Categoria: 233

  • Versante Ligure



    DECRETO
    SCONCEZZA


    Furbesca crudeltà
    su capri espiatori.
    Legale oscenità.
    Razziali-ius-furori.
    Popolo d’illibertà
    offerta agli stranieri.
    La clandestinità
    non diamo a ’sti pensieri



  • Iran – Senza un filo di paura

    “Al fondo del mio cuore sento che succederà una cosa buona, sento che cambierà… No. Non possono durare così tanto”
    Il fondo del cuore di questa donna iraniana – a Genova da più di cinque anni – è negli occhi neri luminosi e pacati. “Sono contenta che un’azione sia iniziata… Non se ne poteva più”.
    Lo dice senza un filo di paura.
    Lui, che le è accanto, precisa: “Normalmente un colpo di stato viene fatto contro un governo. In Iran il colpo di stato è contro la gente. Il 90% della popolazione è insoddisfatta. Adesso che un movimento è partito non sarà più come l’anno scorso o cinque anni fa”.

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  • Visioni – Paure ad occhi aperti

    Ho paura di aver paura, del coraggio che mi servirà per vincerla. Ho paura che nella mia città (Genova), che nel mio paese (Italia), giovani diversi abbiano diverse opportunità. Ho paura che le figlie ed i figli degli immigrati non potendo studiare continuino a fare i lavori dei loro genitori: colf, operai edili, ecc.
    Ho paura di chi ha paura degli immigrati.
    Ho paura per Obama, perché nel suo discorso del Cairo ha rivendicato le radici islamiche degli Stati Uniti d’America. Le radici islamiche in Europa sono almeno 100 volte più forti di quelle in USA ma nessun governante europeo le rivendica.
    Ho paura per lui perché è orgoglioso di aver 1200 moschee nel suo paese, perché vuole fare finalmente la pace in Medio Oriente e dare uno stato ai palestinesi.

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  • Migranti – 1998, quando c’era la speranza

    Autunno 1998. Al centro Civico di Cornigliano per tre settimane la mostra “Numeri Arabi” fece da cornice a rappresentazioni teatrali, musica, dibattiti: uno di questi aveva per titolo “Tra paura e normalità”.
    Scorrendone la trascrizione conservata nell’Archivio del Forum Antirazzista di Genova, si incontrano gli argomenti di adesso, solo che allora c’erano lavori in corso diretti verso la speranza.
    Le paure “degli” immigrati erano tante e drammatiche già allora, e l’elenco che ne fu fatto resta una buona descrizione della condizione immigrata in tutti i tempi, ma si poteva anche dire: “Dal 1990 ad oggi si sono moltiplicate anche le situazioni normali per un numero crescente di immigrati…”.
    C’era un confronto aperto e costante tra la rete delle associazioni e la amministrazione comunale. C’era ancora la speranza di far cogliere alla politica, alla sinistra, l’immensa scommessa politica che Genova poteva giocarsi sulla immigrazione.

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  • Informazione – L’apertura di un nuovo sguardo

    “MediAttori” è un progetto finanziato dal Ministero del Lavoro che si concluderà il 31 maggio 2010. Capofila l’associazione COSPE (www.cospe.org), scopo quello di stendere una mappa dei cittadini immigrati di prima e seconda generazione che operano nel settore della comunicazione, di creare tra loro una rete, di favorirne la collaborazione con i mezzi di informazione a larga diffusione (a partire da Internazionale), e di valorizzarne le competenze giornalistiche per “accreditarli come portatori di nuove prospettive sull’Italia Multiculturale”.
    I territori coinvolti dal progetto del COSPE sono Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Piemonte, Puglia, Toscana.

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  • Città – Le melanzane della Marta

    Dalle pagine dei quotidiani della settimana scorsa si affaccia sorridente la faccia della mia sindaco che, zappa in mano, invita Michelle Obama a prendere lezioni di orticultura da lei. Ha un aspetto più gioviale e quotidiano della first lady del presidente più importante del mondo ma questo non mi esime dal provare una immediata paura. Prima di tutto perché già l’anno scorso abbiamo passato settimane nel consigliarle, attraverso radio e quotidiani, come utilizzare il suo abbondante raccolto di melanzane. E i ‘tormentoni’ estivi sono simpatici, ma per due estati di seguito diventano ripetitivi. Che si passi per lo meno alle zucchine.

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  • Informazione – La regia della paura

    Informazione Su Repubblica del 5 luglio Ilvo Diamanti scrive “…oggi il premier si è trasformato nell’Authority della Paura. Che stabilisce quando sia legittimo oppure no: avere Paura. Sentimento incoraggiato quando ne sono bersaglio gli immigrati… ma quando i problemi coinvolgono l’economia e il lavoro, le ragioni dei fatti passano dalla parte del torto” Esercizio: in quali contesti si addensa la parola “paura” sulla stampa cittadina? Da una breve ma sistematica indagine dei giorni appena passati (dal 1 al 6 luglio) ne emergono tre: Primo, gli immigrati. Con una novità: alla paura dell’italiano per il minaccioso migrante, dopo il decreto sicurezza si è aggiunta quella del migrante per il minaccioso italiano. Così ora tutti hanno paura di tutti.

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  • Badanti – La carità pelosa della regolarizzazione

    Cos’è questa divisione dei migranti in una parte femminile innocente ed una parte maschile pericolosa? Da una parte le badanti da regolarizzare e dall’altra i temibili operai edili, metalmeccanici, agricoli ecc. da escludere.
    Quale logica c’è dietro a questa divisione degli esclusi che pare condivisa dalla parte consistente della politica e dell’informazione?

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  • Lettere – Parliamone

    Parliamone
    Caro Dott. Petruzzelli, parliamone di persona, anche pubblicamente, e non attraverso lettere che, non potendo essere lunghe come dovrebbero, banalizzano inevitabilmente i concetti. Cordiali Saluti
    (Francesco Scidone)

  • Lettere – Diritti e doveri sul web

    Leggo l’articolo Internet – Dal 1948 una legge per il web (m.c.a.) sul numero 232 di OLI. Mi trovo solo parzialmente concorde con MCA sulla questione dell’obbligo di pubblicazione. L’ipotesi di Tizio e Caio che litigano sul blog di MCA è una situazione classica, auspicabile in democrazia. Meno classico, ma possibile, che uno dei due sia stato “bannato”, bloccato o nascosto per impedirgli di rispondere. E’ il caso dei giornali, che non intendono sobbarcarsi la responsabilità di alcuni contenuti e si permettono di “astericizzarli”. In questo caso l’obbligo di pubblicazione manleva l’editore e il direttore responsabile di testata. Certo non è facile distinguere tra blog, testata giornalistica, OLI, giornali virtuali e Giornalino di Gianburrasca sul web, quindi formulare una legge che permetta di distinguere è complesso.

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