso in un parco, destinato secondo il piano regolatore 2000 a servizi di tipo sportivo, culturale o sociosanitario, che sarà invece riconvertito in residenze. Invece ecco che gli abitanti si mobilitano perché ponte pedonale e strada restino come sono, e protestano pure per i posti auto che si perderebbero davanti alla stazione.


In virtù della delibera approvata il 14/4/2007, vigilia delle ultime elezioni, l’amministrazione era certa di procedere alla modifica della destinazione d’uso della strada: “Al fine di migliorare la viabilità dell’intero isolato si propone l’allargamento di via Nullo sino a 5 metri per consentire il doppio senso di marcia o un collegamento con il piazzale della stazione di Quarto dei Mille, rendendo carrabile il passaggio pedonale sulla linea ferroviaria […] o costruire una rampa verso l’Aurelia […]”.
Dice però ancora la delibera: “[…] escludendo ogni possibilità di intervento edilizio sia in superficie che in sottosuolo, fatta salva la circoscritta area dedicata a coltivazione ortiva e priva di alberature, in modo tale da mantenere l’originalità del parco stesso, per assicurare alla collettività la fruizione di parte del parco, ora esclusivamente privato”.
Ecco allora che nella “circoscritta area dedicata a coltivazione ortiva” dal progetto potrebbero spuntare 2100 mq di box, con conseguente aumento del traffico in strade strette e ripide. L’amministrazione è in impasse, cede sul ponte perchè verrebbe compromesso lo spazio pubblico della stazione, ma insiste sulla strada. L’impresa da parte sua propone generosamente come pezzo di “area verde di pregio” un giardinetto con eco-dehors posizionati sul tetto dei garage.
Il comitato ha proposto in alternativa dei parcheggi interrati nel promontorio, suggerendo un collegamento sotterraneo con il Cenacolo, e la sistemazione a verde pubblico del promontorio per compensare la sottrazione di servizi.
Probabilmente i cittadini vorrebbero soltanto mantenere la tranquillità che c’è ora, disposti a scarpinare tra il ponte pedonale e le strade strette. Come si risolverà?
Per ora sono stati accontentati, niente auto e ponte-rampa.
Sta insorgendo invece un altro gruppo di abitanti, quelli di una strada privata dapprima non considerata, su cui graverebbe la servitù di passaggio del Cenacolo, e che potrebbe diventare la più probabile via d’accesso per park e residenze.
Il lieto fine per le strade volute o non volute è ancora da scriversi, l’unica cosa certa è che non passeranno le altre proposte. Quanto al promontorio-gattile si mormora che potrebbe divenire un albergo: forse, per procedere, si aspettano i cinquant’anni di legge per smontare il cimitero.
(Bianca Vergati)