Categoria: 230

  • Versante Ligure



    ALBARO ALFANO

    L’ambientalista grido
    è forte, e io lo odo,
    ma una vocal (lo vedo)
    ad altri lai fa scudo:
    si grida per il Lido
    si tace per il Lodo.



  • Psichiatria – Oltre le gabbie

    Dichiarazioni stampa relative alla nota di OLI 228, ripresa da Marco Preve su Repubblica il 4 giugno u.s. sulle condizioni della clinica psichiatrica: “Si sta provvedendo alla ristrutturazione dei reparti psichiatrici” dichiara il direttore sanitario di San Martino Gianni Orengo “Questo vuol dire che presto la clinica verrà trasferita e nel frattempo abbiamo già ridotto il numero dei ricoverati. Sono state avviate le procedure di gara per portare la clinica al padiglione 11, dove si trova già – in locali ristrutturati – il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura della Asl 3. L’idea è quella di creare un campus psichiatrico, con la clinica che occuperà i locali del piano superiore. E in quel contesto ci sarà a disposizione un vero e proprio parco, con spazi ampi da dedicare ai pazienti”. E precisa: “Ci sono dei problemi, si possono criticare le scelte e trovare percorsi diversi, ma questo, vorrei essere chiaro, non mette in discussione i principi della legge Basaglia”.

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  • Migranti – Liste di proscrizione: i volenterosi complici degli aguzzini

    I fatti risalgono ai primi di febbraio 2009 ma sulla stampa se ne è parlato solo a metà del maggio scorso (su Repubblica vari articoli tra il 20 e il 25 maggio). A Genova una preside che si presenta nelle aule di tre istituti superiori ai quali sovrintende (Einaudi, Casaregis, Galilei) e dice “dite al vostro compagno o alla vostra compagna tale dei tali che se non si presenta coi documenti le mando i carabinieri a casa”. Per maggiore chiarezza, l’elenco dei destinatari interessati al messaggio compare anche sulla lavagna. Pochi giorni dopo, il 16 febbraio, una sessantina (molto meno della metà!) di docenti di quegli istituti sottoscrive una protesta: chiedono spiegazioni dell’inusuale comportamento.

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  • Migranti – Basterebbe una circolare

    Scade il permesso di soggiorno, e contemporaneamente scade anche l’iscrizione del cittadino immigrato al Sistema Sanitario Nazionale.
    Una iscrizione temporanea (che dura tre mesi) si può avere portando alla ASL la ricevuta della domanda di rinnovo del permesso di soggiorno, e finalmente, quando arriva il permesso, l’immigrato dovrà tornare ancora una volta alla ASL, per avere una iscrizione ancora una volta pari alla durata del permesso. Ma molto spesso, dati i lunghissimi tempi del rinnovo, una iscrizione temporanea non basta, per cui è necessario tornare alla ASL più volte per rinnovarla. Un andirivieni che ingrossa le code alla ASL, aumenta la mole di lavoro agli sportelli ed irrita gli anziani che devono stare in coda per più tempo, non tutti possono avere la sedia, qualcuno pensa che la colpa è degli immigrati.

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  • Migranti – Lascio Genova perchè ho paura

    Incontro, nei dintorni del Suq, un immigrato che conosco da tempo. Persona di cultura, nella manciata di anni che vanno dalla metà degli anni ’90 ad oggi ha percorso la strada che porta dalla accettazione, per sopravvivenza, di qualunque lavoro, alla conquista di una professionalità elevata, riconosciuta “anche” qui, e a un lavoro qualificato, a tempo pieno, in un grande ente. Una strada, la sua, costellata da esperienze di valore, che ne hanno fatto un punto di riferimento non solo per la sua comunità. Ora lascerà Genova e se ne andrà in Francia dove lo aspetta un lavoro ancora più qualificato, ma il motivo che lo porta via non è professionale: “In Francia – dice – ci sono problemi e durezze, ma c’è anche un quadro chiaro di diritti che vengono garantiti. Qui no. Qui ormai ho paura”.

