Soldi pubblici/2 – Giornali al banchetto dei liberi spartitori

Possibile che nel centro-sinistra siano diventato tutti buonisti per merito e vocazione?
Ho appena finito di prendermi l’ulcera dopo avere visto Report di questa sera, domenica 23 aprile, ore 21,30. Miserevole la via crucis dei moralisti accattoni come Libero, Padania, Unità, e giù una sfilza di giornalucoli e giornaletti, compresi Avvenire, il Campanile, Sportman, ecc. ecc che prendono contributi a perdere dallo stato per oltre 600 milioni di euro all’anno.


Signori, diconsi seicentomilioni di euro, cioè 1.200 miliardi di ex lire all’anno: una mangiatoia aperta a tutti perché basta che due deputati garantiscano che quel giornale ecc. ed ecco entri nella congregazione degli Spartitori liberi e associati. Con quella cifra si potrebbe aumentare la pensione di altre 500 euro a ben 1.200.000 pensionati alla fame.
Feltri come direttore di Libero prende 15.000 euro al mese, Padellaro come direttore dell’Unità 9.000, tranne quello del Manifesto che prende una elemosina. Tutti tengono famiglia, ma poi vengono a fare la morale sugli sprechi… degli altri. Anche Radio Maria partecipa al miracolo. Alla faccia di Berlusconi che doveva eliminare gli sprechi, mentre li ha decuplicati e quasi tutti alla stampa di destra. Quelli di centro e sinistra non sono stati da meno e siccome pecunia non olet, visto che si trovavano nei paraggi ne hanno approfittato.
A questo si aggiunga che è bastato che Bertinotti dicesse che Mediaset va ridimensionata e subito a sinistra si sono tutti dileguati e distinti: Mediaset è una risorsa… lo ha detto anche D’Alema, come se fosse un Padre della Chiesa autorevole come Origene. Mi pareva di avere capito che uno dei primi provvedimenti del nuovo governo dovesse essere quello dell’abolizione delle leggi ad personam, senza distinguo, ma forse avevo capito male e probabilmente s’intendeva (intendevano) che avrebbero fatte altre leggi ad personam per equilibrare quelle a favore di Berlusconi perché in una democrazia che si rispetti bisogna bilanciare i contrappesi: tanto a destra tanto a sinistra e tanto al centro. O no?
E’ appena finita l’ignobile sceneggiata dei posti nel peggiore stile democristiano e berlusconiano, ma forse non sapete che non si tratta di arroganza e di appetito, ma quando mai? Qui si parla di pluralismo, signori, non è solo una distribuzione di posti e prebende, si tratta di alta politica. Non basta, fra poco ci ritroveremo Andreotti a presidente del Senato: colui che ha contribuito alla corruzione dello Stato, allo sfacelo, al cancro della mafia, che alle ultime elezioni ha fatto eleggere il suo avvocato da An e che ha votato An, ora dobbiamo averlo anche come prima carica istituzionale dopo il presidente della repubblica? Dio mio, non c’è limite al degrado
Dobbiamo imporre al nuovo governo alcune certezze certe e il massimo del rigore morale dentro e fuori, di sopra e di sotto, di fianco e di traverso. Questa e solo questa è la differenza tra destra e sinistra. Solo questo: il rigore morale, il bene comune anteposto a qualsiasi altro diritto pure legittimo. Con le primarie e le politiche abbiamo chiesto unità e questi signori, si fa per dire, ci danno ogni giorno di più spettacolo di divisione, di litigi che la gente non solo non capisce, ma disprezza e condanna senza appello.
(Paolo Farinella, prete che è sicuro di parlare a nome di un mare di gente)