Più ancora delle dimissioni del presidente Lorenzelli, che coprono mosse e logiche delle quali i finanziatori della Fondazione, i cittadini, non verranno mai a sapere nulla, stupisce nella vicenda la disinvoltura con cui il presidente della Regione Burlando chiede all’Arcivescovo di Genova di entrare nel CdA per garantire trasparenza e buon uso delle risorse ai fini sociali, educativi, culturali ecc. L’iniziativa di Burlando significa più di un fatto: o il governatore della Regione non riponeva nessuna fiducia in qualunque CdA fosse nato dalle nuove elezioni, per sentire il bisogno di un garante super partes, o preparava la mossa successiva: l’intesa con il sorridente ex ministro imperiese, di cui buona parte dei genovesi non ha ancora digerito la pessima prova offerta durante il G8, per la suddivisione delle poltrone: una a me, una a te, una alla Curia, con buona pace di tutti.
Mese: Gennaio 2007
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Porto/1 – La Procura indaga, la politica tace
I quotidiani locali hanno dato – il 17 e il 18 scorsi – un discreto rilievo allo sviluppo dell’inchiesta in corso sulle concessioni demaniali nell’area portuale. Accertate irregolarità gravi e gravissime; si dice oltre un centinaio.
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Porto/2 – La campagna anti-Novi mostra i moventi
Ridurre quanto sta succedendo in porto alle amnesie o cecità – disinteressate o meno – di qualche funzionario è fuorviante. I furbetti, quelli che hanno tratto vantaggi concreti, ci sono. Ma in discussione c’è altro. Qual era il significato politico di conservare per anni tra i moli un abusivismo così massiccio di cui la maggior parte dell’utenza portuale, sia pure in forme diverse, si è avvantaggiata?
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Primarie – Cose dette e taciute all’incontro Vi.Za.Sa.
Da registrare ci sono i fischi e i buu che quasi a dibattito concluso una parte del pubblico dedica a Marta Vincenzi. Marta non ha resistito a rivendicare il suo ruolo guida qualora vincesse primarie ed elezioni a sindaco. “Visto? Lei è così… E’ una questione di carattere. Perchè lei, dentro di sè, non ascolta nessuno…”, “Il modo poi! Non è possibile!”, “Bastava che parlasse di sintesi, di ascolto, di unità della sinistra… con Sanguineti e Zara. Era andata bene!”, “E’ la sua vera anima…Che ci possiamo fare?”
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Minori stranieri – Ma la polizia non vede le ragazzine-schiave?
Domenica 21 gennaio Il Secolo XIX riporta la notizia di una azione di polizia contro “la gang delle schiave romene”, una banda che importava ragazze minorenni dalla Romania e le faceva prostituire a Sampierdarena, tra Viale Canepa e Via Sampierdarena. L’articolista dice che l’indagine è partita dalle rivelazioni di una delle ragazze, che si era confidata con una prostituta italiana, e si era poi rivolta alla polizia. L’articolista sottolinea che “senza la collaborazione della ragazza non si sarebbe approdati a nulla”.
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Flussi/1 – Il calvario burocratrico dei sans papier
Irina è una ragazza; ucraina e in Italia senza permesso di soggiorno. Sono i cosiddetti “Flussi 2006”. Essere un sans papier e cercar di diventare regolari facendo il cross attorno ai paletti della Bossi-Fini: come altre migliaia di immigrati clandestini.
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Flussi/2 – L’incredibile farsa cronometrica
Passa il tempo, mesi, e le Procure cominciano a pubblicare i risultati. In Liguria – 200 posti – Irina è “fuori flussi”. Eppure ha consegnato dopo appena 14 minuti. Strano. Il sistema postale appone un’ora precisa al millesimo di secondo e identica (sincronizzata) in ogni macchina obliteratrice di tutti gli uffici postali in tutta Italia. Una notizia da telegiornale; un’immagine di grande efficienza delle poste.
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Urbanistica – I tesori dell’Unesco e quelli di oggi
I quotidiani non solo locali (anche Il Sole 24 ore, sia pure con una pagina pubblicitaria) ci hanno dato dentro a manetta: “I Rolli” tra i tesori dell’Unesco, più la visita di un ministro e una lavata straordinaria a un po’ di vie del centro. I 42 edifici genovesi iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale ci riempiono di legittimo orgoglio: in fondo siamo genovesi, no? E questo arriva mentre la città – spiega un interessante dossier di Repubblica (21 gennaio 2007) – “torna a crescere”.
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Informazione/1 – I tramezzini politici che piacciono in Rai
Bene o male, si fa l’abitudine a tutto e la maggior parte del pubblico dei telegiornali ha fatto ormai la bocca anche all’informazione politica confezionata in “panini”: nella parte superiore – se abbiamo ben capito queste ricette gastronomiche – si mette la versione di maggioranza, in mezzo una fetta di opposizione e sotto, a chiusura, la parola torna al governo. Il risultato è evidente. Hai un bel discutere se sia giusto o meno cucinare in siffatto modo il principale notiziario; la risposta è sempre la stessa: la Rai-Tv ha un editore di riferimento, in poche parole deve rispondere al potere di turno. Ora però, dopo aver servito tante “hamburger” all’insegna dell’obbedienza, l’oste sembra deciso a modificare il bisunto menù. In peggio. -
Informazione/2 – Dello sponsor petroliere meglio non far sapere
Tra tante opinioni sulle dichiarazioni di Riccardo Garrone in favore della candidatura a sindaco di Stefano Zara, sorprende quella di Piero Ottone su Repubblica-Lavoro del 14 gennaio 2007: “L’interessamento di una persona come Garrone per la vita pubblica genovese, in considerazione della sua autorevolezza e della sua posizione nella società, mi sembra di per sé un’ottima cosa: dobbiamo essergliene grati”. Con ogni probabilità egli allude al ruolo del petroliere di sponsor del Carlo Felice e di presidente della Sampdoria. Ma non è tutto.