Per il momento è solo paura. Sentimento sottile che oscilla tra panico e incertezza. Lo si avverte un po’ in tutti. In quelli che si sono impegnati di più in questi cinque anni folli ed in quelli che hanno mostrato indifferenza per la politica, mai stata cosa loro perché luogo immutabile nel quale le regole dei giochi le fanno altri. Sono livelli di paura diversi. Di chi ha saltato il fosso e si è schierato e di chi ha atteso.
Mese: Aprile 2006
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10 Aprile – La crisi dei media vista da fuori
Le consegna due schede elettorali e non è il presidente del seggio; le dice ad alta voce per chi deve votare ed è il Presidente del Consiglio dei Ministri. I numerosi presenti, tra cui anche giornalisti, ridono. Tra i rappresentanti di lista, solo uno ha il buon senso di rimproverarlo. Sui giornali si parlerà di una semplice gaffe. Un piccolo episodio, ma anche un dettaglio significativo del baratro che da molti anni si è aperto in questo paese. Un episodio che non possiamo relegare al passato perché ‘a nuttata non è passata ancora.
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Regione – Confessioni e voti di trasparenza
Ha fatto scalpore l’intervista rilasciata dal presidente della Regione a Repubblica (5 aprile 2006, “Porto Comune e poltrone”). Ho deciso di parlare – ha detto Burlando – dopo aver osservato la consegna di un anno di silenzio che, con gli assessori della sua giunta, si era prefissato. E’ arrivato il momento, annuncia, che “cambieremo musica e anche sistema di comunicazione”. E, proprio per rendere più comprensibile il suo linguaggio ai giovani, sta leggendo il libro cult di Moccia “Ho voglia di te”.
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Giovani – Dalla Francia al Giappone malesseri a confronto
Mentre scorrono sugli schermi le immagini della nuova primavera francese, è approdata a Genova, con un’originale rilettura de “La metamorfosi” di Kafka, La Fura dels Baus, compagnia catalana nota al pubblico per i suoi spettacoli-evento. Il testo, sottoposto al restyling dell’attualità, si avvale dell’innesto di filmati e immagini video sovresposte, mentre sulla scena la stanza dello scarafaggio Gregor viene ridotta ad un cubo mobile, trasparente, al cui interno trova spazio un televisore: arredo straniante dal quale il pubblico può assistere alla riproduzione iberica del “Grande fratello”.
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Linguaggio – Duchi, marchesi e autorità
In mezzo a tante cronache convulse, in questi giorni è comparsa anche qualche notizia dai contenuti folcloristici (si fa per dire). La Repubblica-Il Lavoro del 6 aprile ci informa sotto un titolo a tutta pagina che “trecento invitati: nobili, autorità, deputati e sanatori” (sic: involontaria ironia del refuso) si ritroveranno “sotto gli stucchi di Palazzo Pallavicini in piazza Fontane Marose per salutare Vittorio Emanuele di Savoia, la moglie Marina Doria, il figlio Emanuele Filiberto, la nuora…”
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9 Aprile – Amuleti politici stile Vanna Marchi
Ignoro se Vanna Marchi si limitava a minacciare il malocchio a chi non cedeva alle sue lusinghe truffaldine, oppure se ricorreva anche all’insulto. Di sicuro Berlusconi -sempre di teleimbonitori si tratta- è andato oltre e dando del “coglioni” a tutti quegli italiani, speriamo la maggioranza, che non hanno la minima fiducia in lui, ha superato un record di volgarità che ben lo qualifica. Ma ancor più elevato è il contesto della frase che sorregge l’epiteto: “Non posso pensare che gli italiani siano così coglioni da votare contro il loro interesse”. Parole che aiutano a capire meglio l’edificante nobiltà del berlusconi-pensiero.
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Dopo acciaio – A Cornigliano un set o un rettilario?
Sono piccole ma emblematiche le foto apparse nell’articolo del 28 marzo su Il Lavoro Repubblica dedicato al New deal di Cornigliano. In quella a sinistra il giovane Riva ha uno sguardo appagato. A destra Repetto, Burlano e Pericu porgono i bicchieri all’obbiettivo: brindano entusiasti alla ruspa, foto grande centrale, che abbatte alcune palazzine dello stabilimento siderurgico.
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Quale democrazia – Primarie: un diritto non un optional
A pochi giorni dal voto politico è già partita, sul “Lavoro-Repubblica”, la campagna per le amministrative (Provincia e Comune) dell’anno prossimo. Il pretesto è stato fornito dalle primarie di Imperia. La discussione è stata aperta (o provocata?) da un articolo del caporedattore Franco Manzitti, e il tema rischia di diventare il tormentone dei prossimi mesi.
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Duelli? – I faccia a faccia TV, occasione perduta
“Lei non sa chi sono io!” diceva un tronfio Castellani al beffardo Totò in una celebre sequenza. C’è molto di questo spirito nella versione italiana dei confronti televisivi tra leader politici, tanto invocati dall’opinione illuminata del nostro paese.
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Dopo il 9 aprile – Possibile una Rai Tv senza i partiti
La campagna elettorale che si sta concludendo ha probabilmente convinto anche i più ottimisti sostenitori dell’Unione che ai cittadini italiani toccherà farsi carico non solo di mandare a casa l’attuale governo ma anche di impegnarsi non poco per rendere decente quello che seguirà.