di Giorgio Bergami

© foto: Giorgio
Bergami
Lettere – In Piazza per Rosarno la sinistra c’era
Carissimi, vorrei fare una precisazione. In piazza per Rosarno l’ombra dei partiti di sinistra c’era, contrariamente a quanto da voi affermato. Noi di Sinistra Ecologia Libertà eravamo certamente una ventina, e credo che altrettanti – se non di più – fossero i compagni di Rifondazione Comunista. Considerato che in piazza si era 150, almeno un terzo erano partiti di sinistra. C’erano anche due bandiere, sulle spalle di due compagni: e precisamente per RC c’era Paolo Scarabelli, per SEL la bandiera sulla schiena l’aveva Luigi Fasce… Non ce n’erano altre, è vero.
Lettere – Lagaccio – Oregina: diversità in dialogo
In considerazione delle molte mobilitazioni, organizzate dal centrodestra prevalentemente nel quartiere di Oregina (interruzione lavori consiglio comunale, presidio del 13 gennaio in via Napoli, “referendum autogestito” del 23 gennaio sulla moschea) diventa necessario mobilitarsi come cittadini che credono nella convivenza pacifica, nel confronto e nella difesa dei diritti di tutti sanciti dalla nostra Costituzione.
Lettere – Tav: una lettera aperta a Massimiliano Costa
A Massimiliano Costa, Vice Presidente Regione Liguria
Ma il persistente rifiuto della Val di Susa al passaggio del TAV è un’occasione d’oro per la Regione Liguria! Infatti:
– il tratto TAV Milano – Genova è in progetto avanzato
– il TAV francese arriva già a Nizza
– il tratto Genova – Nizza va comunque rivisto, una TAV dovrebbe costare quanto il tunnel Torino – Lione, forse di meno.
Così la Direttrice EST – OVEST Europea ci sarebbe lo stesso.
Infine: se l’idea viene accettata, la Liguria ci guadagna parecchio; se non viene accettata, abbiamo comunque fatto un piacere alla Signora Bresso, Presidente della Regione Piemonte!
Molti cordiali saluti
(Gian Franco Migone)
Versante Ligure
Spargimenti
Rilevanti
La neve non si estingue?
Tragedia che è epocale!
Perché il Comune langue?
Si sparga ancor più sale!
(le mafie spargon sangue?
a noi questo non cale!)

email: enzo@enzocosta.net; http://lanterninoenzocosta.blogspot.com
Illustrazione di Aglaja
email: aglaja@fastwebnet.it; http://proveaglaja.blogspot.com
Propaganda – Se il popolo ha fame, che vada in vacanza
Il ministro del turismo Brambilla ha deciso di sanare una piaga sociale: “Numerosi cittadini sono esclusi dai viaggi, necessario correggere questa disuguaglianza”. Sarà quindi possibile dal 20 gennaio, a chi lo vorrà e rientrerà nelle categorie previste, fare domanda per ottenere i buoni vacanza, secondo quanto stabilito dal Governo.
L’obiettivo è mandare tutti in villeggiatura, o almeno “famiglie, giovani, anziani, disabili e quel 45% di italiani che non va in vacanza” http://www.buonivacanze.it/Objects/Pagina.asp?ID=44. Dal momento che, evidentemente, non tutte le ineguaglianze sono fastidiose allo stesso modo, il beneficio è riservato ad individui e famiglie a basso reddito, ma rigorosamente italiane, in barba ai contribuenti stranieri (che, in fondo, in un certo senso sono già in vacanza-adventure, come nel caso degli immigrati presi a pallettoni a Rosarno).
Appunti di viaggio – Questioni di classe

Al ritorno da un viaggio all’estero approdo alla stazione centrale di Milano: freddo, valigia pesante, zaino, borsetta a tracolla e prospettiva di un’ora di attesa prima della partenza del treno. Ancora non conosco la nuova stazione, ora tutta ristrutturata e splendente, e mi metto fiduciosamente a cercare una sala d’aspetto, oppure un bar con sedie e tavolini: ricordo che ce ne era uno, un tempo. Ma dopo aver peregrinato su e giù per interminabili tapis roulant e attraverso vasti ed asettici spazi affiancati da vetrine alla moda, realizzo che non c’è nessuna sala d’aspetto, e nessun bar dotato di sedie. Unica possibilità una decina di panche di legno nella gelida galleria a fianco delle piattaforme dei treni, comunque già tutte occupate da gente infreddolita.
Città – Drop in al Ghetto: dal conflitto alla partecipazione
Un’informazione poco attenta alla complessità dei fenomeni e alla pluralità dei punti di vista può creare allarme, seminar zizzania, alimentare conflitti la cui risoluzione comporta sprechi di tempo e di energie.
È quanto è accaduto con un paio di articoli del Secolo XIX di giovedì 10 dicembre 2009, intitolati “Centro per i drogati, ‘barricate’ nel Ghetto” e “Al ‘drop-in’ di Pré buchi e spaccio in presa diretta”.
Si riferivano al drop in (il centro di accoglienza dove i tossicodipendenti possono “fare un salto” per rifugiarsi, rifocillarsi, lavare se stessi e gli abiti e soprattutto avere opportunità concrete di uscita dalla droga grazie all’incontro con operatori specializzati e informazioni sulle comunità di recupero) previsto dal Comune nel programma di riqualificazione generale della zona del Ghetto, con un finanziamento specifico della Regione.
Scuola – Immigrati al 30%: soglia, non sbarramento
Autobus n. 1, da Cornigliano verso il centro. Ad una fermata sale una scolaresca, si direbbe una media. L’autobus appena uscito vuoto dalla rimessa si riempie interamente, e tre ragazzine occupano i posti accanto a me, chiacchierando e scherzando tra loro. L’interessante è che lo fanno passando con indifferenza dall’italiano allo spagnolo e viceversa. Poi si avvicina un’altra compagna di classe, ma da questo momento in poi si parla solo italiano. Pensiero: se ragazze e ragazzi italiani non stanno attenti di qui a un po’ finiranno in coda, superati da compagni immigrati bilingui e determinati a farcela, a conquistarsi un futuro. I licei sono ancora fuori portata, ma una amica insegnante mi dice che nelle scuole professionali gli stranieri ci vanno con un progetto di vita, ed hanno rendimenti migliori degli italiani che ci approdano come ultima scelta, privi di cultura, interessi e motivazioni.
Cultura – I semi della democrazia
Pochi, tra coloro che escono dalla stazione di Torino Porta Nuova e si trovano dinnanzi a corso Vittorio Emanuele II sanno che il quartiere che corre sulla loro sinistra, San Secondo – Crocetta, ospitò sino alla seconda metà degli anni Trenta un gruppo di uomini, vicendevolmente maestri e compagni gli uni degli altri, ai quali dobbiamo la nascita della nostra Repubblica e la nostra Costituzione. Chi ha visitato la mostra dedicata al centenario della nascita di Norberto Bobbio, presso l’Archivio di Stato di Torino, terminata domenica scorsa, ha avuto modo di ripercorrere le loro Storie di impegno e amicizia nel ‘900.
Bobbio e i suoi compagni di liceo e di università, tra i quali Vittorio Foa, Giorgio Agosti, Leone Ginzburg, Massimo Mila, Alessandro Galante Garrone, Franco Antonicelli, Giulio Einaudi e tanti altri ancora, si opposero con intransigenza al regime fascista. Interpreti di un inflessibilità morale, eredità di Piero Gobetti, fatta propria e vissuta anche nella condivisione delle piccole cose quotidiane.