Informazione – Prendere posizione non è informare

Il Secolo XIX dell’11 febbraio, a proposito della morte di Eluana Englaro, titolava in prima pagina: “Morte ‘anticipata’ si cercano i motivi”. L’autopsia e le perizie, atti dovuti, richiesti e voluti da tutti perché non resti nemmeno un’ombra su questa vicenda terribile, diventano a questo punto la ricerca dei “motivi” di una morte sostanzialmente accreditata come sospetta. Le virgolette cautelative non attenuano infatti il messaggio di fondo, quello che resterà nella mente di chi legge probabilmente anche dopo che ogni accertamento sia giunto alla sua conclusione, e cioè che abbia avuto luogo un intervento attivo per provocare la fine di Eluana.


Fa indubbiamente parte della informazione dare conto di quel che ha seguito e sta seguendo questa morte: accertamenti, verifiche, polemiche, prese di posizione, incluse quelle di comitati etici, associazioni religiose e rappresentanti politici che, come si legge nel testo dell’articolo “… alimentano il sospetto che la morte sia stata anticipata”.
Ma il titolo assegnato all’articolo avvalora, senza nessuna base concreta, la posizione di chi sta sollevando sospetti. Questa non è informazione.
(Paola Pierantoni)