OLI 351: LETTERE – Le ragioni di un appello: mai più senza (primarie)!

Italia 2012: uno stato democratico, con una costituzione democratica. Chi viene scelt* per rappresentare la popolazione negli organismi di governo dovrebbe avere il reale appoggio, l’elezione di poch* dovrebbe essere la partecipazione, la messa in discussione, la presenza, di tutte e tutti. Come è noto non stiamo parlando di una democrazia piena e soddisfacente, stiamo parlando di una democrazia incompiuta. Le scelte di chi candidare avvengono a cura delle segreterie dei partiti, le liste sono bloccate, la possibilità di far sentire la propria voce è troppo spesso direttamente proporzionale alla disponibilità di denaro (pubblico e non solo) e di potere.
Finché potere significherà scelte ad uso e consumo di chi governa, finché la popolazione non verrà rappresentata per intero (le donne sono più della metà della popolazione, negli organi di governo invece…), finchè nel momento del voto molt* sceglieranno di astenersi o di orientarsi verso quella che viene definita “antipolitica”, troppo spesso protesta anche legittima che però si limita alla distruzione, senza proporre reali alternative, la nostra sarà una democrazia incompiuta. In mancanza di una legge che lo preveda la Rete delle donne per la rivoluzione gentile chiede che tutti i partiti adottino volontariamente il meccanismo delle elezioni primarie al fine di garantire trasparenza e reale possibilità di partecipazione nella scelta di chi si candida per le cariche elettive.
Questa richiesta prevede un impegno: sostenere solo quei partiti che si prodigheranno in tal senso. La distanza percepibile, tangibile, tra chi governa il nostro paese, a tutti i livelli, e la popolazione, fa emergere con sempre maggior forza l’esigenza di prendere la parola, di proporre, di contare. Solo alimentando la consapevolezza delle persone, solo disseminando, a partire dai gesti più piccoli fino agli incarichi di maggior responsabilità, una cultura della legalità e della trasparenza si innesterà un circolo virtuoso che permetterà l’emersione del merito e dell’autorevolezza (a discapito finalmente di raccomandazioni e scorciatoie), e la possibilità di prendere decisioni condivise e autenticamente volte al bene comune. Se lasciamo tutto nelle mani di pochi(ssimi), chiudendo gli occhi, le loro ruberie, le loro inadempienze, il loro mancato rispondere agli oneri, agli impegni, ci sembrerà a poco a poco normale. La società si va assuefacendo, le responsabilità sono molto chiare, tuttavia è preciso dovere delle persone, di tutte e di ciascuna, vigilare, proporre, partecipare.
Diversamente è quasi legittimo pensare che l’interesse non sia reale, che si possa fare di noi tutto ciò che si vuole. Le giovani generazioni, si dice e si sente dire, sono disilluse, lontane dalla politica (istituzionale e non). Come potrebbe essere diversamente? Si può rimediare proponendo alternative. Esprimersi e sentire di poter autenticamente cambiare lo stato delle cose è un possibile rimedio, politico e culturale. Passo passo. Le giovani generazioni non sono vuote o sciocche, se mai sono sotto shock, comprensibilmente. Gli strumenti ci sono, adoperiamoli e invitiamo tutte e tutti ad adoperarli.
Per firmare l’appello l’indirizzo è:
http://firmiamo.it//mai-piu-senza-scegliere—primarie-ovunque#petition 

(Valentina Genta – Rete delle donne per la rivoluzione gentile)