Informazione – Anche la carta stampata in silenzio come Pisanu

Ne “I silenzi di Pisanu” (Repubblica, 15 aprile), un articolo sull’unico grande imbroglio imbastito in queste elezioni, un risultato incerto che invece incerto non era, G. D’Avanzo osserva che ciò è potuto accadere come “risultato delle tre debolezze – politica, istituzionale, informativa – che hanno accompagnato l’avventura governativa del premier”.


E spiega: “L’impotenza della politica e la fragilità delle istituzioni sono state possibili, in queste ore, per la diffusa debolezza dell’informazione e, soprattutto, del servizio pubblico radiotelevisivo… La risposta a ogni dubbio sull’incertezza del voto era riposta in ventisei luoghi riconoscibili, le Corti d’Appello. Era sufficiente raggiungere quei palazzi per trovare la smentita degli allarmi del premier all’inconsistenza dei dati del Viminale. Un lavoro di routine. Ci sarebbe potuto attendere che soprattutto il servizio pubblico radiotelevisivo volesse affrontarlo.”
Purtroppo, D’Avanzo, celebre per i suoi esemplari contribuiti al giornalismo investigativo, non ci dice perché questo compito di mera routine non è stato assunto dalla carta stampata che pare ormai ridotta a raccontare quello che i telegiornali hanno mandato in onda la sera precedente.
(Oscar Itzcovich)