OLI 382 – VIAGGI: Il diario di Giulia

Demi 3 maggio venerdì
A Mariella è rispuntata la malattia della pelle, dormirebbe tutto il giorno al sole.
Ho pensato che la pelle è, fra i cinque sensi, il più diffuso del nostro corpo e separa la nostra interiorità da ciò che è esterno e spesso se l’energia è bloccata, manifesta disturbi.
Il mio retropensiero è che lei si sta richiudendo in sé e i nostri progetti di viaggio stanno svanendo. Alcune persone col capo coperto di bianco sono venute per ascoltare la preghiera del venerdì trasmessa dalla radio messa fuori casa.


(Aidà va all’orto con i bue bambini)

Lamine, che prima della crisi economica mondiale era guida turistica, ora segue qui gli affari di Dù. Dice che domenica è la giornata migliore per visitare Dakar, perché c’è più tranquillità il giorno dopo la festa che è di sabato. Decidiamo di partire domenica mattina.

E’ passata Aidà con un cesto di carote per noi.
Al mare, sulla battigia alcuni giovani si esercitano nella lotta libera, altri si esibiscono in esercizi ginnici.
Seguo un uomo che cammina in direzione Dakar cantando mentre sgrana il suo “corto rosario”. Mi fermo per guardarne un altro che sta facendo un falò per il suo pesce.
Rientrando passo da Aidà. E’ stanca, ha dovuto dar da bere anche all’orto di un suo zio e il piccolo sta male.
Le propongo di aiutarla, domani. A Dakar andremo domenica. Invece no, domenica la macchina serve a Dù quindi a Dakar ci si andrà domani.
A fine giornata penso che per me nove giorni sono abbastanza qui a Demi.
(Giulia Richebuono)