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  • Informazione – I buoni e i cattivi

    Domenica scorsa, sulla spiaggia di Voltri, c’è stata una grande rissa: notizia di richiamo che finisce su tutte le locandine davanti alle edicole. La Gazzetta del Lunedì non rinuncia alla sottolineatura razziale: “Maxi rissa tra immigrati sulla spiaggia”, mentre Repubblica (Maxi rissa tra bagnanti a colpi di ombrellone), e Secolo XIX (Maxi rissa sulla spiaggia) tengono un profilo più neutro. Ma andiamo a vedere gli articoli.
    La Gazzetta del Lunedì unifica nella parola “extracomunitari” i protagonisti della rissa, parla degli attimi di “vero terrore” vissuti da “centinaia di bagnanti spaventati da tanta violenza”, ci dice che la spiaggia “a quell’ora era affollatissima” e che “le tante persone presenti sono scappate urlando portandosi via i bambini”, ma non ci informa di che nazionalità era questa gente.

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  • Documentari – “Come un uomo sulla terra” anche a Genova

    Teatro Eden, Genova Pegli, 15 giugno 2009: le associazioni “Genova con l’Africa” e “Art Afric” hanno organizzato la proiezione di “Come un uomo sulla terra”, documentario di Riccardo Biadene, Andrea Segre e Dagmawi Ymer girato nel 2008, per conservare la memoria del viaggio, che Damawi, e con lui migliaia di profughi etiopi e di altre nazionalità, hanno compiuto attraverso il deserto, prima di arrivare in Italia. Dag, il protagonista e tra gli autori del documentario, studiava giurisprudenza ad Addis Abeba, fino a quando, a causa della repressione e della condizione politica nel suo Paese, ha deciso di espatriare e di cercare rifugio altrove.

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  • Ex libris – La ricetta di Kapu: curiosità, amore e rispetto

    Il prezzo quasi proibitivo (55 euro) e la veste tipografica (i prestigiosi Meridiani Mondadori) non ne consentono certo una agevole lettura sotto l’ombrellone. Eppure la tentazione di consigliare il volume delle Opere del grande reporter polacco Ryszard Kapuscinski (1932-2007) è forte. L’inquieto Kapuscinski iniziò al principio degli anni Sessanta a raccontare “l’altro” rispetto alla pacificata e sazia Europa, vale a dire l’Africa delle guerre di liberazione anticoloniali: Ghana, Congo, Mozambico, Algeria, Angola («l’Africa era un enigma, un mistero, nessuno sapeva che cosa sarebbe successo quando trecento milioni di individui avrebbero alzato la schiena e chiesto il diritto di parola»); le guerre dei poveri in America Latina, e poi l’Etiopia di Hailé Selassié I, l’ultimo Negus (il libro che rivelò il suo straordinario talento), l’Iran di Khomeini ma anche il declino e la caduta dell’Unione sovietica descritta nelle suggestive pagine di Imperium.
    In ogni libro si avverte l’urgenza di testimoniare eventi capitali come la decolonizzazione, le rivoluzioni (ne seguì ben ventisette) e di capire le persone che aveva di fronte (i suoi modelli furono da una parte il new journalism americano e dall’altra lo storico greco Erodoto). L’unico modo per farlo era quello di mischiarsi alla folla quando ascolta i discorsi del leader ghanese Kwame Nkrumah, viaggiare insieme ai guerriglieri angolani (si veda il bellissimo Ancora un giorno, non compreso nel Meridano), aggirarsi nei mercati messicani.

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  • Lettere – Vado, voto e… torno

    Sull’esito del voto ci sono talmente tanti commenti che è difficile farne una critica complessiva, vorrei però richiamare l’attenzione su quanto è avvenuto a Vado Ligure, da oltre 60 anni riserva di voti “sicura” per PCI-PDS-DS: è noto che la candidata del PD ha perso le elezioni a vantaggio di una lista civica che si è formata anche sulla spinta della lotta anti piattaforma Maersk (http://amarevado.it).

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