Mese: Marzo 2005

  • Irak. Nemico comune l’informazione

    Non vi sembra che ci possa essere una logica militare a giustificare il rapimento di giornalisti in Iraq (per alcuni la morte) e la morte dell’agente Calipari che cercava di salvare la vita a Giuliana Sgrena?
    Dopo le terribili rivelazioni sul comportamento dei carcerieri di Abu Grahib l’insofferenza dei militari verso l’informazione si è manifestata a piena luce con l’adozione, da parte dei governi coinvolti nel conflitto, di provvedimenti legislativi mirati alla restrizione della libertà di informazione.

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  • Simboli. Quel finto campione di antirazzismo

    A volte per stravolgere una notizia nella sua essenza basta che la si limi all’osso, per rappresentarne una sola sfaccettatura. Il moncherino è così pronto per essere messo nella bacheca dell’informazione, senza che si renda conto del percorso che l’ha generato. Un esempio? La recente discussione del bando dei simboli nazisti, che si è tenuta a Bruxelles lo scorso 24 febbraio. Si possono ripercorrere le tappe della vicenda.

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  • Terre des hommes. La guerra preventiva anche contro le ONG

    Promosso dal Centro per l’Educazione ai Diritti Umani, il 4 marzo a via Balbi 2 (Facoltà di Lettere e Filosofia), è iniziato il corso interfacoltà “Media e diritti umani: lettura critica dell’informazione”.
    Introdotto da Marcello Zinola, segretario dell’associazione ligure dei giornalisti, tra gli altri relatori, era presente Raffaele K. Salinari, presidente federazione internazionale Terre des Hommes, che ci ha inviato il seguente contributo:

    Lo scenario internazionale apertosi dopo l’11 settembre restringe oggettivamente gli spazi di manovra per le Ong che intendono ancora praticare con coerenza le regole dell’aiuto umanitario indipendente. I perché si situano a diversi livelli, tutti intrecciati e tutti riconducibili al minimo comune denominatore di una “guerra tra civiltà” che sembra essere oggi lo scenario più probabile tra quelli che i poteri forti realmente operanti coltivano e promuovono.

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  • Faccia a faccia Bi e Bu. Lo spillo per sgonfiare i palloni elettorali

    Chi ha lo spillo per sgonfiare i palloni elettorali che svolazzano di questi tempi nel cielo della generale credulità? La stampa, naturalmente. A ricordare quello che dovrebbe essere un compito normale (in realtà ignorato) dell’informazione, cioè controllare se siano fondate le affermazioni smargiasse di un candidato, ci ha pensato da buon professore Giovanni Pittaluga, intervenendo sulla vecchia polemica del suo licenziamento come assessore della giunta regionale e la sua attuale adesione alla lista di centrosinistra.

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  • Il grande architetto slogan elettorale

    Il candidato del Polo delle Libertà alla presidenza della Regione Liguria crede davvero, o gliel’hanno suggerito i suoi comunicatori, che in campagna elettorale faccia buon gioco alla propaganda il nome del grande architetto per riprogettare il futuro assetto di Genova sul fronte del mare?

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  • Exodus/1. Fa scandalo rispettare la Corte Costituzionele

    Joy N., nigeriana, 25 anni, e Rachid N. marocchino, 19 anni, sono stati assolti a Genova, da due diversi giudici, dall’accusa di non aver rispettato l’ordine di rimpatrio previsto dalle legge Bossi-Fini. Niente di straordinario.

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  • Exodus/2. Al convegno RefuGEes mancavano i rifugiati

    Martedì 1 Marzo la Biblioteca Berio ha ospitato il convegno “RefuGEes. L’integrazione dei rifugiati a Genova”. L’argomento è di recente attualità per l’Italia, che prima del 1998 era solo paese di transito e tuttora non possiede una normativa specifica in fatto d’asilo.

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  • Exodus/3. Migranti dimenticati nella vigilia elettorale

    Il consuntivo di un anno d’attività dell’ARCI per gli immigrati è stato riportato da tutti i media cittadini ad eccezione del “Giornale.L’attività svolta e i nuovi progetti si sommano a quelli delle altre associazioni e alle iniziative istituzionali di Provincia e Comune.

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  • Cronaca e rispetto della dignità personali

    Il Codice deontologico dei giornalisti stabilisce che, salva l’essenzialità dell’informazione e rilevanti motivi di interesse pubblico, il giornalista
    a) non fornisce notizie o pubblica fotografie di soggetti coinvolti in fatti di cronaca lesive della dignità della persona;

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  • SOS neve. Almeno il telefono in attesa del futuro

    Giovedì 3 marzo Genova si sveglia sotto la neve. E si ferma. Aspetto un collega che arriva in aereo. Sicuramente l’aeroporto è inattivo. Alle 9,30 telefono per sapere su quale scalo sia stato dirottato il suo volo.

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