Il 1 febbraio 2010 alle ore 17.00 presso la Biblioteca Berio di Genova si terrà la prima mostra/conferenza sul daltonismo. Si tratta di un nuovo modo di affrontare questa particolare caratteristica della visione, approfondendo i temi dei problemi che i daltonici riscontrano nella società per effetto di una scelta inadatta dei colori. La mostra resterà a disposizone del pubblico fino al 6 febbraio nel tubo della Berio, mentre alla conferenza, della durata di circa un’ora e mezza, sarà possibile partecipare in modo interattivo con domande da parte del pubblico. Si segnala che sarà approfondito notevolmente il problema legale della patente di guida e spiegato il funzionamento della cura del daltonismo che è in via di avanzata sperimentazione negli States. Daltonici, non mancate!
(Stefano De Pietro)
Mese: Gennaio 2010
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Lettere – Daltonismo e società
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Lettere – Chi ha rubato la panchina?

Caricamento, esco nella piazza dopo un lungo giro nei vicoli, sono stanca e vorrei sedermi. Con un rapido sguardo percorro la piazza alla ricerca di una panchina, ma non la trovo, eppure ricordo che c’erano alcune panchine nel lato verso Sottoripa, niente sono sparite!
Guardo le persone che percorrono la piazza alcune in fretta, altre sedute sui gradini del monumento a Raffaele Rubattino. Quando Renzo Piano parlava del suo progetto per il Porto Antico descriveva Piazza Caricamento come un luogo di incontro e socializzazione con gazebo, panchine e ombrelloni estivi. -
Versante Ligure
Anti-Islamico Atomico
Padano popolare,
paure e ansie spaccio:
“Moschea? Non si può fare!”
la “ggente” io compiaccio
poi piazzo il nucleare
(magari anche al Lagaccio).

Enzo Costa
email: enzo@enzocosta.net; http://lanterninoenzocosta.blogspot.com
Illustrazione di Aglaja
email: aglaja@fastwebnet.it; http://proveaglaja.blogspot.com
Informazione – La Rai lancia le donne nella macchina del tempo
Grande il fascino dei viaggi nel tempo. Ed è difficile dire se seduca di più l’idea di andare a vedere cosa succedeva davvero, quotidianamente, negli anni dietro di noi, al di sotto della trama dei libri che abbiamo letto, o quella di buttare uno sguardo in avanti, negli anni di cui non avremo nemmeno questo: del resto è uno dei gran dispiaceri del morire quello di non poterne sapere proprio niente. Questo tarlo ha iniziato a roderci da metà ‘800 in avanti: Jules Verne (Dalla terra alla luna, 1865); Mark Twain (Un americano alla corte di Re Artù, 1889); H. G . Wells (La macchina del tempo, 1889) hanno aperto la strada che poi la fantascienza ha percorso in lungo e in largo.
Omosessuali – “Nessuno uguale”: un viaggio che cambia gli sguardi
La Sala Carignano venerdì 15 gennaio si riempie lentamente, ma prima della proiezione è pieno. Pieno di quel pubblico indefinibile che va dal liceale al sessantenne. Un pubblico accumunato da interessi, sensibilità, e dal desiderio che le storie che gli verranno raccontate da lì a breve abbiano un senso. Un senso per decifrare il presente e per immaginare il futuro.
Il documentario “Nessuno Uguale” inaugura il forum su “I diritti negati” promosso da Il Ruolo Terapeutico di Genova. Il regista Claudio Cipelletti, che ha già firmato il film “Due volte genitori” (vedi OLI 241), questa volta mette in scena l’incontro tra un gruppo di studenti di scuole superiori e coetanei dichiaratamente omosessuali e lesbiche. Il documentario è del 1998 ma sembra girato oggi.Anziani – Al Pronto Soccorso non è emergenza ma cronaca quotidiana
Durante la settimana scorsa una serie di articoli di cronaca cittadina hanno denunciato l’”emergenza anziani” al Pronto Soccorso dell’ospedale San Martino (“Soli, malati, parcheggiati al San Martino” – Repubblica-Lavoro 15 gennaio 2010, “Teresa e gli altri parcheggiati in corsia, il Pronto Soccorso è l’ultimo rifugio” . Repubblica-Lavoro 16 gennaio). Che non sia un emergenza, ma una situazione cronica, può essere testimoniato dalla cronaca di una notte in corsia nell’ospedale di Villa Scassi. Durante un colloquio con un’infermiera era stata menzionata la stessa percentuale di ricovero di anziani, affetti da patologia croniche, che è stata riportata dall’inchiesta di Repubblica, il 30%. Una persona su tre, tra chi si rivolge al Pronto Soccorso, non dovrebbe essere curata in quella sede, ma non ha alternative valide.
