Categoria: 182

  • VERSANTE LIGURE


    DC AL (DOPPIO) TAGLIO

    Politica che puzza?

    Modello gag di Crozza?

    In cui il peggio sguazza?

    Non ci si raccapezza?

    Stai su, fatti una Pizza!

    (anche se non in lizza).


    Pizza alla vera bufala

  • Elezioni – L’alfabeto della democrazia

    In questi giorni pre elettorali i giornali ospitano le dichiarazioni di questo o di quella a proposito delle intenzioni di voto. Così apprendiamo che Patty Pravo non ha mai votato e che non andrà proprio a perdere il suo tempo così.
    Apprendiamo anche che Beppe Grillo andrà a pescare. Anche a lui il tempo passato dietro alle sue privatissime occupazioni pare evidentemente troppo prezioso per disperderlo in un sofferto confronto con la realtà.
    Nella galleria degli intervistati su Repubblica del 7 aprile c’è anche chi, pur soffrendo per la delusione e l’incertezza delle prospettive, non cessa per questo di pensare e di assumersi la propria specifica responsabilità. Nanni Moretti dichiara la sua antipatia per chi si trincera dietro al “tutti i partiti sono eguali e non ne vale la pena”. Andrea Camilleri in un primo momento aveva pensato di astenersi, ma non aveva glorificato questa scelta, l’aveva definita “amara”, non aveva voglia di parlarne. Poi ci ha ripensato: tentare di evitare la prospettiva “oscena” del ritorno al governo del paese di uno “che non conosce nemmeno l’alfabeto della democrazia” gli è sembrato un motivo abbastanza serio da indurlo a rinunciare alla tentazione.
    (Paola Pierantoni)

  • Tecnocity – La collina degli Erzelli tra pubblico e privato

    Villaggio tecnologico degli Erzelli. Nel lungo dibattito che contrappone sostenitori (il futuro di Genova) e detrattori (un’operazione meramente speculativa) si è recentemente inserito un nuovo tema. Dimentico delle Grandi Opere del suo Cavaliere, Gianni Baget Bozzo scrive sul Secolo XIX del 13 febbraio che “la cultura diessina è gestione del territorio, tende a occupare spazi […] mettendo a frutto la rendita territoriale e non l’impresa”. Forse nessuno avrebbe reagito se non avesse aggiunto che “la questione centrale è l’operazione degli Erzelli, un ampio intervento sul territorio per creare, con investimenti pubblici, una città tecnologica”.

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  • Alitalia – Non cordate, ma collette

    C’è una sottile e divertente analogia tra la vicenda dell’Alitalia e quella dell’ormai famosa precaria di Berlusconi. L’Alitalia aveva un corteggiatore (l’Air France-KLM), la precaria (ipotizziamo) un fidanzato. Berlusconi è intervenuto con tutte e due, all’Alitalia promettendo una cordata italiana più onorevole e patriottica, alla precaria facendole balenare l’idea di un matrimonio con un Principe azzurro (e miliardario). Risultato: Alitalia e precaria sono rimaste per ora zitelle.

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  • Mind the gap – Prostituzione domestica contro il caro-affitti

    A volte per arrivare all’informazione si deve cercare altrove, non negli articoli o nei commenti, dove arriva ciò che in un modo o nell’altro è diventato già opinione comune . Una scorsa alla pagina degli annunci può portare là dove il quotidiano aspetta, amorfo, di essere macinato e digerito per divenire il bolo della notizia. Gli affitti sono un esempio. A Genova le camere, per studenti e trasferitisi o semplicemente per chi non può permettersi il lusso di un focolare, hanno prezzi che oscillano tra i 170 euro, per il posto letto, e i 400, per la camera singola, fino a 500-600 euro per una doppia uso singola. Un vero e proprio strozzinaggio autorizzato (OLI n. 177, 5 marzo 2008).

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  • Giovani immigrati – Una bella notizia attesa 10 anni

    Fino al 28 marzo scorso, quando i giovani immigrati compivano 18 anni e diventavano maggiorenni erano costretti a scegliere tra permesso di soggiorno per motivi di studio e permesso di soggiorno per motivi di lavoro. Nel primo caso, una volta completati gli studi, non potevano più richiedere un permesso di soggiorno per lavoro, e impiegare così in Italia la professionalità appena conseguita, ma dovevano lasciare il Paese, e quando gli studi andavano male e non venivano raggiunti i requisiti previsti, le questure rifiutavano il rinnovo del documento, decretando la clandestinità di fatto dei giovani. Se invece avessero lasciato gli studi e avessero scelto il permesso per “motivi di lavoro” i giovani immigrati rischiavano la clandestinità quando perdevano il loro lavoro e non ne trovavano un altro entro sei mesi.

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  • Assistenza – La difficile strada delle priorità

    Circolo Zenzero, mercoledì 2 aprile. Quarto incontro con Paolo Pissarello, vicesindaco di Genova. All’ordine del giorno ancora bilancio e servizi alla persona.
    Accanto a lui Roberta Papi – assessore alle Politiche sociosanitarie – in una sola parola, assessore agli ultimi.
    La categoria include: anziani soli con redditi bassi, disabili, minori affidati al comune, tossicodipendenti e malati di aids, donne violentate, ragazze straniere da sottrarre alle strade, e individui senza fissa dimora. In tutto diciottomila persone accolte, tra le più sfortunate nel territorio.
    Della fascia superiore – la città sembra sempre più divisa in caste – quelli che non arrivano a fine mese o con problemi economici la cui entità non è ancora catastrofica, il Comune non può farsi carico, per la semplice ragione che i soldi non ci sono.

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  • Quando gli sos disturbano più dei bolidi

    Cara OLI, “Corse folli con bolidi truccati in piena notte”. Repubblica del 25 marzo scorso gli ha dedicato una paginata. Poi più niente. Uno legge e si chiede: ci sono altri che come me sono stati colpiti dalla notizia? Mi rendo conto che alla vigilia delle elezioni a parlare di queste cose faccio la figura della cretina; è che una persona comune cos’altro ha per osservare il mondo se non piccole cose? Certo: sono le grandi cose a essere importanti ma su di esse non ho alcun controllo; solo speranze.

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