Stefania Prestigiacomo, ministro per l’Ambiente, ha chiuso, con il suo intervento, la conferenza nazionale per la biodiversità, che si è tenuta a Roma il 22 Maggio scorso, nell’ambito delle iniziative previste per il 2010, l’anno internazionale per la biodiversità. Il ministro ha insistito sulla necessità di un rinnovamento delle normativa sulle aree protette e sull’importanza della biodiversità, affermando “Se scompare una specie animale o vegetale in Italia, se una zona umida viene compromessa, se un fiume viene distrutto dall’inquinamento, significa che si perde un pezzo di quel puzzle al centro del quale ci siamo noi. E gli esempi, purtroppo tragici sono sotto gli occhi di tutti”. E’ poi intervenuta anche sul legame che intercorre tra mancata tutela dell’ambiente e dissesti idrogeologici “Le frane causate dall’uomo, laddove ha modificato indiscriminatamente l’equilibrio del territorio ci hanno fatto pagare un tributo pesante di vite umane e ci dicono che stravolgere gli assetti naturali può essere micidiale anche per l’uomo”.
Categoria: Ambiente
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Ambiente – Tranquilli, la B.P. paga i danni
La B.P., British Petroleum, una delle sette sorelle, dopo tutto il casino che ha provocato nel golfo del Messico e la catastrofe naturale che sta procurando giorno dopo giorno, e dopo giorno non si sa fino a quando, alle coste della Luisiana e del Mississipi e nonostante le brutte figure inanellate nel tentativo di riparare il guasto – ultimo il pentolone d’acciaio che il mare ha trattato da cartone – ha dichiarato solennemente che risarcirà tutti i danni provocati.
Ma quanti soldi ha la B.P., di quanto denaro dispone? Nel momento in cui nel mondo intere nazioni rischiano il fallimento per mancanza di liquidità e centinaia di migliaia di persone si sommano ad altre centinaia di migliaia di affamati che rischiano ogni giorno la morte per mancanza di pane, anche nei paesi ricchi?
O cercano solo di truffare il futuro, di truccare le carte (processuali), di imbrogliare le prospettive?
(Angelo Guarnieri) -
Ambiente – La politica e il consumo di territorio
“Mi capita a volte di andare a vedere che cosa è stato realizzato e mi chiedo che cosa è successo” così esordiva Franco Lorenzani, direttore della commissione urbanistica della Regione Liguria all’incontro sulla “Trasformazione dei paesaggi italiani” di marzo 2010, e proseguiva lamentando che questioni burocratiche, contesti di forte contrasto, “sistema di vincoli” in realtà frenano il lavoro e il controllo della pubblica amministrazione. Citando come esempio il porticciolo di Imperia, che diverrà il più grande del Mediterraneo, “la cui realizzazione è andata al di là degli intenti”. Che monelli, Caltagirone e i suoi soci ponentini.
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Politica – La Liguria che non frana
10 marzo, al circolo PD del Centro Storico, si parla di politiche ambientali. La candidata alle regionali Anna Stagno ne discute con Carlo Bertelli (Charta) Roberta Cevasco (Università Piemonte Orientale), Alberto Girani (Direttore del Parco di Portofino), Diego Moreno e Massimo Quaini (Università di Genova).
Il primo argomento sono i problemi della Liguria e del suo entroterra, di cui si parla così poco che ne è ignota l’entità: i boschi avanzano popolando versanti e montagne ormai abbandonati, alla velocità di mille campi da calcio all’anno. Al differente assetto consegue l’instabilità ed il dissesto idrogeologico. Queste condizioni, insieme alla quantità di alberi abbandonati senza alcuna gestione, causano le frane ed il propagarsi degli incendi che hanno funestato la cronaca recente. -
Politica – La Liguria turistica dove gli hotel chiudono
Dagli anni novanta è svaporato un tesoretto di oltre 2 milioni di notti rispetto ai 14 milioni attuali, eppure l’apporto del turismo al Pil della Liguria è l’8%, dietro Vallèe e Trentino. Tengono gli arrivi, si accorciano i soggiorni: conseguenza di prossimità la nota dolente, con il 70% dei flussi da Piemonte e Lombardia.
