OLI 354: POLITICA – Come ti condisco il libro mastro

L’immagine ritrae la definizione di “mastro” o “maestro” che ne dà il Vocabolario Etimologico della Lingua Italiana di Ottorino Pianigiani, pubblicato su etimo.it. Mastro sta quindi per “grande”, “principale”, denotando la posizione centrale della persona o dell’oggetto in questione all’interno di un’organizzazione logica.
In contabilità, il libro mastro è il registro nel quale sono annotate con rigorosa precisione tutte le operazioni contabili, di solito separate per conti e sottoconti, al di là delle motivazioni economiche che possano averle fatte intraprendere, con i riferimenti alle entrate o uscite, ai dati degli intestatari, date e quant’altro utile. Si capisce quindi come mai questo libro sia tenuto gelosamente custodito da sguardi indiscreti.
Oggi la contabilità è stata dematerializzata e il nostro “magister” è diventato una tabella in un database, conservando la funzione di insegnare a chi lo legge come viene gestita l’azienda giorno per giorno.
Mentre il bilancio aggrega i dati contabili in poche paginette, il libro mastro mette a nudo la contabilità nella sua interezza.
Dopo questa necessaria premessa, veniamo al fatto. Nel Consiglio comunale del 25 settembre 2012 il Consigliere Grillo (Pdl) presenta un ordine del giorno per chiedere alla giunta di relazionare sulle attività delle aziende partecipate, bilanci alla mano e con la presenza dei responsabili amministrativi. Il Movimento 5 Stelle propone con un emendamento che sia aggiunta la parola “e i libri mastri” al bilancio, aprendo la possibilità di una rivoluzione in ambito di trasparenza.  L’emendamento viene accolto da Grillo, diventando quindi parte integrante della sua mozione. Il silenzio del Segretario generale avvalla la liceità della richiesta, per altro già precedentemente confermata in una seduta di commissione a gennaio 2012. La giunta accetta parzialmente la mozione di Grillo ma esclude l’emendamento sul mastro, adducendo il problema tecnico della stampa di migliaia di fogli. Dalla sala un consigliere urla alla volta dell’assessore “ci sono i pdf!”, lui sente, cerca di articolare una risposta anche su questo. La mozione va alla votazione insieme a molte altre, alcuni forse non capiscono esattamente cosa stiano votando, se la mozione originale o quella emendata o addirittura quella prima o quella dopo.
Alla fine la maggioranza dei votanti decide per il si. L’opposizione vota praticamente in blocco insieme ai consiglieri del movimento 5 stelle, anche una “doriana” alla quale qualcuno lancia un sorriso di approvazione. Molti astenuti testimoniano che anche in seno alla maggioranza esiste una spaccatura con chi vorrebbe veder cambiare qualcosa e fatica ad accettare ordini di scuderia. Ma ormai il cambiamento è in: la giunta è impegnata a produrre in sede di commissioni consiliari i libri mastri delle partecipate del comune. In aula un po’ di sguardi attoniti, l’assessore al bilancio rompe la sua caratteristica flemma inglese alzando un sopracciglio, il Sindaco (che ha votato no) appare contrariato.
Qualche giorno dopo, in occasione della prima commissione sulla Spim, l’azienda del comune che gestisce il patrimonio immobiliare, i mastri non arrivano, Sono richiesti, l’assessore al bilancio Miceli adduce la solita motivazione, poi s’inventa la riservatezza, poi che un odg è meno cogente di un emendamento, forse pensava che fosse solo folclore e che nessuno avrebbe insistito, ma così non è. Sull’insistenza, fornisce dei files che nulla hanno a che fare con i mastri, come si dice “è nelle curve”, combattuto tra la necessità di difendere la propria posizione e l’obbligo che deriva dalla votazione in consiglio.
Il giorno dopo il movimento fa partire una mozione al sindaco firmata da molti consiglieri, e successivamente una richiesta di elencare tutti i software in uso per la contabilità delle aziende controllate. Si attendono risposte.
Stay tuned!
http://www.genova5stelle.it/sara-possibile-visionare-i-libri-mastri-delle-partecipate/
(Stefano De Pietro)