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  • Informazione/1 – I tramezzini politici che piacciono in Rai

    Bene o male, si fa l’abitudine a tutto e la maggior parte del pubblico dei telegiornali ha fatto ormai la bocca anche all’informazione politica confezionata in “panini”: nella parte superiore – se abbiamo ben capito queste ricette gastronomiche – si mette la versione di maggioranza, in mezzo una fetta di opposizione e sotto, a chiusura, la parola torna al governo. Il risultato è evidente. Hai un bel discutere se sia giusto o meno cucinare in siffatto modo il principale notiziario; la risposta è sempre la stessa: la Rai-Tv ha un editore di riferimento, in poche parole deve rispondere al potere di turno. Ora però, dopo aver servito tante “hamburger” all’insegna dell’obbedienza, l’oste sembra deciso a modificare il bisunto menù. In peggio.

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  • Informazione/2 – Dello sponsor petroliere meglio non far sapere

    Tra tante opinioni sulle dichiarazioni di Riccardo Garrone in favore della candidatura a sindaco di Stefano Zara, sorprende quella di Piero Ottone su Repubblica-Lavoro del 14 gennaio 2007: “L’interessamento di una persona come Garrone per la vita pubblica genovese, in considerazione della sua autorevolezza e della sua posizione nella società, mi sembra di per sé un’ottima cosa: dobbiamo essergliene grati”. Con ogni probabilità egli allude al ruolo del petroliere di sponsor del Carlo Felice e di presidente della Sampdoria. Ma non è tutto.

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  • Elezioni – In ombra, ma c’è anche il Cantiere

    “La differenza tra noi e Sanguineti è che Sanguineti ascolterà la gente, ma la decisione finale sarà sua, noi, invece, mettiamo in condizione i cittadini di scegliere direttamente… Il bilancio partecipativo è questo. Porto Alegre è una città con più di un milione di abitanti, Genova è più piccola, quello è un modello esportabile…” C’è anche il Partito Umanista in questa riunione per misurare risorse, energie, progetti, in tutto una quarantina di persone chiamate a raccolta da una mail amicale, perché per certe cose, è evidente, prima ci si confronta con gli amici e gli amici degli amici.

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  • Minori/1 – Genova spende di più ma i ragazzi fuggono

    Lo scorso 27 novembre 2006 l’Anci (Associazione nazionale comuni italiani) ha presentato a Firenze il primo rapporto nazionale sui minori stranieri non accompagnati. Per l’ordinamento italiano si tratta di minori completamente soli, o che vivono con adulti a cui non siano stati affidati con un provvedimento formale. Si tratta di giovani o adolescenti, prevalentemente di sesso maschile, che arrivano clandestinamente in Italia utilizzando diversi canali per eludere i controlli. E’ un fenomeno sotterraneo, continuamente mutevole e in crescita: 6.455 i minori censiti nel 2003, di cui 168 in Liguria, e oggi siamo sui 7.000 nuovi arrivi all’anno.

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  • Minori/2 – Tempi burocratici per le emergenze

    E’ l’Uocst (Unità operativa cittadini senza territorio) situato in via Ilva che si occupa della “presa in carico” dei minori stranieri non accompagnati. Alle otto del mattino c’è già un fila di persone che aspetta fuori dalla porta: questi locali infatti ospitano anche gli uffici per le persone senza fissa dimora, per l’assegnazione alloggi, per gli adulti stranieri, i nomadi e per l’emigrazione di ritorno. Gli operatori destinati ai minori stranieri sono quattro: uno a tempo pieno, uno part time e due a contratto temporaneo. Un organico risicato che deve garantire tra le 8 e le 18 la soluzione delle “emergenze diurne” e la reperibilità telefonica per la notte.
    Gli operatori spiegano che in media l’ufficio riceve una segnalazione al giorno, in genere, ma non sempre, da parte delle forze dell’ordine, a volte per piccoli reati, a volte per qualsiasi altra ragione che renda evidente la condizione irregolare del ragazzo/a. Se il minore non ha il passaporto, le forze dell’ordine, oltre ad identificarlo e a segnalarlo al Tribunale dei minori, prendono contatto con l’Uocst perché provveda ad un suo “collocamento urgente”, il che vuol dire che nell’immediato, se si trova un posto disponibile, viene collocato in una struttura di accoglienza oppure, se non si trova altro posto, in un albergo.

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  • Immigrazione – Complimenti all’Amt così forte coi deboli

    Una giovane madre di tre figli in età scolare, immigrata dall’Ecuador e munita di regolare permesso di soggiorno, è in attesa del suo rinnovo, per lei e per i figli. Lavora sodo come donna delle pulizie in varie famiglie della borghesia genovese, ne trae simpatia, rispetto ed un buon trattamento economico che col tempo le permette di comprare casa e mandare a scuola i figli. Una storia, ancora in fieri, di immigrazione di successo. Il permesso di soggiorno suo e dei figli scade e va rinnovato. Visti i tempi della burocrazia italiana e data la sua situazione di lavoro stabile il rinnovo viene loro concesso, ma il permesso vero e proprio arriverà tra qualche mese, nel frattempo vale una ricevuta dell’avvenuto rinnovo quale documento legale.

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  • MicroMega – Anche tra i camalli c’è il caporalato

    E’ in edicola il nuovo numero della rivista MicroMega in gran parte dedicato all’eutanasia. Si apre con un appello di Silvio Viale a Veronesi, Marino e a tutti quei medici che, quotidianamente e silenziosamente, rifiutano l’accanimento terapeutico e praticano l’eutanasia. E’ un appello per uscire allo scoperto e dar voce a questa ineludibile battaglia civile a cui si affiancano anche quei cattolici che, nel rispetto profondo della libertà di scelta dell’individuo, sono consapevoli che non si può imporre la propria fede ad altri. Sono le voci di don Andrea Gallo, Giovanni Franzoni, don Paolo Farinella e don Aldo Antonelli.
    Altri temi. Di Anna Politkovskaja, la grande giornalista russa assassinata per non aver accettato le censure della Russia di Putin, viene pubblicato il dialogo che con il direttore di MicroMega si svolse a Mantova nel 2005. Akbar Ganji, uno dei maggiori intellettuali iraniani, prima incarcerato poi messo all’indice, il suo percorso esistenziale che lo ha portato da un’iniziale adesione al regime a diventare il simbolo della resistenza, racconta il suo Iran.
    In “Camalli, a rischio della vita”, Marco Preve dimostra come il caporalato, camuffato da lavoro interinale, sia entrato anche nella Compagnia dei lavoratori portuali, un tempo simbolo della difesa degli operai. E intanto i lavoratori rischiano la vita ogni giorno.
    E inoltre articoli e testi di Marco Travaglio, Gad Lerner, Furio Colombo, Lidia Ravera, George Moustaki.