Gli stranieri si vedono a frotte solo nelle protette Cinque Terre, patrimonio Unesco. -
Lettere – Perché dico no al traforo della Val Fontanabuona
Come sapete ho condiviso le battaglie contro l’inceneritore e contro la rapina dell’acqua privatizzata a danno della Val Fontanabuona, ma non riesco proprio a condividere la mobilitazione per il traforo e cerco di spiegare perché:
– anzitutto quando si interviene pesantemente in un contesto ambientale di pregio come quello della Valfontanabuona non ci sono solo vantaggi ma riconoscibili danni ambientali irreversibili. Perché non è stata fatta una seria valutazione di impatto ambientale? A partire dalle nuove garanzie per la sicurezza dei tunnel lunghi richiesti dalla normativa, dopo i disastri che sono capitati nel recente passato. Una analisi geologica con un serio progetto e relativi costi per collocare lo smarino escludendo con carotaggi la presenza di amianto etc.; -
Cornigliano – Quando ogni cosa sembrava al suo posto
A partire da questo numero OLI pubblicherà alcune foto che Giorgio Bergami ha scattato a Cornigliano tra gli anni Cinquanta e Sessanta, immagini di profonda bellezza che ci restituiscono il quotidiano lavorativo e familiare di un quartiere, oggi irriconoscibile. Negli ultimi sessant’anni Cornigliano è stata disponibile al cambiamento a condizione che dietro ad ogni trasformazione ed al sacrificio che comportava ci fosse un progetto concreto per il bene comune.
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Cemento – La Liguria del piano casa e delle case vuote
Il piano casa della regione Liguria ha superato il primo esame: il 26 Ottobre la Commissione ambiente e territorio ha approvato il testo che verrà discusso il 28 Ottobre in aula. Gli emendamenti della minoranza, che avevano causato un’esplosione di critiche (ampliamento fino al 75% per le cubature ridotte, estensione dei benefici alle piccole aziende, applicabilità del piano all’interno degli enti Parco) e che sono valsi a portare il piano casa della Regione Liguria sulle prime pagine dei quotidiani, sono stati ritirati. Verranno riproposti in consiglio.
Il Fatto quotidiano (20 ottobre) titola in proposito “Cemento sul deserto” accostando la corsa all’ampliamento prospettata dal piano casa regionale al record detenuto dalla Liguria: il maggior numero di case vuote. -
Lobbies – Cinghiali sequel
Altra domenica, altro tratto di Alta Via, stessa sequenza. All’inizio del sentiero il cartello che annuncia la battuta di caccia e invita a fare attenzione. Un po’ come se sui cartelli nei cantieri anziché “vietato l’ingresso ai non addetti ai lavori” ci fosse scritto “entri chi vuole, ma stia un po’ attento”. A seguire, le stesse bestie morte sul sentiero, questa volta due cinghiali adulti, e gli stessi cacciatori altamente visibili. Non è che si vada a caccia di cacce al cinghiale, è solo che piace andar per monti, con predilezione per i crinali. -
Lobbies – Il sequestro dei sentieri
Una splendida domenica di Ottobre sull’alta via dei monti liguri, cielo limpido, animo allegro e disteso. Ma ecco il cartello: sul sentiero è in atto una battuta di caccia al cinghiale. E allora? Che deve fare l’escursionista? Tornarsene indietro, o proseguire “stando attento”? Ma attento a che? L’animo si increspa in un lieve malumore, ma il sentiero non è dichiarato “inagibile”, e allora si prosegue. Dopo una mezz’oretta ci siamo: in corrispondenza di un passo ecco la “squadra”: una decina di cacciatori con splendenti giacche arancioni ad alta visibilità (Ahi! L’escursionista non ci ha pensato! Indossa pantaloni verde scuro ed una t-shirt nera; si rammarica, l’imprudente, ma che farci ormai?) sono distribuiti a lato del sentiero, ad una quindicina di metri l’uno dall’altro, coi fucili imbracciati.