Ottobre 2009, Pronto Soccorso di Villa Scassi. La corsia è silenziosa, si sente qualche respiro affannato, ma tutto sommato si potrebbe riuscire a dormire, nonostante le luci bluastre.Migranti – Sant’Egidio e il sogno dei black italians
Claudio, che è un ricercatore all’università e maestro volontario di italiano agli immigrati, tiene a braccetto Saliou: un metro e novanta di muratore senegalese con una coccina terribile. Insieme se la ridono mentre la band intona una vecchia canzone di Toto Cotugno; «lasciatemi cantare, con la chitarra in mano», cantano a squarciagola e sul finale, alzano ancora la voce: «io sono un italiano, un italiano nero».
Domenica. Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Chissà dove sono andati a ripescarla questa ricorrenza, quelli della Comunità di Sant’Egidio: era il 1914 e un papa genovese, Benedetto XV, alla vigilia della Grande guerra proclamò una giornata in cui riflettere sul dramma dei rifugiati.Lavoro – La filiera dell’insicurezza
Venerdì scorso al circolo Guglielmetti di Staglieno qualcuno si è domandato che fine avesse fatto il Quarto Stato di Pellizza da Volpedo che marciava compatto verso il futuro. A rispondere è stato il sociologo Salvatore Palidda, lì per presentare la ricerca “Infortuni e malattie professionali. Cosa ne pensano i lavoratori?”. Il quadro si è trasformato in un puzzle di cui mancano addirittura i tasselli, oscurati dall’illecito. Palidda non parla attraverso i numeri evocati dai media o declamati dal volto contrito del politico di turno, ma con la consapevolezza di una ricerca scientifica, commissionata da Regione Liguria ed Inail, condotta con eticità sul campo, battendo la Liguria da Levante a Ponente, dalla nautica spezzina all’agricoltura della piana di Albenga, ascoltando generazioni di lavoratori di diversa provenienza.
Città -Tra i molti litiganti Cemusa gode
Il Comune di Genova ha affidato alla agenzia Art (*) la sua campagna di difesa dei piccoli negozi e artigiani genovesi: “Gli altri vadano pure a quel paese, io faccio shopping a Genova”, con tanto di marchio e gruppo di commercianti sorridenti. La campagna è variegata, con cartelli di grandi dimensioni fino ai classici in misura “Cemusa”. Lo scopo, citando il sito di ADV, è quello di “fare leva sui fattori che possono fare la differenza nella sfera emotiva dell’acquisto individuando, stimolando e valorizzando i sentimenti di fiducia, di simpatia, del sentirsi a casa o, per dirla tutta, Sotto casa”. Insomma, il risparmio non viene proprio citato, lo ammettono loro stessi. Per fare un esempio, sotto casa io passo, guardo, saluto, ci sorridiamo, faccio foto, offro un pezzo di focaccia, ma l’acquisto delle verdure lo vado a fare in ben altro negozio, visti i prezzi da orefice del mercato comunale: perché mai dovrei pagare un sorriso?
Bambini – I mondi paralleli del 2010
L’uomo che l‘ha in braccio innaffia la bimba con una bottiglietta d‘acqua, la fa bere, quasi uno scherzo da spiaggia e lei non capisce, si guarda intorno come una farfalla uscita dal bozzolo,gli occhi grandi, neri, spalancati, ignari. Dopo quasi 100 ore l’hanno tirata fuori dalle macerie di Haiti, da quel buco nero che era un tempo paradiso della natura, defraudato poco a poco di tutto, degli alberi e della poesia, patria di poveri per l’80%, dove si vive con meno di un dollaro al giorno.
Nessuno scommette su quei bimbi, anche se ora ci sarà la solita gara di solidarietà di sms a uno o due euro, o di proposte d’affido, d’adozione egli italiani sono generosi.